«Mortificate quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi»(San Paolo) «laceratevi il cuore e non le vesti» (Gioele 2,13)

 

Dalle lettere di Sant’ Antonio Abate

 

Vi ho detto queste cose in merito alla con­versione dell’anima e del corpo e in che modo oc­corre purificarli. Quando l’intelletto è così com­battuto, allora si rivolge allo Spirito e comincia a discernere le passioni animalesche che gli derivano dalla sua volontà. Allora l’intelletto, osser­vando i precetti dello Spirito, diviene partecipe dello stesso Spirito e questo gli insegna a sanare ogni malattia dell’anima e a discernere le passio­ni conformi per naturale disposizione al corpo e le altre che derivano dall’esterno e sono state mescolate con il corpo dalla testa fino ai piedi a causa della propria volontà.

Lo Spirito fissa un limite agli occhi, perché vedano in modo retto e puro, perché non abbia­no nulla di estraneo. Lo Spirito indirizza le orec­chie ad ascoltare con pace ed esse non vogliono più sentire le maledizioni e le ingiurie degli uo­mini, ma soltanto parole di bontà e di misericor­dia per tutte le creature. Una volta, infatti, sia la vista che l’udito erano ammalati.

Poi lo Spirito insegnerà la purezza alla lin­gua; è infatti per causa sua che l’anima si è gra­vemente ammalata ed è mediante la lingua che l’anima palesa la sua malattia e ad essa ne attri­buisce la colpa. La lingua è un organo dell’anima e questa per essa si è maggiormente ammalata. Dice in proposito l’apostolo Giacomo: «Se qual­cuno pensa di essere religioso, ma non frena la lingua e inganna così il suo cuore, la sua religio­ne è vana» (Gc 1,26). In un altro passo dice pure: «La lin­gua è un piccolo membro e può vantarsi di gran­di cose e contamina tutto il corpo» (Gc 3,5‑6). Ci sono pure molti altri passi ma io non posso ricordarli tutti. Se l’intelletto è illuminato dallo Spirito, prima ne è purificato e allora ricerca e affida alla lin­gua parole che non hanno alcuna malvagità, né alcuna volontà del cuore. Si compie allora quel che dice Salomone: «Tutte le parole della mia bocca sono giuste; niente vi è in esse di fallace o perverso» (Pro 8,8). E in un altro passo aggiunge: «La lingua dei saggi risana» (Pro 12,18) e non mancano molte altre cose.

Lo Spirito sana anche le mani che un tempo, seguendo la volontà dell’intelletto, compivano cose sconvenienti; ora invece lo Spirito dona loro quel vigore necessario per raggiungere la purez­za attraverso le preghiere e le opere di misericor­dia e le esorta a compiere queste opere. Così in esse si realizza quell’espressione detta a proposi­to della preghiera: «Le mani alzate come sacrifi­cio della sera» (Sal 140,2), e ancora: «La mano operosa ar­ricchisce» (Pro 10,4).

Lo Spirito purifica il ventre per quanto con­cerne i cibi e le bevande senza essere mai sazio (una volta la volontà sollecitava tale passione) e i demoni lo avevano vinto. Perciò lo Spirito Santo afferma per bocca di Davide: «Con chi aveva uno sguardo superbo e un cuore insaziabile, io non mangiavo» (Sal 100,5). Ma a coloro che chiedono la purez­za anche nel cibo, lo Spirito stabilisce un limite sufficiente, adeguato al corpo, in modo che non si provi più la concupiscenza. Perciò Paolo attesta: «Sia che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la glo­ria di Dio» (1Cor 10,31). A causa del ventre sazio i pensieri sono messi in movimento dalla fornicazione, al­lora lo Spirito istruisce l’intelletto che discerne tre diversi moti e gioisce di essere purificato.

Lo Spirito col suo aiuto e con la sua potenza spegne le passioni; lo stesso Spirito dà pace a tutto il corpo e frena i moti passionali. E quanto dice Paolo: «Mortificate quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi» (Col 3,5) e via di seguito. Poi l’intelletto, unificato dalla potenza dello Spirito, costringe i piedi, se non procedevano sulla via della salvezza che porta a Dio, a camminare se­condo la volontà dello Spirito perché compiano opere migliori e tutto il corpo sia trasformato e sottomesso alla potenza dello Spirito. E quel cor­po, secondo me, ha già ricevuto parzialmente quel corpo spirituale che riceverà nella risurre­zione dei giusti. Ho trattato delle malattie dell’a­nima che, penetrate nel corpo, lo sconvolgono perché l’anima ha fatto da guida agli spiriti ma­ligni facendoli operare nelle membra del corpo.

Ma l’anima, secondo me, ha anche altre pas­sioni che le derivano dall’esterno; quali siano, le esamineremo ora. La superbia, per esempio, trae la sua origine dall’esterno, come la presunzione, l’orgoglio, l’odio, l’invidia, l’ira, la pusillanimità, l’impazienza e altre passioni di minor conto. Chi con tutto il cuore si affida a Dio, riceverà dal Si­gnore, che è bontà, lo Spirito di conversione e lo Spirito, a sua volta, gli farà conoscere i suoi mali perché si possa pentire. I nemici però si adopera­no per impedirgli di far penitenza, lo tentano e non gli consentono di pentirsi: ma se egli si man­tiene saldo e obbedisce allo Spirito che lo istrui­sce sul modo di far penitenza, allora il Creatore ha misericordia delle sue fatiche fisiche, dei suoi prolungati digiuni, delle sue lunghe veglie, delle sue meditazioni sulla parola divina, delle sue continue preghiere, della sua rinuncia al mondo e alle opere umane, della sua umiltà, della sua povertà di spirito. Allora il Dio di bontà, veden­do la sua perseveranza in tutte queste cose e la sua pazienza nelle tentazioni, ha pietà di lui e lo aiuta.

 

 

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