Un sacerdote risponde a delle considerazioni sulla masturbazione: “la masturbazione è un peccato grave. E’ esso veniale o mortale?” “la masturbazione è oggettivamente un peccato mortale”

Un sacerdote risponde

Considerazioni sulla masturbazione

Quesito

Caro Padre Angelo, mi piacerebbe  porgerle alcune domande riguardanti la morale cattolica. 1) Il Catechismo  della Chiesa Cattolica ritiene, in perfetto accordo col Decalogo biblico, che  la masturbazione è un peccato grave. E’ esso veniale o mortale? 2) La psicanalisi ha  da tempo capito che la masturbazione è un atto naturale e comune a tutti gli  uomini, che favorisce la produzione degli ormoni androgini. Gli impulsi  sessuali, che se non erro la   Chiesa non considera peccaminosi (dopotutto non vedrei perchè  debbano essere considerati tali visto che sono, per così dire, involontari e  insiti alla natura stessa dell’uomo), sono all’origine della  masturbazione stessa. Nella fase adolescenziale, durante la pubertà, è in corso  la formazione fisico-psicologica dell’individuo che porta a dei momentanei  squilibri ormonali. Questo porta il ragazzo a conoscere il proprio corpo, a  provare le prime attrazioni verso il sesso opposto, a compiere masturbazione  che, vista in quest’ottica scientifica, diviene un modo per “formare”  la propria natura sessuale. Molti adolescenti cattolici praticanti, come  me, sono spesso assaliti da forti sensi di colpa e tristezza dopo l’atto, ma è  anche vero che tutti i ragazzi si masturbano, allora mi chiedo: è possibile che  Dio, creatore dell’uomo, misericordia infinita, attribuisca ad un adolescente  la masturbazione come peccato quando essa è funzionale allo sviluppo ormonale e  sessuale dell’individuo? E’ anche vero che non si può prescindere in maniera  totale dalla masturbazione, e prima o poi si finisce per “cadere”. La  prova è la polluzione notturna, emissione di sperma che il proprio inconscio  provoca durante il sonno in maniera autonoma, sempre per la  produzione di ormoni androgini. 3) Non è più  verosimile che la masturbazione sia considerata peccato grave da Dio soltanto  quando diventa una abitudine rovinosa per i rapporti di coppia o un qualcosa a  cui è difficile rinunciare? Un po’ come la droga, il fumo, la lussuria,  le dipendenze? Grazie, aspetto con  ansia una vostra risposta, possibilmente in maniera fedele sia al  Magistero Ecclesiastico che alle nozioni psicanalitiche che ho precedentemente  illustrato. Dopotutto esse fanno  parte della natura umana e la natura è il creato di Dio. Ricordatevi di me  nelle vostre preghiere quotidiane, Gaetano


Risposta del sacerdote

Caro Gaetano, riprendo puntualmente tutte le tue affermazioni.

1. “Il Catechismo della Chiesa Cattolica ritiene,  in perfetto accordo col Decalogo biblico, che la masturbazione è un peccato  grave. E’ esso veniale o mortale?”. Sei onesto nel  riconoscere che tanto il Magistero della Chiesa quanto la Divina Rivelazione  considerino la masturbazione un peccato grave.   Ma a tua volta  chiedi: questo peccato grave come va considerato: mortale o veniale?   Giovanni Paolo II,  in Reconciliatio et Poenitentia, ha affermato che “il peccato grave si  identifica praticamente, nella dottrina e nell’azione pastorale della Chiesa, col peccato mortale” (RP 17).   A questo punto bisogna dire con Sant’Agostino: Roma locuta, causa finita (il Magistero  ha parlato, la discussione è finita).   Pertanto la masturbazione è oggettivamente un peccato  mortale.

2. “La psicanalisi ha da tempo capito che la  masturbazione è un atto naturale e comune a tutti gli uomini, che favorisce la  produzione degli ormoni androgini”. Intanto sulla  psicanalisi: non è una scienza esatta come la matematica, secondo la quale due  più due fanno quattro, e fanno quattro per tutti e per sempre.   Quante scuole vi  sono nella psicanalisi! Ognuno dice la sua. E non può esser diversamente  essendo in se stessa una scienza empirica, che parte dalle vicende umane e  cerca di conoscere determinati meccanismi di carattere psicologico alla luce di  alcune costanti. Ma questi meccanismi non sono interpretati univocamente.   Inoltre la psicanalisi non dice che la  masturbazione è comune a tutti gli uomini. Compirebbe un errore grossolano se  dicesse questo, perché vi sono state e vi sono molte persone, di sesso maschile  e soprattutto di sesso femminile, che non l’hanno mai conosciuta.   Ancora: quand’anche  tutti passassero per questa strada, non si può costituire un dato  comportamentale come un criterio veritativo. Tutti, questo sì (almeno più o  meno) hanno detto bugie, soprattutto da piccoli. Ma con questo la bugia non  diventa criterio verità. Rimane bugia, falsificazione della realtà.

