Sant’Agostino: Noli me Tangere “Questo contatto (con Cristo) si verifica quando il cuore è puro. Tocca con cuore mondo il Cristo colui che lo riconosce uguale al Padre” La Madonna da Medjugorje: “Ho bisogno di apostoli dal cuore puro”

 

 La Madonna da Medjugorje: Messaggio Straordinario del 2 Ottobre 2012 (Mirjana Dragičević)

 

Cari figli, vi chiamo e vengo in mezzo a voi perché ho bisogno di voi. Ho bisogno di apostoli dal cuore puro. Prego, ma pregate anche voi, che lo Spirito Santo vi renda capaci e vi guidi, che vi illumini e vi riempia di amore e di umiltà. Pregate che vi riempia di grazia e di misericordia. Solo allora mi capirete, figli miei. Solo allora capirete il mio dolore per coloro che non hanno conosciuto l’Amore di Dio. Allora potrete aiutarmi. Sarete i miei portatori della luce dell’Amore di Dio. Illuminerete la via a coloro a cui gli occhi sono donati, ma non vogliono vedere. Io desidero che tutti i miei figli vedano mio Figlio. Io desidero che tutti i miei figli vivano il Suo Regno. Vi invito nuovamente e vi prego di pregare per coloro che mio Figlio ha chiamato. Vi ringrazio.

 

Dal COMMENTO ALLA PRIMA LETTERA DI SAN
GIOVANNI di Sant’Agostino

Alcuni pezzi della terza omelia:

 

Nutrendoci della verità e della vita che è Cristo, tendiamo alla perfezione, generosi nelle opere, in unità di carità e respingendo le allettazioni del mondo. Cristo è il maestro interiore e la sua unzione dà incremento alla nostra vita spirituale.

 1). Cristo si è abbassato a divenire il nostro latte ed ancora lui stesso, che pure è uguale al Padre, diventa nostro cibo. Ti nutre col latte affinché giunga anche a saziarti del pane; toccare Cristo spiritualmente col cuore, significa credere che egli è uguale al Padre.

[Riconoscere la divinità di Cristo.]

2. Per questa ragione proibiva a Maria di toccarlo e le diceva: Non mi toccare, poiché ancora non sono salito al Padre (Gv 20, 17). Che significano queste parole? Come mai si fece palpare dai discepoli e volle poi evitare il contatto con Maria? Non si tratta della stessa persona che disse al discepolo dubbioso: Metti qui le tue dita e palpa le mie cicatrici (Gv 20, 27)? A quel tempo era forse già asceso al Padre? Perché dunque trattiene Maria e le dice: Non toccarmi, non sono ancora asceso al Padre? Dovremo forse dire che egli non ebbe timore alcuno di farsi toccare dagli uomini mentre temette di farsi toccare dalle donne? No! Il suo contatto rende puro ogni corpo. Perché avrebbe dovuto temere a farsi toccare da quelli ai quali volle manifestarsi per primo? La sua resurrezione non fu forse rivelata agli uomini da alcune donne, cosicché il serpente fosse sconfitto dalla sua stessa tattica ma in senso contrario? Egli aveva annunciato la morte al primo uomo servendosi di una donna, ed è appunto per mezzo delle donne che è stata annunciata agli uomini la vita. Perché dunque il Signore risorto non volle essere toccato?

Per quest’unica ragione: voleva far capire che occorreva ormai toccarlo attraverso un contatto spirituale. Questo contatto si verifica quando il cuore è puro. Tocca con cuore mondo il Cristo colui che lo riconosce uguale al Padre. Chi ancora non riconosce la divinità di Cristo si arresta alla sua carne e non raggiunge la sua divinità. Non è un gran che arrivare a toccarlo come lo toccarono i persecutori che lo crocifissero. E’ invece importante comprendere il Verbo, Dio presso Dio fin dal principio, per mezzo del quale tutte le cose sono state fatte; egli voleva così essere conosciuto, quando disse a Filippo: Da tanto tempo, o Filippo, sono con voi e non mi avete conosciuto? Colui che vede me, vede anche il Padre (Gv 14, 9).

[Affrettiamoci a progredire perché è l’ultima ora.]

3. Chiunque intende non abbandonare il progresso verso la perfezione, ascolti ancora: Questa, o fanciulli, è l’ultima ora. Orsù progredite, incominciate a correre, crescete: questa è l’ultima ora. E’ un’ora assai lunga ma è pur sempre l’ultima. Con queste parole l’Apostolo intendeva indicarci gli ultimi tempi, poiché negli ultimi tempi verrà il Signore nostro Gesù Cristo. Alcuni potrebbero osservare: Perché questi che viviamo sono gli ultimi tempi? Perché è questa l’ultima ora? Prima deve venire l’Anticristo, poi il giorno del giudizio. Giovanni previene queste obiezioni in modo che nessuno si adagi tranquillo nella persuasione che questa non è l’ultima ora, perché prima deve venire l’Anticristo. Dice dunque l’Apostolo: Avendo voi udito che verrà l’Anticristo, molti già fin d’ora sono divenuti anticristi (1 Gv 2, 18). Sarebbe mai possibile che ci siano molti anticristi senza che sia giunta anche l’ultima ora?

