“In Paradiso ci si va con la Croce” “Servo di Dio che vuol dire? Vuol dire esser crocifìsso con Cristo”

 

SAN PAOLO DELLA CROCE:

“In Paradiso ci si va con la Croce”

“Riposate sulla croce di Gesù e siate santi”

“Servo di Dio che vuol dire? Vuol dire esser crocifìsso con Cristo”

“Ohi, vuoi esser Santo? Ama di seguir le pedate divine di Gesù, d’esser fatto l’obbrobrio degli uomini e l’abiezione della plebe, d’essere occulto agli occhi del mon­do, e di fare in tutto la Santa Volontà di Dio.”

“Ricordatevi che dalla santità non vanno disgiunte le pene e le tribolazioni”

“Amare e patire in vero silenzio interno ed esterno, in pura fede e santo amore, è un pescare le perle preziose delle virtù nel gran mare della santissima vita, passione e morte di Gesù, nostra vera vita”

Patire e tacere: questa è strada corta per esser santi e perfetti (II, 736).

Se sarete quieti, tranquilli e rassegnati farete gran volo alla santa perfezione (I, 287).

Osservando un pacifico silenzio nei pa­timenti, si fa gran viaggio nella via della perfezione (I, 580).

Dormir sulla croce, al caldo amoroso del Cuor di Gesù : così si fa gran viaggio alla perfezione (I, 718).

Starsene solitari nel sacro deserto interiore, crocifìssi con Cristo, senza conforto, questo è il gran segreto per fare un gran volo alla perfezione (III, 339).

Chi sa patire in silenzio e pace è quasi perfetto (II, 736).

Oh che gran punto di perfezione si è il saper tacere, e procurare che le nostre parole siano dolci, caritative, prudenti, in modo che cagionino edificazione e pace a tutti ! (III, 133).

Operare, patire, tacere, non lamentarsi mai : queste sono massime di santi e di alta perfezione (II, 309).

La via più corta della santa perfezione si è di prendere ogni travaglio e pena spirituale e temporale dalla mano amorosa di Dio come tesoro che ci regala il Padre celeste, replicando le sacrosante parole di Gesù Cristo ; Ita Pater quoniam sic fuit placitum ante te (I, 769).

Accettando ogni travaglio come regalo del creatore si vola alla santa perfezione per la via più corta (I, 374).

Giungerete sicuramente alla perfezione del vostro stato se procurerete di mantenere il cuore e la mente sollevati in Dio, e attenderete di proposito alla santa ora­zione (II, 328).

“Ricordatevi che dalla santità non vanno disgiunte le pene e le tribolazioni”

“Amare e patire in vero silenzio interno ed esterno, in pura fede e santo amore, è un pescare le perle preziose delle virtù nel gran mare della santissima vita, passione e morte di Gesù, nostra vera vita”

Portate la vostra croce in silentio et in spe (I, 635).

Siate fedeli in portare la vostra croce con pazienza (III, 209). La virtù di Gesù Cristo è patire e tacere (II, 517).

L’anima devota non cerca altra consolazione che nella Santa Croce (I, 66).

Statevene alla buona sotto la santa croce, senza tante riflessioni e inutili sottigliezze (I, 542).

Il patire è un balsamo così prezioso e spiritoso, che se non si tura e serra bene il vaso col sigillo della vera umiltà, silenzio di fede e di carità, svapora subito e se ne va in aria per il canale della vanagloria (I, 667).

Fatevi coraggio, tutto passerà e in cielo saremo contenti in eterno (II, 627).

Con pace e rassegnazione.

Riposate in pace sulla croce (II, 719).

Riposatevi con quiete di spirito sulla croce, rimettendovi come bambini nelle braccia di Gesù Crocifisso, e della sua divina misericordia (III, 593).

Statevene abbracciati alla santa croce prendendo tutti i travagli dalla mano amorosa di Dio, e dicendo spesso : Signo­re sia sempre fatta la vostra santissima volontà (II, 627).

Il povero Paolo se ne sta sempre abbracciato e stretto alla croce del caro Gesù (I, 214).

Portando la croce con tranquillità si trova la vera pace (III, 475).

Il merito e la perfezione consiste nel portare la croce che Dio vuole, non quella che vorremmo noi (III, 218).

Afflitto ma quieto — amaro e sempre lieto — cieco al parer mio — così mi vuo­le Iddio (I, 665).

Sia sempre benedetto il nostro Dio, che ci fa parte della sua croce (I, 158).

Con amore con gioia.

Sulla croce bisogna starvi con alto riposo e con gioia di spirito (I, 278).

Godo che Dio vi scopra la sua croce : godo che ve la faccia amare (I, 327).

Vivete contenti sulla croce di Gesù (I, 230).

State volentieri in croce con Gesù Cri­sto: bevete allegramente il calice del Salvatore (I, 529).

Abbandonatevi sulla croce di Gesù e go­dete di fargli compagnia col piccolo vostro patire (II, 735).

Statevene sulla croce come vittime d’amore, tutti uniti al dolce Gesù (I, 21B).

Noi non dobbiamo gloriarci in altro che nella croce del nostro Salvatore Gesù Cristo (II, 719).

Patite, tacete, cantate in spirito : Io non mi glorio in altro che nella croce del mio Salvatore (II, 719).

Le croci del mio Gesùsono le gioie del mio cuore (II, )

Cari patimenti, cari travagli, cara croce ! siate benvenuta ! (I, 529).

Cari patimenti, v’abbraccio, vi stringo al mio cuore; siete le gioie che mi manda il mio Signore (I, 54).

O cara croce, voi siete la mia gioia, il letto del mio riposo ! (III, 602).

O cara croce ! O santa croce ! albero di vita da cui pende l’eterna vita! Io ti saluto, ti abbraccio, ti stringo al mio petto ! (I, 46).

State abbracciati alla santa croce del­le vostre tribolazioni : prendetele dalla mano di Dio e dite spesso : Signore, sia fatta sempre la vostra santissima volontà (II, 627).

Patendo con pazienza, l’anima vostra s’arricchirà di grandi meriti, e Dio la libererà da ogni male (III, 364).

Soffrite contenti, pregando Dio per chi vi calunnia e mostrandovi sempre sereni (I, 433).

Le burle, le derisioni e i motteggi devono riceversi con somma gratitudine verso il Signore ; queste son legna per fare la catasta amorosa e poter bruciare vittima d’amore (I, 107).

Nei vostri travagli benedite il Signore con silente pazienza (II, 635).

E con lo sguardo al Crocifisso.

Non guardate in faccia i travagli e le tribolazioni : guardate piuttosto il caro Crocifisso amore e tutto vi parrà dolce (III, 423).

L’anima amante, staccata da tutto il creato non guarda al patire ma la sua at­tenzione è tutta nell’amato Bene (Boll, ann. IX, p. 42).

L’anima fedele lascia sparire i travagli nel mare immenso della divina carità che addolcisce ogni amarezza (I, 687).

Offrendo i vostri travagli alle Piaghe santissime di Gesù Cristo, farete cosa grata a Dio e di gran merito all’anima vostra (III, 425).

 

“Dio permette le tentazioni contro la purità per sempre più purificarci “

-Per crescere nelle virtù-

Non vi pigliate pena degli assalti del nemico e delle tentazioni impure : sono ottimi segni che Dio fa correre l’anima vostra ai trionfi del santo amore (I, 336).

Dio vi ama, e perché vi ama vi prova; ma sappiate che in mezzo alla tempesta delle tentazioni, il buon Dio tiene l’ani­ma vostra ben stretta tra le braccia del­la sua misericordia (II, 505).

Dopo la vittoria di tali tempeste, oh che tesori di grazia il Signore concede al­l’anima fedele (I, ,524).

Dio permette tali battaglie per vostro bene: per coronarvi di grande gloria nel cielo (III, 618).

Dio permette le tentazioni contro la purità per sempre più purificarci (I, 495).

Queste battaglie servono per rendervi più puri (III, 473).

Le tentazioni contro cui si combatte pu­rificano l’anima, come il fuoco l’oro (II, 473).

San Paolo della Croce

“Nessun uomo si salva senza la luce divina, la quale fa sì che uno inizi, progredisca e raggiunga l’apice della perfezione. Perciò, se vuoi cominciare il cammino e desideri questa luce divina, prega.”

“Nessun uomo si salva senza la luce divina, la quale fa sì che uno inizi, progredisca e raggiunga l’apice della perfezione. Perciò, se vuoi cominciare il cammino e desideri questa luce divina, prega.
– Se hai già iniziato a progredire e vuoi che in te aumenti la luce, prega.
– Se sei, invece, arrivato all’apice della perfezione e vuoi essere illuminato al massimo, per potervi rimanere, prega.
– Se vuoi la fede, prega. Se vuoi la speranza, prega.
– Se vuoi la carità, prega. Se vuoi la castità, prega.
– Se vuoi l’umiltà, prega. Se vuoi la mansuetudine, prega.
– Se vuoi la fortezza, prega. Qualsiasi virtù vuoi, prega.
Prega leggendo il libro della vita, vale a dire la vita del Dio e Uomo Gesù Cristo, che fu povertà, dolore, disprezzo e vera obbedienza. Quando sarai entrato nella via del progresso spirituale, molte tribolazioni e tentazioni dei demoni, del mondo e della carne in vario modo ti molesteranno e ti affliggeranno orribilmente. Ebbene, se vuoi vincere, prega. Quando l’anima vuole pregare di più, è necessario che vada a farlo con purezza spirituale e fisica e con rettitudine. Bisogna che cambi il male in bene e non faccia, come molti malvagi, il contrario…”.

Sant’Angela da Foligno

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