3. “Gli impulsi sessuali, che se non erro la Chiesa non considera peccaminosi  (dopotutto non vedrei perchè debbano essere considerati tali visto che sono,  per così dire, involontari e insiti alla natura stessa dell’uomo),  sono all’origine della masturbazione stessa”. Sono d’accordo, ma  questi impulsi non sono costrittivi.   La masturbazione  parte infine da un atto della volontà.   Come ti ho detto, in  alcuni questo ulteriore passaggio non c’è e stanno meglio di chi si masturba,  stante il disagio interiore provato da tutti quelli che passano attraverso  questo fenomeno.

4. “Nella fase adolescenziale, durante la  pubertà, è in corso la formazione fisico-psicologica dell’individuo che porta a  dei momentanei squilibri ormonali. Questo porta il ragazzo a conoscere il proprio  corpo, a provare le prime attrazioni verso il sesso opposto, a compiere  masturbazione che, vista in quest’ottica scientifica, diviene un modo per  “formare” la propria natura sessuale”. Come ti ho detto,  diverse persone cadono in questo peccato.   Alcuni si rialzano  subito o quasi, altri se lo portano dietro per anni e altri ancora per tutta la  vita, pur essendo sposati.   Il Signore, che  indubbiamente ne sa più di tutti, ha detto: “In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo  del peccato” (Gv 8,34).   Caro Gaetano, io  sono anche confessore. So per certo che tutti o quasi non avrebbero mai  desiderato cominciare con questo vizio, che ormai li rende schiavi della  concupiscenza e li fa star male perché sentono che è una vittoria dell’egoismo  e della sensualità nella loro vita.   Altro che aiuto ad  aprirsi all’altro sesso! Semmai, la masturbazione aiuta ad aprirsi all’altro  sesso in maniera sbagliata, considerandolo come oggetto di passione e di  libidine.   Senza dire che chi  compie questo peccato avverte di perdere la presenza personale di Dio dentro di  sé, e cioè sente – anche tangibilmente – di perdere la grazia, che è il tesoro  più grande che una persona può possedere sulla terra.

5. “Molti  adolescenti cattolici praticanti, come me, sono spesso assaliti da forti sensi  di colpa e tristezza dopo l’atto”. Vedi che mi dai  ragione sul senso di colpa e di tristezza.   In confessione non  ne trovo uno che sia contento di questo peccato.   Ti ripeto, non ne  trovo neanche uno.   Tutti vorrebbero  essere liberati.

6. “ma è anche vero che tutti i ragazzi si  masturbano, allora mi chiedo”. È sbagliata la  premessa.   È un dato di fatto,  rilevato anche statisticamente che non è come dici tu.   Te lo garantisco.

7. “è possibile che Dio, creatore dell’uomo,  misericordia infinita, attribuisca ad un adolescente la masturbazione come  peccato quando essa è funzionale allo sviluppo ormonale e sessuale  dell’individuo?” Come si fa a dire  che è funzionale allo sviluppo!   E invece è  funzionale al contrario del vero sviluppo, tant’è vero che come tu stesso  rilevi la masturbazione causa sensi di  colpa e tristezza.   L’autentico sviluppo  di una persona causa sensi di colpa e  tristezza?   Dio non proibisce il  male per gusti personali!   Piuttosto,  proibendo, avverte l’uomo che con quel peccato si danneggia.

8. “E’ anche vero che non si può prescindere in  maniera totale dalla masturbazione, e prima o poi si finisce per  “cadere”. La prova è la polluzione notturna, emissione di sperma che  il proprio inconscio provoca durante il sonno in maniera autonoma, sempre per  la produzione di ormoni androgini”. Ripeto: non è vero  che prima o poi si finisce per cadere.   Inoltre proprio  l’espulsione autonoma nel sonno del surplus sta ad evidenziare che non è  affatto necessario passare attraverso la strada indicata da te.

9. “Non è più verosimile che la masturbazione  sia considerata peccato grave da Dio soltanto quando diventa una abitudine  rovinosa per i rapporti di coppia o un qualcosa a cui è difficile rinunciare?  Un po’ come la droga, il fumo, la lussuria, le dipendenze?”   Ma l’abitudine  rovinosa da che cosa è causata?   Evidentemente da un  atto che le è proporzionato.   Se gli atti sono  lievi, non  causano dipendenze gravi. Al  massimo causano dipendenze lievi.   Solo gli atti gravi  causano dipendenze gravi.   Come è peccato grave  l’assunzione della droga e non solo la dipendenza, così avviene anche nel  nostro caso.

8. Ti ricordo molto  volentieri nelle mie preghiere soprattutto perché tu giunga a presentarmi la  prossima volta non già l’apologia della masturbazione, ma l’apologia della  purezza. Questa, sì, favorisce il vero sviluppo, rende lieti, interiormente  liberi, soprattutto pone le premesse per volare in alto e stare uniti a Dio  cuore a  cuore. Te lo auguro di cuore.

Ti saluto e ti  benedico.   Padre Angelo

Un sacerdote risponde

Chiedo una chiarificazione sulla gravità  della masturbazione

Quesito

Caro Padre Angelo, è la prima volta che  le scrivo, e colgo l’occasione per ringraziarla di cuore per la sua  disponibilità. Mi chiamo A.,  ho 29 anni e vivo un’esistenza “normale”, tipica dei trentenni di  oggi, incentrata sulla ricerca di un lavoro (sono avvocato ma sto svolgendo  altri concorsi, in particolare quello per diventare magistrato), sulla  condivisione dei momenti più belli con amici cari, sullo sport… Una componente  essenziale della mia esistenza è data dalla fede, e dalla sua pratica in ambito  parrocchiale. Vivo la Grazia di un legame estremamente solido e sincero col  Parroco e con un bel gruppo di amici che frequentano la mia Parrocchia, con i  quali condivido periodicamente e sistematicamente esperienze forti di  preghiera, di approfondimento culturale e di carità. Credo, e sono  contento di testimoniare la mia fede laddove se ne presenti l’occasione. Però, fin  dall’adolescenza mi accompagna un “punto debole”: si tratta –  riprendendo la definizione di una e-mail che le è già stata inviata – del  “vizio solitario”. Io so che si tratta  di un comportamento disordinato e da evitarsi, ma – soprattutto in particolari  periodi di “vulnerabilità” – vivo il confronto come una lotta impari  e spesso ne esco sconfitto. Ho letto il prezioso  consiglio che lei ha già dato ad un altro fedele, e cercherò di farne tesoro. Ma la domanda che vorrei porle ha un’angolatura leggermente  diversa. Si potrebbe riassumere così:  questo tipo di peccato rientra nel novero dei peccati “mortali”? O  invece può essere considerato un peccato “veniale”? Non si tratta di un  quesito che nasca da una mia “pigrizia” nel confessarmi. Accedo al  sacramento della Riconciliazione con una certa regolarità. Piuttosto, il mio  dubbio è “sostanziale”: davvero un unico gesto disordinato può  interrompere integralmente il rapporto con Dio e con il Suo Amore? E se io  dovessi “ritardare” nel confessarlo, rischio di precludermi la  salvezza eterna in caso di morte? Nella mia esperienza, avverto distintamente  il carattere peccaminoso dell’atto, ma al tempo stesso non avverto  un’interruzione nel mio rapporto con Dio e nelle mie attenzioni al prossimo che  da tale rapporto prendono vita. E’ un “sintomo” del carattere veniale  del peccato, o solo una mia falsa percezione? La ringrazio fin da  ora per l’attenzione che vorrà concedermi, e le assicuro la mia povera  preghiera quale sostegno alla sua preziosa attività pastorale.

A.


Risposta del sacerdote

Caro A., 1. ti ringrazio  anzitutto per la bella testimonianza di vita cristiana che ci hai dato: la vita  di grazia anzitutto, poi la vita nella comunità parrocchiale, la testimonianza  e la condivisione di fede con i tuoi amici, la frequentazione del sacerdote che  per te, da quanto arguisco, è anche un padre spirituale. La vita cristiana va  vissuta così: in profondità, all’interno della comunità, nel rapporto con colui  che il Signore ha messo a pascere il suo gregge. Sono contento anche  del tuo desiderio di affermarti sempre di più nella vita sociale, così da  mettere a disposizione di tutti e al meglio i talenti che il Signore ti ha dato. È importante anche  la tua condivisione dell’attività sportiva con gli amici. Lo sport non è  soltanto un hobby. È una necessità ed è anche un momento particolare per vivere  la fraternità nella distensione e nell’agonismo. L’amicizia e la vita  cristiana hanno bisogno di questi momenti. Penso a Pier Giorgio Frassati e alla  sua passione per la montagna…

2. Ti ringrazio  anche per la sincerità nell’esporre una fragilità, che oggi purtroppo è comune  a molti.   Sottolineo oggi, perché “non si può tacere  che la masturbazione non è nota in tutte le culture, non essendo presente in  ambienti dove esistono forti sti­moli all’integrazione precoce dell’io e  all’assunzione di responsabilità sociali e fami­liari; per cui non si può  affermare che la masturbazione sia una fase obbliga­toria della vita” (achille dedé, Gesti e parole espressivi dell’io, edu­cazione alla maturità sessuale,  pp. 120-121).   Ma non è di questo  che tu vuoi parlare, perché sei profondamente convinto che si tratta di un  disordine.   Mi poni invece il  quesito sul piano dottrinale: se si tratti sempre di un peccato mortale, dal  momento che tu poi vivi ugualmente la tua relazione con Dio e di carità verso  il prossimo.