[Anticristo è chi non aderisce sinceramente al corpo di Cristo.]

4. Ma chi sono quelli che l’Apostolo chiama anticristi? Lo dice in seguito. Da questo noi conosciamo che è l’ultima ora. Da che cosa dunque? Dal fatto che molti sono diventati anticristi. Essi sono usciti dalle nostre file (1 Gv 2, 18-19). Eccoli gli anticristi; essi uscirono dalle nostre file. Perciò piangiamo questa perdita. Ma ascolta ciò che ci consola: Non erano dei nostri. Tutti gli eretici, tutti gli scismatici sono usciti dalle nostre file, sono usciti cioè dalla Chiesa. Non ne uscirebbero se fossero dei nostri. Non erano dunque dei nostri già prima di uscire. Ma se già prima di uscire non erano dei nostri, molti ce ne sono dentro, che pur non essendo ancora usciti, sono anticristi. Osiamo fare queste osservazioni perché ciascuno di voi, restando dentro la Chiesa, non sia un anticristo.

Giovanni, come ora vedremo, ci descrive e ci indica chi sono gli anticristi. Ciascuno deve interrogare la propria coscienza e chiedersi se anche lui non sia un anticristo. Vediamo appunto chi sono gli anticristi.

Anticristo in latino significa avversario di Cristo. Alcuni intendono questo termine nel senso di uno che verrà prima di Cristo e dopo del quale ci sarà il ritorno di Cristo. Ma non è questo il vero significato del termine, che non va spiegato in questo modo. Anticristo è colui che si rivela contrario a Cristo. Ma chi dobbiamo intendere come contrario di Cristo? Ammaestrati da Giovanni voi capite che soltanto gli anticristi possono uscire dalla Chiesa. Chi non è contrario a Cristo non può in nessun modo uscire dalla Chiesa. Chi non è contrario a Cristo, si trova unito al suo corpo e ne è ritenuto un membro. Le membra di un corpo non si mettono in opposizione tra di loro. Un corpo è integro quando vi si trovano tutte le membra. Che dice l’Apostolo circa la concordia delle membra? Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; se un membro è trattato con onore, tutte le membra gioiscono (1 Cor 12, 26). Se per l’onore reso ad un membro anche gli altri gioiscono, ne deriva che se un membro soffre, soffrono tutti gli altri.

Questa concordia delle membra non permette che esistano gli anticristi. Ma ci sono di quelli che si trovano nel corpo di Cristo come gli umori cattivi nei corpi mortali (anche il corpo di Cristo abbisogna di cure di quando in quando, poiché esso godrà perfetta salute soltanto nel giorno della resurrezione dei morti). Il corpo trova sollievo quando vengono espulsi gli umori cattivi. Quando i cattivi si allontanano dalla Chiesa, questa ne sente sollievo. Quando il corpo evacua e rigetta gli umori cattivi, pare che dica: questi umori sono usciti da me ma non facevano parte del mio essere. Che cosa significano queste parole? Significano che umori cattivi mi opprimevano, ma non già che essi sono stati tagliati via dal mio corpo.

Annunci

Beato John Henry Newman: “Sarebbe così assurdo chiamare vivente l’anima che non prega”

 

«PREGATE INCESSANTEMENTE»

Beato John Henry Newman

 

1.«Pregate incessantemente!» (1Tess 5, 17). Un uomo non può essere realmente religioso un’ora, e non esserlo l’ ora seguente: questo vorrebbe dire che può essere in buona salute un’ora e in cattiva l’ora seguente …; essere religioso, significa essere abituato a pregare, pregare sempre. La Scrittura vuol dire questo, quando parla di fare tutto per la gloria di Dio, cioè mettere davanti a noi la sua presenza e la sua volontà, e agire costantemente con riferimento a Lui, affinché quel che noi facciamo formi un solo atto, un solo movimento di obbedienza, un omaggio incessante a Colui che ci ha fatti e di cui siamo servitori.

