Beato John Henry Newman “Fede e Settarismo” Il rischio della formazione di una setta attraverso la fede religiosa

 

Trascrivo degli scritti di John Henry Newman tratti dal dal Sermone XIV “La Sapienza, opposta alla fede e al settarismo”. L’intero sermone si può leggere in scritti filosofici ed. Bompiani

 

“L’uomo spirituale invece giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno” 1 Corinzi, II, 15

 

Il sistema, che è l’anima stessa, o, per essere più precisi, la causa formale della filosofia quando venga esercitata su una conoscenza adeguata, quando o nella misura in cui la conoscenza è limitata o incompleta, produce, o tende a produrre, soltanto teorici, dogmatici, filosofanti e settari.

 

Fede e Settarismo:

 

Ora, certamente, la fede si può confondere con il settarismo, con il dogmatismo, con la sicurezza di sè e con simili abitudini della mente, per diverse plausibili ragioni…..

La fede, dunque, per quanto sia una supposizione, ha questa peculiarità, che viene esercitata con senso di responsabilità. Quando le nostre supposizioni riguardano un ambito vasto, quando si sforzano di essere sistematiche e filosofiche, quando ci si abbandona ad esse in materia di speculazione, non di comportamento, non in riferimento a se stessi, ma ad altri, è allora che meritano il nome di SETTARISMO e di dogmatismo. Infatti, in tal caso facciamo un uso errato della luce che ci viene data, e confondiamo quella che è “lampada per i miei passi” ( Salmi 119, 105 ) con quello che è il sole per il cielo.

Ancora, è vero che la fede come il settarismo sostiene affermazioni dogmatiche che vanno al di là della sua conoscenza. Usa parole, frasi proposizioni, accetta dottrine e pratiche che capisce solo parzialmente, o non capisce affatto. Ora, finchè queste affermazioni non sono connesse a questioni di questo mondo, ma a cose celesti, naturalmente non sono prova di settarismo. Come la più ampia esperienza della vita non tenderebbe ad eliminare il mistero della dottrina della Santa Trinità, così neppure la più limitata ci priva del diritto di affermarla. Molta conoscenza e poca conoscenza ci lasciano davvero come eravamo, in materie di questo genere.

Ma il caso è molto diverso quando sono in discussione questioni di carattere sociale o morale, che pretendono di essere regole o massime per l’aggregazione o la condotta politiche, per il benessere del mondo, o per la guida dell’opinione pubblica.

 

Ora, che di fatto la fede possa finire nel settarismo, o possa intrecciarsi con il settarismo in questo o quel caso, naturalmente non lo nego; nello stesso tempo, queste due disposizioni della mente, qualunque siano le loro somiglianze, differiscono nel loro dogmatismo in questo:

  • Il SETTARISMO dichiara di comprendere ciò che afferma, benchè non sia così; esso argomenta e inferisce, rifiuta la fede, e fa sfoggio della ragione al suo posto. Esso sopravvive, non abbandonando l’argomentazione, ma argomentando in un unico modo. Assume non una posizione religiosa ma filosofica; avanza il diritto della sapienza, mentre la fede fin dall’inizio rende gli uomini desiderosi, con l’Apostolo, di essere folli per Cristo. Hanno i loro termini e i loro nomi per ogni cosa; e non si devono toccare più di quanto non si tocchino le cose che indicano. Parole di partiti o di politici, di tempi recenti, ai loro occhi sono tanto una parte della verità, quanto se fossero la voce della Scrittura o della Santa Chiesa. Hanno la loro unica idea o la loro nozione preferita che si presenta loro in ogni occasione. Hanno uno o due luoghi comuni, che tirano fuori di continuo, in una specie di pedanteria e hanno le loro forme, gerarchie e usi, che a loro sono tanto sacri quanto i Sacramenti datici dal Cielo.

 

  • La FEDE inizia mettendo da parte il ragionamento, e propone invece la semplice obbedienza ad un comandamento rivelato. I suoi discepoli dichiarano di non essere nè statisti nè filosofi; che non sviluppano principi nè costruiscono sistemi; che il loro fine ultimo non è la persuasione, la popolarità o il successo; che fanno solo la volontà di Dio, e desiderano la sua gloria. San Paolo diceva: “Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti. Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perchè nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio”

 

Come varia il mondo circostante, così variano anche, non i principi della dottrina di Cristo, ma la forma esteriore e il colore che essi assumono. E così la Fede è sempre lo strumento per apprendere qualcosa di nuovo, e in questo aspetto differisce dal Settarismo, che non ha elementi per avanzare in essa, ed è nella persuasione pratica di non aver niente da imparare. Per la mente angusta e il settario diciotto secoli di storia della Chiesa sono incomprensibili e inutili.

E’ la peculiarità della fede, dunque, quella di formare i suoi giudizi in un senso di dovere e responsabilità, con l’attenzione al comportamento personale, secondo le direttive rivelate, confessando la propria ignoranza, senza preoccuparsi delle conseguenze, in spirito docile e umile, eppure su un raggio di temi che neppure la stessa filosofia può superare.

In tutti questi aspetti essa è opposta al settarismo dove Gli uomini di mente limitata, lungi dal confessare ignoranza e dall’affermare la verità principalmente per dovere, dichiarano, come ho appena osservato, di comprendere la materia che affrontano e i principi che vi applicano. Non  vedono difficoltà. Ritengono di sostenere le loro dottrine almeno tanto in base alla ragione quanto in base alla fede; e si aspettano di essere in grado di convincere altri a credervi, e sono impazienti quando non riescono a farlo. Pensano di professare proprio la verità che rende facili tutte le cose. Hanno la loro unica idea o la loro nozione preferita che si presenta loro in ogni occasione. Hanno uno o due luoghi comuni, che tirano fuori di continuo, in una specie di pedanteria, essendo incapaci di discutere, in un modo naturale e non costretto, o di lasciare che i pensieri prendano il loro corso, fiduciosi che alla fine giungeranno a casa sani e salvi. Forse hanno scoperto, come pensano, l’idea guida, la semplice visione, o la somma e la sostanza del Vangelo; e insistono su questo o quel principio isolato, scelto da loro stessi a danno del resto dello schema rivelato. Vedervi meno di quanto vedono loro, significa, nel loro giudizio respingerlo; vedervi di più, significa dissimulare. Hanno i loro termini e i loro nomi per ogni cosa; e non si devono toccare più di quanto non si tocchino le cose che indicano. Parole di partiti o di politici, di tempi recenti, ai loro occhi sono tanto una parte della verità, quanto se fossero la voce della Scrittura o della Santa Chiesa. E hanno le loro forme, gerarchie e usi, che a loro sono tanto sacri quanto i Sacramenti datici dal Cielo.

Il vero Cattolicesimo è commisurato alle esigenze della mente umana; ma si trovano spesso persone sorprese di non poter persuadere tutti gli uomini a seguirle, e non possono eliminare il dissenso, predicando una parte del sistema divino, invece della sua totalità.

Nessuno è tanto imbevuto di una fede che ama da non avere forse qualcosa di settario da dimenticare; nessuno è di mente così angusta, e pieno di sè, da non essere influenzato, è da sperare, in una certa misura, dallo spirito della fede.

 

Facciamo sempre nostri la preghiera e il tentativo, che possiamo conoscere l’intero consiglio di Dio, e crescere nella misura della statura di Cristo; che ogni pregiudizio, la fiducia in se stessi, l’insincerità, l’irrealtà, la sicurezza di sè e la partigianeria possano essere eliminati da noi alla luce della Sapienza e al fuoco della fede e dell’amore; finchè non vedremo le cose come le vede Dio, con il giudizio del Suo Spirito e secondo la mente di Cristo.

 

John Henry Newman

 

 

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