3. Ed ecco la  risposta.   Sul piano oggettivo  “sia il Magistero della Chiesa – nella linea di una tradizione costante – sia  il senso morale dei fedeli hanno af­fermato senza esitazione che la masturbazione è un atto intrinsecamente e  gravemente disordinato” (Dichiarazione  Persona humana, 9).   Il termine masturbazione non si trova nella Sacra Scrittura,  ma “la tradizione della Chiesa ha giustamente inteso che questo peccato veniva  condannato nel Nuovo Testamento quando parla di impurità, di impudicizia,  o di altri vizi, contrari alla castità e  alla continenza” (Dichiarazione  Persona humana, 9).   Inoltre è interessante il riferimento al senso morale dei fedeli che viene fatto  dalla Dichiarazione citata. Per quanto oggi si cerchi di banalizzare il gesto,  tuttavia il soggetto che lo compie avverte che si tratta di un disordine che lo  lascia per terra.   Giovanni Paolo II diceva che la sessualità tocca l’intimo nucleo della persona. E per  questo uno si disorienta nel fondo di se stesso.

4. Ma anche su  questo tu sei d’accordo.   E mi chiedi se di  fatto sia un peccato grave quando uno sente che la relazione con Dio e con il  prossimo non è integralmente interrotta.   Ebbene, caro  Antonio, il peccato grave interrompe la relazione con Dio per quanto riguarda  la carità, e cioè l’essere all’unisono col Signore, con la sua volontà.   Ma non interrompe la  relazione con Dio per quanto concerne la fede e la speranza, perché anche col  peccato mortale uno continua a credere in Dio, a relazionarsi con Lui  domandandogli perdono e chiedendogli aiuto.   Non viene distrutta  neanche l’opzione fondamentale per Dio, che può coesistere col peccato grave.  Quando San Pietro ha rinnegato ripetutamente il Signore, non aveva smesso di  stimarlo e, in qualche modo, anche di amarlo. Ma il suo rinnegamento è stato un  peccato grave e ne pianse amaramente.   Il peccato grave  dunque è quel peccato che distrugge la carità, vale a dire l’amicizia col  Signore, l’essere con lui una sola cosa, possederlo nel proprio cuore e godere  della sua presenza.   Ora la masturbazione  è un peccato di questo tipo. Si continua a credere, ad avere una relazione con  Dio. Ma questa relazione è bene diversa da quando ci si trova in grazia.

5. Tuttavia devo  dirti ancora una cosa. Lo stato di grazia non si riacquista solo con la  confessione. Lo si può raggiungere ben prima, attraverso un atto di sincero  pentimento e anche attraverso atti di carità, fatti per amore di Dio e del  prossimo e in espiazione dei propri peccati.   Allora sebbene il  peccato del vizio solitario sia grave, tuttavia può succedere che la comunione  con Dio si riallacci prima della confessione, ma non senza il suo desiderio  almeno implicito.   E penso che sia  proprio questo che capita a te sicché spontaneamente ti domandi se sia peccato  grave o peccato veniale.   È dunque peccato  grave, ma non di rado la comunione con Dio viene riacquistata prima della  confessione.   Questo tuttavia non  dà la possibilità di fare la santa Comunione, perché manca ancora la piena  riconciliazione con Dio e con la Chiesa. Manca  ancora l’espiazione del peccato, e questa viene attuata mediante il Sangue  di Cristo che il Sacerdote versa sulla tua anima per purificarla, toglierle  ogni macchia e santificarla.   Pertanto qualora di  capitasse di cadervi ancora, accostati con umile perseveranza alla Confessione.  La tua Comunione sacramentale sarà vera Comunione, ben diversa da quella  preceduta solo dal pentimento, per quanto sincero.

Ti ringrazio per la  domanda. E penso che ti ringrazieranno molti nostri visitatori che attraverso  la risposta possono ricevere maggiore chiarificazione su una questione delicata  della nostra vita cristiana.   Ti saluto, ti  accompagno con la preghiera e ti benedico.   Padre Angelo

Dal catechismo della Chiesa Cattolica:

492. Quali sono i principali peccati contro la castità?

2351-2359; 2396

Sono peccati gravemente contrari alla castità, ognuno secondo la natura del proprio oggetto: l’adulterio, la masturbazione, la fornicazione, la pornografia, la prostituzione, lo stupro, gli atti omosessuali. Questi peccati sono espressione del vizio della lussuria. Commessi su minori, tali atti sono un attentato ancora più grave contro la loro integrità fisica e morale.

2351 La lussuria è un desiderio disordinato o una fruizione sregolata del piacere venereo. Il piacere sessuale è moralmente disordinato quando è ricercato per se stesso, al di fuori delle finalità di procreazione e di unione.

2352 Per masturbazione si deve intendere l’eccitazione volontaria degli organi genitali, al fine di trarne un piacere venereo. « Sia il Magistero della Chiesa – nella linea di una tradizione costante – sia il senso morale dei fedeli hanno affermato senza esitazione che la masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato ». « Qualunque ne sia il motivo, l’uso deliberato della facoltà sessuale al di fuori dei rapporti coniugali normali contraddice essenzialmente la sua finalità ». Il godimento sessuale vi è ricercato al di fuori della « relazione sessuale richiesta dall’ordine morale, quella che realizza, in un contesto di vero amore, l’integro senso della mutua donazione e della procreazione umana ». 236

Al fine di formulare un equo giudizio sulla responsabilità morale dei soggetti e per orientare l’azione pastorale, si terrà conto dell’immaturità affettiva, della forza delle abitudini contratte, dello stato d’angoscia o degli altri fattori psichici o sociali che possono attenuare, se non addirittura ridurre al minimo, la colpevolezza morale.

1856 Il peccato mortale, in quanto colpisce in noi il principio vitale che è la carità, richiede una nuova iniziativa della misericordia di Dio e una conversione del cuore, che normalmente si realizza nel sacramento della Riconciliazione:

« Quando la volontà si orienta verso una cosa di per sé contraria alla carità, dalla quale siamo ordinati al fine ultimo, il peccato, per il suo stesso oggetto, ha di che essere mortale […] tanto se è contro l’amore di Dio, come la bestemmia, lo spergiuro, ecc., quanto se è contro l’amore del prossimo, come l’omicidio, l’adulterio, ecc. […] Invece, quando la volontà del peccatore si volge a una cosa che ha in sé un disordine, ma tuttavia non va contro l’amore di Dio e del prossimo — è il caso di parole oziose, di riso inopportuno, ecc. —, tali peccati sono veniali ». 115

1857 Perché un peccato sia mortale si richiede che concorrano tre condizioni: « È peccato mortale quello che ha per oggetto una materia grave e che, inoltre, viene commesso con piena consapevolezza e deliberato consenso ». 116

1858 La materia grave è precisata dai dieci comandamenti, secondo la risposta di Gesù al giovane ricco: « Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre » (Mc 10,19). La gravità dei peccati è più o meno grande: un omicidio è più grave di un furto. Si deve tenere conto anche della qualità delle persone lese: la violenza esercitata contro i genitori è di per sé più grave di quella fatta ad un estraneo.

1859 Perché il peccato sia mortale deve anche essere commesso con piena consapevolezza e pieno consenso. Presuppone la conoscenza del carattere peccaminoso dell’atto, della sua opposizione alla Legge di Dio. Implica inoltre un consenso sufficientemente libero perché sia una scelta personale. L’ignoranza simulata e la durezza del cuore 117 non diminuiscono il carattere volontario del peccato ma, anzi, lo accrescono.

1860 L’ignoranza involontaria può attenuare se non annullare l’imputabilità di una colpa grave. Si presume però che nessuno ignori i principi della legge morale che sono iscritti nella coscienza di ogni uomo. Gli impulsi della sensibilità, le passioni possono ugualmente attenuare il carattere volontario e libero della colpa; come pure le pressioni esterne o le turbe patologiche. Il peccato commesso con malizia, per una scelta deliberata del male, è il più grave.

1861 Il peccato mortale è una possibilità radicale della libertà umana, come lo stesso amore. Ha come conseguenza la perdita della carità e la privazione della grazia santificante, cioè dello stato di grazia. Se non è riscattato dal pentimento e dal perdono di Dio, provoca l’esclusione dal regno di Cristo e la morte eterna dell’inferno; infatti la nostra libertà ha il potere di fare scelte definitive, irreversibili. Tuttavia, anche se possiamo giudicare che un atto è in sé una colpa grave, dobbiamo però lasciare il giudizio sulle persone alla giustizia e alla misericordia di Dio.

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119 commenti

  1. REm Iniscence

     /  marzo 15, 2017

    Grazie per le sue parole e per essersi interessato al mio caso. Credo tuttavia che non rinuncerò alla masturbazione, essendo l’unico momento di piacere che mi concedo, visto che il resto della giornata è solo una successione di angosce e di patimenti vari. So già che anche se andassi a confessarmi, ricomincerei a praticare l’onanismo appena rientrato in casa. Sul fatto di andare all’inferno per l’eternità, bè, ho come il sospetto che sia talmente sovraffollato di gente che ha commesso “peccati” ben peggiori, che forse potrebbero mandarmi in Purgatorio. Lei cosa ne pensa?

    Rispondi
    • Penso che al posto di praticare la masturbazione potrebbe pregare e chiedere aiuto al Signore.

      Penso che non sia giusto pensare al purgatorio come soluzione al problema. In Purgatorio va chi si è pentito dei propri peccati e per espiarli.

      Dio vuole che tutti si salvino. Concede a tutti la grazia necessaria poi tocca a noi decidere di collaborare con Lui o rifiutare il suo aiuto.

      Non è facile seguire Gesù e portare la croce però questa è l’unica via di salvezza perché Gesù è “la via, la verità e la vita”.

      Prego per te. Un abbraccio!

      Rispondi
  2. Franca

     /  aprile 9, 2017

    Ma se una donna si ritrova i un marito impotente e non vuole divorziare ne commettere adulterio , non può essere giustificata se si masturba? Se puoi aggiungiamo che quella donna è ancge qsterile e quindi anche il rapporto con il coniuge non avrebbe finalità di procreazione, commetterebbe lo stesso peccato d con la masturbazione?

    Rispondi
  3. roberto

     /  giugno 5, 2018

    io non ho bene capito una cosa che penso sia importante,molto importante e cioe’ se la masturbazione è in atto contrario alla legge di dio.nei comandamenti si afferma di non commettere adulterio’ non di non commettere atto impuro che non è proprio menzionato,solo in alcuni versetti di parla in generale di impurita’.il vivere la propria soddisfazione di bisogni fisiologici tenendo conto di quello che afferma la sacra bibbia e cioe’ che non sia un peccato difatti potrebbe far vivere diversamente questo bisogno dell’uomo,

    Rispondi
  4. roberto

     /  giugno 5, 2018

    potro’ sembrarvi non giusto ma secondo me la masturbazione non è un peccato per la legge di dio,infatti nei dieci comandamenti si afferma di non commettere adulterio’ non di non commettere atto impuro che non è proprio menzionato.
    quando si parla di impurita’ se ne ha traccia in alcuni versetti biblici e penso che appunto la masturbazione non sia peccato,
    vivo da molti anni da quando o conosciuto un centro psichiatrico in lombardia se mi sono aperto molto con psicologhe che mi hanno aiutato a capirci qualcosa di piu’.
    oggi mi sento sereno non sono sposato e vivo bene la mia sfera personale intima nel senso che soddisfo sporadicamente e frequentemente i miei bisogni e mi senti bene a livello umano e sociale

    Rispondi
    • Roberto, la masturbazione è un peccato ed è contro la legge di Dio. L’impudicizia e impurità vengono menzionate spesso da San Paolo nelle sue lettere. Inoltre ti ricordo che la fuoriuscita del seme ha una sua funzione: quella della procreazione. Quindi sprecare il proprio seme, attraverso la masturbazione volontaria, è un peccato, è un atto disordinato anche dal punto di vista della legge naturale.

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  5. Gerardo

     /  ottobre 19, 2018

    Leggo da diversi fonti mediche che l’atto previene il cancro alla prostata, e che se non è compulsivo fa bene alla salute. Dalla mia esperienza di pecatore, vivo questa debolezza umana come se improvvisamente qualcosa dentro mi toglie la pace e la ragione, e mi perseguita mi tormenta finch’è non cedo. In un primo momento, avverto come una liberazione un momentaneo benessere, poi sopraggiuge la ragione dello Spirito con la consapevolezza nella mia coscienza di aver di nuovo commesso un peccato grave contro Dio e di aver perso la Grazia Santificante. Grave proprio perchè il peccato viene rimesso solo con il Sangue Preziosissimo di Gesù, anche il più piccolo. Questo è il dolore più grande che provo come Cristiano rinnovare la Dolorosa Passione di Gesù. Come vincere le paure di natura umana e queste tentazioni. La preghiera, fuggire, non sempre riescono a difendermi. Infatti resta nel mio cuore il dolore profondo di aver tradito il Signore. Prego il Signore di donarmi una Grazia speciale, la forza di perseverare per vincere queste tentazioni, altrimenti è un continuo riproporsi all’ infinita Divina Misericordia di Dio, ma con la debolezza di poter ricadere di nuovo. Guariscimi Signore e sarò guarito, salvami e sarò salvato, si il mio vanto sei tu. Geremia 17,14.