2. … Noi siamo nati con delle anime morte, morte per quanto concerne l’obbedienza religiosa. Lasciati a noi stessi, noi cresceremmo nell’ odio di Dio; e per quanto ci sarà dato di esistere, noi tenderemmo sempre più a esprimere la morte spirituale, il fuoco interiore dei tormenti dell’ inferno, crescendo in malizia per una lunga eternità … Ma Dio ha donato a tutti, anche ai bambini piccoli, una felice promessa in Cristo, e le nostre prospettive sono cambiate: questa promessa non è solo quella di una felicità futura, ma tramite il suo Santo Spirito, egli stabilisce in noi, quaggiù e subito, un nuovo inizio, una vita spirituale nuova, una vita dell’ anima …

 

3. Come Dio vivifica le nostre anime, non lo sappiamo, come non sappiamo come vivifica il nostro corpo: la nostra «vita » spirituale, dice S. Paolo, «è nascosta con Cristo in Dio» (Col 3,3). Ma come la vita del nostro corpo si manifesta con la sua attività, la presenza in noi dello Spirito Santo si manifesta con un’ attività spirituale, e questa attività è lo spirito di preghiera continua. La preghiera è per la vita spirituale quel che il battito del polso e la respirazione sono per la vita del corpo: sarebbe così assurdo supporre che la vita potesse continuare, quando il corpo è freddo, immobile e insensibile, quanto chiamare vivente l’ anima che non prega.

 

4. … Il dono della grazia che riceviamo nel battesimo non è un puro privilegio esteriore, un puro perdono esteriore nel quale il cuore non sarebbe coinvolto, qualche cosa come un semplice marchio impresso nell’ anima, distinguendola, di fatto, da quelle che non sono rigenerate, come un colore particolare o un bollo, ma senza rapporto con i pensieri, lo spirito e il cuore di un cristiano … La nuova nascita dallo Spirito Santo mette l’ anima in movimento in modo celeste, e ci dona buoni pensieri e buoni desideri, ci illumina e ci purifica, ci porta a cercare Dio: in una parola, ci dona una vita spirituale, ci apre gli occhi dello spirito, in modo che incominciamo a vedere Dio in tutte le cose tramite la fede, e ci teniamo in relazione continua con Lui tramite la preghiera.

 

John Henry Newman (1801-1890), Sermoni parrocchiali, VII

Papa Benedetto XVI:”Senza la preghiera e la carità la vita si affievolisce” Senza la preghiera quotidiana – ha ammonito il Pontefice – il nostro fare si svuota, si riduce spesso ad un semplice attivismo e alla fine lascia insoddisfatti».

mercoledì 25 aprile 2012

Nell’Udienza generale del mercoledì Il Papa ha ricordato l’indispensabilità per i cristiani del cammino spirituale e la necessità di realizzare la Parola di verità e carità!

Senza la preghiera quotidiana – ha ammonito il Pontefice – il nostro fare si svuota, si riduce spesso ad un semplice attivismo e alla fine lascia insoddisfatti».

Il Papa: Non dobbiamo perderci nell’attivismo puro, ma sempre lasciarci anche penetrare nella nostra attività dalla luce della Parola di Dio e così imparare la vera carità, il vero servizio per l’altro, che non ha bisogno di tante cose – ha bisogno certamente delle cose necessarie – ma ha bisogno soprattutto dell’affetto del nostro cuore, della luce di Dio

«Una vita frenetica e attività eccessive spesso finiscono per indurire il cuore e far soffrire lo spirito» e «produttività ed efficienza» non possono essere gli «unici criteri». Questo senza nulla togliere alla «importanza» del lavoro.

Lo ha detto il Papa, ampliando una riflessione di san Bernardo, nel corso dell’udienza generale, dedicata al brano degli Atti degli apostoli in cui la prima chiesa sceglie 7 persone per affidare loro il «ministero» della carità e permettere agli apostoli di dedicarsi «alla preghiera e all’annuncio della Parola».

Soprattutto per la Chiesa, l’attività non può essere l’unico criterio e va coltivata la dimensione spirituale. Il «lavoro» e l’opera di carità è importante, ha commentato papa Ratzinger, tanto che la Chiesa primitiva crea «un proprio ministero» per questo. Le «attività quotidiane vanno svolte con responsabilità e dedizione» ma non vanno disgiunte dal nostro «bisogno di Dio, della sua forza, della sua luce, che ci danno forza e speranza». «Senza la preghiera quotidiana – ha ammonito il Pontefice – il nostro fare si svuota, si riduce spesso ad un semplice attivismo e alla fine lascia insoddisfatti».

Benedetto XVI ha spiegato in questa chiave, alle oltre trentamila persone radunate in piazza San Pietro per l’udienza generale, anche il noto brano del Vangelo su Marta e Maria, le due sorelle dedite l’una alla contemplazione e l’altra al servizio.

In sostanza per Benedetto XVI «La Chiesa non deve solo annunciare la Parola, ma anche realizzare la Parola che è carità e verità». Come si evince dal profondo gesto compiuto dagli Apostoli di imporre le mani sui diaconi designati «dopo aver pregato»: questo fatto, ha spiegato, «è importante perchè evidenzia proprio la dimensione spirituale del gesto; non si tratta semplicemente di conferire un incarico come avviene in un’organizzazione sociale, ma è un evento ecclesiale in cui lo Spirito Santo si appropria di sette uomini scelti dalla Chiesa, consacrandoli nella Verità».

http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/papa-el-papa-pope-udienza-audiencia-audience-14654/

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: