PERLE DI FULTON SHEEN PER I NOSTRI TEMPI E LA NOSTRA VITA SPIRITUALE

Amici di Fulton John Sheen

LA VERITÀ È FISSA E NON CAMBIA MAI

La mentalità moderna crede che la verità è una novità e quindi la “verità” cambia con le fantasie passeggere del momento. Come il camaleonte cambia i suoi colori per adattarsi al vestito su cui è collocato, così si suppone che la verità cambi per adattarsi alle manie e alle debolezze dell’epoca.

La natura di certe cose è fissa, e nessuna lo è più di quella della verità. La verità può essere contraddetta mille volte, ma questo prova solamente che è abbastanza forte da sopravvivere a mille assalti.

Dire: “Alcuni dicono questo, altri dicono quello, quindi non c’è verità”, è tanto logico quanto lo sarebbe stato per Colombo che sentendo alcuni dire: “La terra è rotonda”, e altri dire “La terra è piatta” avrebbe concluso: “Quindi, la terra non esiste”.

Come un falegname che potrebbe buttare via il suo metro e usare ogni…

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L’UNIONE CON LA FELICITÀ PERFETTA: OGNI PERSONA CERCA ARDENTEMENTE L’AMORE CHE È DIO!

Amici di Fulton John Sheen

L’unione con la felicità perfetta, che è Dio, non è qualcosa di estrinseco a noi, come una medaglia d’oro per uno studioso, ma è, piuttosto, intrinseca in noi come la fioritura nel fiore: senza di lei ci sentiamo incompleti e insoddisfatti. Effettivamente, l’ego ininterrottamente si strugge di questo amore divino: la sua insaziabile esigenza di felicità, le sue anticipazioni di piaceri estatici, il costante desiderio di un amore che non comporti la sazietà, il suo protendersi verso qualcosa che è oltre la sua portata, la sua tristezza inevitabile dopo aver conseguito ogni felicità che non si adegui all’infinito – tutti questi stati d’animo rappresentano un appello dell’anima alla congiunzione con Dio.

Come gli alberi della foresta si contorcono per superare gli altri alberi e arrivare ad assorbire la luce, così ogni essere cerca ardentemente l’amore che è Dio. E se questo amore dovesse sembrare contrario ai desideri di alcune persone…

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DOBBIAMO ESSERE DEI “PICCOLI GESÙ” COME SANTA TERESINA DI LISIEUX

Amici di Fulton John Sheen

La Chiesa ci ha dato una santa per i nostri tempi, una giovane monaca, Santa Teresina di Lisieux. Ella ci ha indicato la via per diventare santi, una via che innanzitutto è molto semplice.

Una volta, durante una conversazione con Papa Giovanni XXIII, egli mi disse: “Sa, ho sempre cercato di evitare le cose complicate della vita. Voglio essere sempre semplice”.
E Santa Teresina volle essere semplice in ogni cosa. Aveva dunque due regole. La prima di non cercare mai soddisfazioni e la seconda di fare ogni cosa, di sopportare ogni cosa, per amore di Nostro Signore. (…)

Così, ritornando al nostro punto, dico che per vivere in questi tempi problematici dobbiamo diventare santi. Santo è chi rende Cristo amabile. Questa è la definizione di un santo.

Ho un amico che ha trascorso 14 anni in una prigione comunista subendo ogni tipo di tortura.

Quando uscì dalla prigione, vide un…

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CIÒ CHE LA CHIESA È, LO È IL MONDO. NON È LA POLITICA A DECIDERE PER LA PACE O LA GUERRA…LA CONDIZIONE DELLA CHIESA È DECISIVA!

Amici di Fulton John Sheen

Ciò che siamo noi, lo è la Chiesa; ciò che la Chiesa è, lo è il mondo. Il mondo, con tutto ciò che contiene, è in sostanza una strada maestra sulla quale la Sposa, ossia la Chiesa, avanza incontro allo Sposo per le nozze celesti. Non è la politica, in fondo, a decidere della guerra o della pace. Decisiva è la condizione della Chiesa che vive nel mondo e lo fa lievitare.

Leggere l’Antico Testamento è riconoscere nella storia la mano del Signore che benedice o punisce le nazioni a seconda dei loro deserti.
Ciò che noi facciamo per santificarci, santifica il mondo. Quando il pastore è pigro, il gregge è affamato; quando dorme, esso è perduto; quando è corrotto, il gregge si ammala; quando è infedele, perde il discernimento. Se il pastore non è disposto a sacrificarsi per le sue pecore, arrivano i lupi e se le divorano.