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    • Di sicuro, come hai ben spiegato anche tu, le fonti mediche si sbagliano. Non esistono giustificazioni al peccato. Continua a pregare, a ricevere la comunione e se ricadi fai una buona confessione con il proposito di non peccare più. Tieni sempre in mente i quattro novissimi: morte, giudizio, inferno e paradiso. Consacrati al cuore immacolato di Maria e a quello di Gesù. Cerca di recitare tutti i giorni il Santo Rosario perché la protezione della Madonna è potentissima contro le tentazioni del Demonio, del mondo e della Carne. Se riesci leggi i libri dei santi insieme alla Bibbia. A me tutto questo aiuta molto. Lo so che è difficilissimo ma questa vita è un combattimento senza sosta però con la Grazia di Dio possiamo vincere.
      Ti ricordo nelle mie preghiere! Un abbraccio!

      Rispondi
  6. Anonimo

     /  novembre 7, 2019

    Padre Angelo,da qualche mese a questa parte sono stato assalito da un forte dubbio che riguarda il mio orientamento spirituale.Premetto che non sono praticante,è parecchio tempo che non assisto ad una messa o ad un sermone.
    All’inizio dell’anno scorso sono entrato in un periodo di depressione più o meno grave che è durato per più di un anno e mezzo.Ne sono uscito da solo,Dio non c’era.E questo mi ha portato a farmi delle domande.Così mi sono ritrovato a leggere una passo della Bibbia Nera o Bibbia Satanica,a sua discrezione.
    Mi ha molto colpito l’importanza che i satanisti conferiscono all’Io,vedono le potenzialità dell’individuo,cosa che invece il cristianesimo non valorizza.
    E sinceramente preferisco di gran lunga un dio al cui cospetto io non mi debba prostrare,bensì un dio che mi cammini affianco e che io possa riconoscere in situazioni difficili.
    Vorrei un suo sincero parere su questo commento.
    Cordialmente,L.

    Rispondi
  7. Giovanni

     /  agosto 17, 2020

    Caro padre Angelo vorrei un suo consiglio sono un cattolico praticante ho timore di Dio vado in chiesa , partecipo alla messa quasi ogni domenica, insomma mi impegno di fare la vita da buon Cristiano, sono un uomo sposato con due figli però sono un po’ turbato cerco di andare d,accordo con la mia famiglia anche se oggi è difficile con una società che va alla deriva ciò che voglio dirle è che ho una moglie troppo possessiva e questo mi fa star male, non mi lascia libero troppo geloso di me non sopporto che mi deve far andare sempre dai suoi genitori e questo mi provoca rabbia perché ci sono altri figli che ci vanno quando le capita il turno, io purtroppo i miei genitori non ci sono più e lei è morbosamente è attaccata a loro e guai quando mi oppongo ad andarci anche i miei figli mi costringono; e questo mi fa stare male e un,altra cosa le devo confessare che sono attratto dalle donne e per fragilità umana quando mi vedo osservato mi viene voglia di masturbarni vorrei un suo consiglio mi scuso per avermi dilungato e le auguro buone vacanze.

    Rispondi
  8. Aldo

     /  ottobre 3, 2020

    Caro padre Angelo, le volevo porle una domanda che da molto tempo mi assidua a cui non riesco a trovare una risposta.
    Il voler bene un cane domestico, come per esempio abbracciarlo e dargli un bacetto sulla testa, può essere mica considerata zoofilia e quindi un atto impuro. Grazie in anticipo per la risposta

