Detti e pensieri del Santo Curato d’Ars

Com’è bello amare Dio!
Mio Dio!
Cosa potremmo dunque amare, se non amiamo l’Amore stesso?
L’Uomo è creato dall’Amore, ecco perchè è così portato ad amare.
Amare Dio con tutto il proprio cuore significa non amare altri che Lui, rendendolo sempre presente in tutto ciò che amiamo.
Non si può, perciò, amare Dio senza testimoniarglielo attraverso le opere!

– Com’è bella la Preghiera del Padre Nostro!
Siamo in questo mondo ma non siamo di questo mondo, poichè tutti i giorni diciamo: ” Padre nostro che sei nei cieli”.
Oh! Com’è bello sapere di avere un Padre nei cieli! Allontaniamo ogni dubbio!
“Venga il tuo regno”; se faccio regnare davvero il buon Dio nel mio cuore, Egli mi farà regnare con Lui nella sua gloria!
“Sia fatta la tua volontà”; non c’è nulla di così dolce che fare la volontà di Dio, nulla di così perfetto. Per fare bene tutte le cose, bisogna farle come Dio vuole, e non come vogliamo noi, anche se molte volte ci costa fatica, anche se può sembrare che la nostra idea o la nostra opinione sia buona, non è importante ciò che voglio “io”, è più perfetto fare ciò che Lui vuole, in conformità piena e senza compromessi, con i suoi disegni i quali sono perfetti.
Quando ci si lascia guidare da Dio, facendo ciò che Lui vuole, non ci si può sbagliare…. l’occhio del mondo non vede più in la della Verità, al contrario, l’occhio del cristiano che fa la volontà di Dio, vede fino al fondo dell’eternità….

– ” L’altro giorno, stavo tornando da Savigneux.
Gli uccelli stavano cantando nel bosco. Mi sono messo a piangere: povere bestie, mi son detto, il buon Dio vi ha creato per cantare e voi cantate, mentre l’Uomo è stato creato per amare il buon Dio, e non lo ama! L’uomo che pensa solamente al proprio lavoro e che vive solamente per i suoi tornaconti, è un uomo infelice; egli non è un animale da lavoro, bensì è stato creato ad immagine di Dio perchè con Dio regnasse…
Dio non ci perde mai di vista, come una madre non perde mai di vista il proprio figlioletto che inizia a muovere i suoi primi passi, ma per ricevere le attenzioni di Dio occorre anche che noi ci fidiamo di Lui, come un bambino si fida della propria amorevole madre!”

Che grande dono è per l’Uomo la Croce!
Le croci ci uniscono al Signore! Non lasciarti ingannare da chi le teme e le getta via, esse non sono uno strumento di morte ma di resurrezione. La croce infatti ci purifica e ci distacca da questo mondo, ci aiuta a liberare il nostro cuore da ogni ostacolo, ci aiuta ad attraversare la vita come un ponte aiuta ad attraversare un corso d’acqua. Porta sempre con te un Crocifisso che ti aiuti a ricordare che anche tu hai la tua croce da portare, ma mentre Nostro Signore era solo nel portarla, noi non siamo soli, il peso maggiore lo porta Lui per noi, prova a fidarti di Lui come Lui continua a fidarsi di te, ogni giorno, Egli infatti ti attende nel confessionale per liberarti dai pesi eccessivi, quelli che veramente ti fanno male, e ti libera la croce da pesi inutili…

– Siamo così nemici di tutto ciò che ci contraria nelle idee e nelle opinioni mondane, che vorremmo sempre vivere tra i petali di rosa, o in una scatola di cotone. Ma è proprio attraverso la sofferenza che si va in cielo, non v’è altra strada.
Le malattie, le tentazioni, le sofferenze sono quelle croci giunte a noi a causa del Peccato Originale e che Gesù ha trasformato nello strumento per andare in cielo! Egli stesso ne è il modello. Nostro Signore non ti dice di soffrire senza aver Lui per primo e ingiustamente sofferto per te! La Croce è così la scala che porta al Cielo.
Quanto è consolante, allora, soffrire per amore di Gesù ogni patimento e poter dire la sera: coraggio, anima mia, oggi hai avuto la grazia santificante di rassomigliare a Gesù Cristo!
Anch’io devo operare ogni giorno per portare la croce.
Soffro di notte per le Anime del Purgatorio e di giorno per la conversione dei peccatori.
Mio Dio, concedetemi, ve ne supplico, la conversione della mia Parrocchia, acconsento a qualsiasi sofferenza vorrete per tutta la mia vita: ho più fiducia in Voi che nelle mie misere forze, so che mi esaudirete
!”

Che lo si voglia o no, bisogna soffrire!
Ma questo non deve spaventarci! Piuttosto dobbiamo imparare a fidarci di Nostro Signore che è disceso dal Cielo per aiutarci proprio nella sofferenza!
Ci sono persone che soffrono come il Buon Ladrone in croce ed altre che reagiscono vergognosamente come l’altro, che invece di alleggerire la propria e giusta croce, mentre sta morendo, non pensa ad altro che ad insultare il Giusto Crocifisso.
Entrambi soffrono allo stesso modo, ma solo uno seppe rendere meritorie le sue sofferenze, accettandole e al tempo stesso, supplicando il ricordo di Nostro Signore nella medesima sorte della morte: Ricordati di me, quando sarai nel tuo regno!
In quella sopportazione e accettazione egli seppe ricevere lo spirito della riparazione e della conversione, e volgendosi verso Gesù crocifisso, morente anch’Egli, fu in grado di raccogliere dalla sua bocca l’amorevole consolazione: “Oggi stesso sarai con me in Paradiso!”
Quale Uomo non vorrebbe sentirsi dire una consolazione più grande? Purtroppo troppe persone non ci credono, e non è facile guidarli su questa strada, tuttavia possiamo dare ad essi la testimonianza del Buon Ladrone anche nel nostro operare e poi pregare affinchè il Signore stesso sciolga i cuori più induriti!

Meditazione del Curato d’Ars sul sacerdozio

da una Catechesi di San Giovanni Maria Vianney…

 

Oh! Il prete è veramente qualcosa di straordinario! Dopo di Te, o Dio, il prete è tutto! Se incontrassi per strada un Tuo Angelo e un Tuo sacerdote, saluterei prima il sacerdote, perché l’Angelo non può assolvermi dai peccati, non può aprire la porta della vita eterna, non può mutare il pane in carne. Le dita del prete, che hanno toccato la carne adorabile di Gesù Cristo, che sono state immerse nel calice contenente il suo sangue, nel ciborio contenente il suo corpo, non sono forse più preziose? Eppure nulla al mondo è più infelice di un prete. Al vedere Dio offeso.

Sempre il suo santo nome bestemmiato! Sempre violati i suoi comandamenti! Sempre oltraggiato il suo amore! Il prete non vede che questo, non ode che questo. È continuamente come san Pietro nel pretorio di Pilato, con sotto gli occhi il Signore insultato, deriso, coperto di obbrobri. Gli uni gli sputano in faccia, gli altri gli tirano schiaffi, altri gli mettono una corona di spine, lo si getta a terra, si pesta sotto i piedi, lo si crocifigge, gli si trapassa il cuore… Ah! Se avessi saputo cos’è un prete, invece di andare in seminario, sarei fuggito.

 

– “Signor Curato, dove avete fatto il corso di teologia?” – gli chiese un giorno un sacerdote. Il Santo curato Vianney senza parlare gli indicò il suo inginocchiatoio posto davanti ad un Crocefisso….

– Fu chiesto al Santo Curato in quale modo aiutarsi per vincere le tentazioni, rispose:
“Quando sarete tentati, gettatevi prontamente fra le braccia della Madre di Dio, e con il santo Rosario, reclamate la sua protezione. Allora sarete sicuri di riuscire vittoriosi sopra i vostri nemici e li vedrete ben presto coperti di confusione. Piuttosto preoccupatevi di restarLe fedeli come si conviene”.

– Un giorno un protestante chiese al santo Curato cosa pensasse del Paradiso e se ci fosse stata la possibilità di condividerlo con i protestanti, risposte il Santo Vianney: ” Ahimè amico mio! Noi NON saremo uniti lassù se non in quanto avremo incominciato ad essere uniti sulla terra. La morte non cambierà nulla. Dove cade l’albero, lì rimane. A meno che non venga rinnescato nella Chiesa…”

– Un giovane fedele gli chiese come si potesse riconoscere l’azione dello Spirito Santo, risposte il Santo Curato d’Ars: ” E’ semplice: quando ci vengono i pensieri buoni, quando speriamo, quando il nome stesso di Dio in Gesù ci commuove fino alle lacrime, quando non possiamo fare a meno di amare la Chiesa nostra madre, allora stai tranquillo che è lo Spirito Santo che ci visita”…

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