Ogni…

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IL SEGRETO DELLA FELICITÀ: “Il segreto della felicità è, per ogni uomo, vivere il più possibile vicino a Dio, e così vivrà anche più vicino al prossimo: tale è la sola e unica soluzione all’enigma dell’Amore”

Amici di Fulton John Sheen

Il segreto della felicità è, per ogni uomo, vivere il più possibile vicino a Dio, e così vivrà anche più vicino al prossimo: tale è la sola e unica soluzione all’enigma dell’Amore. In questo amore, che è Dio, si perfeziona l’amore di sé, poiché in Lui amiamo anche il prossimo nostro come noi stessi e per la stessa ragione. Se dunque io odierò qualcuno, rivolgerò il mio odio verso una creatura che è stata fatta da Dio, e se amerò me stesso escludendo Dio dovrò constatare che in realtà non sto amando, bensì odiando me stesso perché non vivrei all’altezza del mio essere umano chiamato a essere figlio di Dio mediante il battesimo e la vita in Cristo.

L’amore a primo acchito potrebbe sembrare una vera contraddizione: come possiamo infatti amare noi stessi senza essere egoisti? E come amare gli altri senza perdere se stessi? La risposta è questa: amando…

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C’È UNA SOLA SOLUZIONE ALLA DIFFICOLTÀ CHE DEVONO AFFRONTARE TUTTI GLI SPOSI NEL MATRIMONIO

Amici di Fulton John Sheen

La difficoltà che tutti coloro che sono sposati devono sperimentare è il paradosso del matrimonio e del romanticismo, dell’inseguimento e della cattura. Ciascuna di queste condizioni ha le sue gioie, ma non sono in armonia tra loro. Il matrimonio pone fine al corteggiamento come la cattura pone fine all’inseguimento, ma il corteggiamento non presume il matrimonio. Come comporre allora questa contraddizione? C’è un modo solo affinché l’anima non ne esca bruciata o inaridita, ed è di considerare tanto il corteggiamento quanto il matrimonio come incompleti.

In realtà il corteggiamento era un desiderio, una ricerca dell’infinito, l’inseguimento di un amore estatico, eterno, senza fine, mentre il matrimonio è il possesso d’un amore finito e frammentario, per quanto possa avere momenti di dolcezza. Si cercava un giardino, e si è finito con il mangiare una mela. Si implorava una melodia, e non ne è venuta fuori che una sola nota. A questo…

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SENZA IL DOLORE DEL PECCATO NON È CONCESSO IL PERDONO: “Il sacerdote dà l’assoluzione dai peccati nel sacramento, sempre che ci sia sufficiente dolore dello spirito, o contrizione, vale a dire odio del peccato commesso con la risoluzione di non peccare più”

Amici di Fulton John Sheen

Gli altri sacramenti richiedono che il soggetto abbia le disposizioni convenienti, ma queste non costituiscono la materia del sacramento. Nella penitenza, il dolore non è solo una condizione, bensì la materia stessa; poiché senza il dolore del peccato, non è concesso il perdono. Il sacerdote dà l’assoluzione dai peccati nel sacramento, sempre che ci sia sufficiente dolore dello spirito, o contrizione, vale a dire odio del peccato commesso con la risoluzione di non peccare più.

La parola contrizione è tratta da un termine latino che significa «macinare» o «polverizzare»; in senso ampio significa avere il cuore affranto. La contrizione è un dolore della mente, non uno sfogo emotivo o un rimorso psicologico. Il figliol prodigo è passato attraverso molti stadi emotivi di rimorso, specialmente quando nutriva i porci o realizzava quanto stessero meglio i servi in casa di suo padre. Ma il vero dolore non è arrivato fino a che…

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SUPERBIA, LUSSURIA E AVARIZIA: “Le anime devote fanno penitenza per gli eccessi altrui, come se ne fossero colpevoli”

Amici di Fulton John Sheen

Nessun animale è curioso della clorofilla quando vede una pianta, né uno scoiattolo soffre di un complesso di ansie per la paura che tra dieci anni possa esserci scarsità di nocciole. Ma gli impulsi e le passioni dell’uomo sono soggetti alla sua volontà. Non essendo questi meccanicamente ordinati come mezzi di salvezza della sua anima, egli può usare male le sue passioni, renderle fini a se stesse, tentare di trovare l’assoluto nella loro relatività.

L’amor proprio, che è naturalmente sano, può degenerare in autoadorazione: “Io sono la mia legge, la mia verità, la mia regola. Nessuno può dirmi nulla. Quel che ritengo giusto è giusto; quel che ritengo male è male. Perciò sono Dio”. È questo il peccato di superbia, la degenerazione dell’amor proprio in egotismo. Questa indebita autoinflazione è una delle cause principali dell’infelicità: più un pallone sarà gonfio, più riuscirà facile bucarlo. L’egotista procede cauto, nel continuo pericolo…

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NON C’È NULLA DI PIÙ SOLENNE SULLA FACCIA DELLA TERRA DELL’ISTANTE DELLA CONSACRAZIONE: “La Messa è il collegamento tra noi e il sacrificio del Calvario sotto le specie del pane e del vino…Ecco lo scopo della vita! Redimere noi stessi in unione a Cristo!”

Amici di Fulton John Sheen

Poiché l’uomo si era separato da Dio, Egli, espiando, ha permesso che il suo Sangue fosse separato dal suo Corpo. Il peccato era entrato nel sangue dell’uomo; e come se tutti i peccati del mondo fossero su di sé, lasciò scorrere tutto il suo sacro Sangue dal calice del suo Corpo. Possiamo quasi sentirlo dire: «Padre, questo è il mio Corpo; questo è il mio Sangue. Vengono separati l’uno dall’altro come l’umanità è stata separata da te. Ecco la consacrazione della mia croce».

Ciò che accadde quel giorno sulla croce avviene ora nella Messa, con questa differenza: sulla croce il Salvatore era solo, nella Messa è insieme a noi. Nostro Signore ora è in Cielo alla destra del Padre, intercedendo per noi. Pertanto, non può tornare a soffrire nella sua natura umana. Allora come può la Messa ri-presentare il Calvario? Come può Cristo rinnovare la croce?

Egli non può soffrire…

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CHI SI SCANDALIZZA DEL MALE CHE VEDE NELLA CHIESA DIMOSTRA DI NON CONOSCERE LE VERE VIE DI DIO E RISCHIA DI PERDERE LA FEDE: “Invece di lamentarci della Chiesa, diventiamo noi il suo decoro con la nostra santità” DON DOLINDO RUOTOLO

Stringiamoci alla Chiesa Cattolica, Apostolica Romana e non ci scandalizziamo se vediamo in lei le spine, la paglia, i bruchi; sono proprio questi i contrassegni di un fiore vivo, che ha radici viventi e che prospera nella terra. Le miserie della Chiesa non sono la sua vita, ma la sua dolorosa passione. Se Gesù Cristo si diede in mano ai peccatori, ed apparve come il rifuto di tutti, quale difficoltà che il suo corpo mistico sia anch’esso piagato, coperto di sputi, coronato di spine e crocifisso? La passione non tolse a Gesù la sua santità, la sua maestà, la sua bontà; sotto quella spoglia mortale insanguinata vi era il Verbo di Dio.

Nello stesso modo le miserie degli uomini che piagano la Chiesa, non tolgono nulla alla sua santità ed alla sua bellezza. Ora cresce il grano insieme con la zizzania, e nella stessa rete si raccolgono i pesci buoni e quelli cattivi; ma poi verrà l’ora della messe finale, la paglia sarà bruciata ed il pesce cattivo sarà gettato via; allora apparirà la Chiesa in tutta la sua meravigliosa bellezza. L’oro non cessa di essere oro sol perché è mescolato con la scoria; quando si getta nel crogiuolo, allora la scoria si divide dalla lucida massa ed è gettata nel posto dei poveri rifiuti. Invece di lamentarci della Chiesa, diventiamo noi il suo decoro con la nostra santità, e rendiamoci degni di contemplarne l’ineffabile bellezza nel Cielo. (…)

I Santi di fronte alle lotte ed alle opposizioni non hanno atteggiamenti di rivolta, ma rinnovano la loro professione di fede, come fecero i figli di Ruben, di Gad e di Manasse: “Il fortissimo Dio Signore, il fortissimo Dio Signore, Egli lo sa”. Non si affidano all’umana testimonianza ma a Dio, non si ribellano alla Chiesa, ma si rimettono al suo giudizio dicendo: “Anche Israele lo comprenderà”. Manifestano semplicemente quello che Dio compie in loro e non presumono di formare una Chiesa distinta, ma attendono con profonda riverenza quello che decide l’autorità.

(Don Dolindo Ruotolo dal commento al libro di Giosuè)

Nella via della fede, della speranza e dell’amore uno dei cimenti più gravi al quale noi siamo esposti è questo: la Chiesa Cattolica è santa; lo ripetiamo tutti i giorni nella nostra professione di fede; intanto, osservando quelli che ne fanno parte, noi constatiamo una cosa tanto diversa, poiché vediamo spesso in loro colpe e miserie gravi; le vediamo nei nostri tempi e nei periodi passati della storia. Eppure se noi negassimo alla Chiesa la nota della santità, avremmo già fatto naufragio nella fede. (…)

Noi vediamo la Chiesa prima della messe finale e crediamo che sia formata da ogni foglia ingiallita, da ogni frutto marcito, ma non è così, il suo cammino attraverso i secoli non è che un lavoro di purificazione e di cernita, ed in mezzo ai cattivi, in mezzo agli scandali stessi, Essa è santa nel suo nucleo vitale, in quegli eletti che la mano di Dio sceglie, e che permette siano mescolati ai cattivi perché la loro fedeltà sia più bella, e sia provata nel fuoco come l’oro. (…)

Ora il Signore manifesta quelle anime che sono fecondate da Lui, quei germogli veri piantati dalla sua mano attraverso le tribolazioni, le prove e gli scandali stessi del mondo. Sotto la raffica inaridiscono le piante selvatiche, come l’erba dei tetti, e si fortificano le piante feconde. Le anime buone, nella convivenza con le cattive, sono come potate di ogni germoglio naturale; è una Provvidenza ammirabile di Dio. La vera carità soprannaturale per esempio nasce dalla compagnia degli esseri insopportabili; allora si guarda Dio solo, allora si sfrondano le sensibilità dell’affetto umano, allora si compiono atti nascosti di eroismo vero che Dio solo vede.

La vera umiltà non è un atteggiamento più o meno untuoso, una protesta verbale d’indegnità, ma è una ferma convinzione del proprio nulla in mezzo alle miserie ed alle umiliazioni che fanno cadere la pompa dell’orgogliosa natura. La vera fede e la vera pietà germina fra le oscurità ed in mezzo alle assordanti voci della stolta miscredenza. Allora si vede se l’anima è veramente fecondata da Dio, se è fedele oppure no. Per questo chi si scandalizza del male che vede nella Chiesa mostra di non conoscere le vere vie di Dio. Il Signore non vuole e non approva quel male; ma dato che l’umana malignità lo produce, Egli se ne serve per il bene dei suoi eletti. (…)

Dato che la malizia umana mescola nella Chiesa di Dio il male col bene, il Signore lo permette e lo tollera affinché le anime si addestrino al combattimento. È in mezzo alle ostilità che l’apologia cristiana si sviluppa; è in mezzo alle persecuzioni che si forma lo spirito eroico dei Martiri, è in mezzo agli scandali che l’anima combatte col male, lo scova nella sua piega più nascosta, e lo elimina. II Signore permette che vi sia il male, per non violentare la nostra libertà, e lo utilizza per provare la fedeltà del suo gregge. Quando il male prende il sopravvento e invade la parte eletta del suo ovile, Egli con i castighi richiama i suoi fedeli nella retta via. Per questo, quando gli Ebrei non vissero soltanto in mezzo ai Cananei ma sposarono le loro figlie e diedero loro come mogli le proprie figliuole, quando fecero il male ed adorarono gl’idoli, il Signore si adirò e li diede nelle mani dei nemici.

Così Egli fa anche nella Chiesa; nei momenti di rilassamento la flagella, ed in mezzo alle tribolazioni suscita in lei quelli che la difendono; il flagello scuote il torpore degl’ignavi, i Santi riconducono i traviati all’ovile. È tutta una Provvidenza ammirabile della quale noi appena appena riusciamo a scorgere qualche barlume. La Chiesa rimane sempre quale l’ha fatta il suo Sposo divino, Una, Santa, Cattolica, Apostolica. A volte le annate del suo campo sono più scarse, a volte sono più abbondanti, ma il suo raccolto è sempre puro e santo, perché attraverso le lotte e le prove, Essa è crivellata, e cade da lei il rifiuto perché rimanga solo il buon grano. Il Salvatore divino, il vero Giudice dei vivi e dei morti, è sempre pronto a soccorrerla nelle sue maggiori necessità, come sorgevano i Giudici per aiutare Israele. Egli allora si leva sulla nave pericolante, comanda ai venti ed alle tempeste, e si fa subito una grande tranquillità.

(Don Dolindo Ruotolo dal commento al libro dei Giudici)

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