    Rispondi
  9. Marta Avanzini

     /  ottobre 30, 2020

    Sono in profondo disaccordo.La psicanalisi è una branca della scienza, e non si può scindere il corpo dalla mente..l’ atto masturbatorio è un atto naturale e per nulla peccaminoso, e questo mi è stato detto proprio da un sacerdote tempo fa, durante la confessione.Questo sacerdote mi ha detto in maniera chiara che la masturbazione, ovviamente senza l utilizzo di materiale pornografico perché ciò sarebbe immorale e squallido e penso anche io personalmente questo, se fatta rispettando il proprio corpo e unendo l atto di auto gratificazione fisica con l’ aspetto emotivo, è da considerarsi un atto non peccaminoso.Ma è ovvio: siamo si fatti di spirito ma abbiamo anche una componente fisica, fisiologica che nulla ha a che vedere con atti di perversione.Io sono totalmente contraria all infedeltà,alla prostituzione a tutte quelle forme squallide di sesso.Ma se una persona, soprattutto ancora giovane, è single non è possibile a livello fisiologico che non abbia per anni orgasmi e pulsioni sessuali.Ovviamente l atto masturbatorio non deve assumere carattere morboso, ossessivo, ma sottolineo nuovamente che siamo esseri umani fatti di carne ed ossa oltre che di spirito e non siamo oggetti asessuati.La privazione della componente sessuale può dare segni di malessere anche psico fisico.Parlo da persona anche informata, in quanto pur non essendo medico, sono laureata in scienze naturali e ho studiato materie come fisiologia e anatomia umana.I peccati sono ben altri, in ambito sessuale, come dicevo prima, sono la prostituzione, l infedeltà, l avere rapporti occasionali con partner privi d amore..questi sono peccati.Ma l’ atto di autoerotismo, insegnano gli psicologi e i medici ( seri e competenti) ha un effetto benefico sotto molteplici punti di vista fisici, emotivi, psichici.La chiesa dovrebbe adeguarsi, e queste parole mi sono state dette proprio da quel saggio e per nulla ottuso sacerdote di cui parlavo all inizio.E non direi proprio fosse un sacrilego, un immorale, anzi era un uomo serio, coscienzioso, ma al tempo stesso aperto di mente.

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    • Con tutto il rispetto, il sacerdote che le ha detto queste cose ha commesso un grave errore perché il suo pensiero è sbagliato e va contro il sesto comandamento (non commettere atti impuri) e contro il magistero della Chiesa Cattolica. Infatti, nel catechismo si legge:

      “2352 Per masturbazione si deve intendere l’eccitazione volontaria degli organi genitali, al fine di trarne un piacere venereo. « Sia il Magistero della Chiesa – nella linea di una tradizione costante – sia il senso morale dei fedeli hanno affermato senza esitazione che la masturbazione è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato ». « Qualunque ne sia il motivo, l’uso deliberato della facoltà sessuale al di fuori dei rapporti coniugali normali contraddice essenzialmente la sua finalità ». Il godimento sessuale vi è ricercato al di fuori della « relazione sessuale richiesta dall’ordine morale, quella che realizza, in un contesto di vero amore, l’integro senso della mutua donazione e della procreazione umana ».

      Al fine di formulare un equo giudizio sulla responsabilità morale dei soggetti e per orientare l’azione pastorale, si terrà conto dell’immaturità affettiva, della forza delle abitudini contratte, dello stato d’angoscia o degli altri fattori psichici o sociali che possono attenuare, se non addirittura ridurre al minimo, la colpevolezza morale.”

      http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s2c2a6_it.htm

      I medici e gli psicologi, soprattutto quelli freudiani, si sbagliano sulla sessualità. Le consiglio di seguire ciò che dice la Chiesa e l’esempio dei santi….non ascolti i pensieri e gli insegnamenti sbagliati dei sacerdoti che si vogliono adeguare al mondo.

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  10. clesinger93

     /  febbraio 3, 2021

    Ho ventisette anni, sono da sempre single e sono ancora vergine (nel senso più pieno del termine: non ho mai baciato una ragazza, per essere chiari), ma, per due anni della mia vita, dai ventidue ai ventiquattro, ho peccato dell’orribile peccato della masturbazione. Stavo malissimo per questo, e sono caduto in una forte depressione. Il male non viene per nuocere, nei disegni divini. Nella terapia prescrittami da un valente neurologo cattolico di Milano, il farmaco ricaptatore della serotonina (Efexor) mi ha tolto dalla mente e dal corpo tutta la libidine colpevole dei miei bruttissimi peccati, che tanto mi facevano stare male. Ho conquistato, anche grazie a questo farmaco, la serenità e la pace perduta. Lo consiglio a tutti come efficace aiuto, se proprio non si riesce a smettere. Ci vuole però il dosaggio da 150 mg (due compresse al giorno) perché quello da 75 m non basta per questo scopo. Io non considero questa via farmacologica una via scorretta o ingiusta, ma un aiuto vero, concreto: mi è stato dato da un medico che, forse inconsapevolmente (per vergogna non gli avevo parlato del mio peccato) ha risolto una situazione che stava diventando una per me una tragedia morale. Ho pensato di condividere questa testimonianza con voi

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    • Grazie mille per la tua bella testimonianza. Sono d’accordo con te, la via farmacologica non è scorretta e neanche ingiusta. Ad esempio, San Giuseppe da Copertino, soprannominato il santo dei voli per le sue tante levitazioni, soffriva molto spesso fortissime tentazioni carnali e usava il tabacco (al tempo non esistevano i nostri farmaci) come mezzo per combatterle, insieme alla Grazia di Dio (Sacramenti e preghiera) che naturalmente è sempre la medicina fondamentale a cui si possono anche aggiungere altri mezzi ma di cui non si può fare a meno.

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