Il domenicano Padre Angelo, risponde: “Perché la vita intima con Dio, è così strettamente legata alla purezza, e al vivere bene la propria sessualità?”

 

Il domenicano Padre Angelo, risponde

 

Perché la vita intima con Dio, è così strettamente legata alla purezza, e al vivere bene la propria sessualità?

 

Quesito

Caro Padre  Angelo,   un altro problema  riguarda la sessualità   Il “problema”, è che nell’esercizio sbagliato della  propria sessualità non è visibile un danno tangibile a qualcuno, come può  essere ad esempio un omicidio o un furto. Per cui si pensa “E ma non faccio  male a nessuno”, per cui peccare contro il proprio corpo non è vista come  una cosa sbagliata, tanto che una ragazza cattolica praticamente mi ha detto  “E ma se due si amano e non sono sposati non si può chiamare disordinato  l’atto sessuale che hanno” (e sinceramente a questa risposta ci sono  rimasto amareggiato..). Cosa potrei rispondere? Considerando anche che non  basta rispondere “c’è questa enciclica che dice” o “il Papa ha  detto così..” perché purtroppo ho notato una certa sfiducia nei confronti  del Magistero e relative Verità di fede.   La domanda che più mi preme è questa però: perché la vita  intima con Dio, è così strettamente legata alla purezza, e al vivere bene la  propria sessualità?   La  ringrazio tantissimo per l’eventuale risposta! Francesco


Risposta del sacerdote

Caro Francesco, 1. neanche quando uno bestemmia è visibile il danno. E neanche quando si tralascia di santificare la festa. Ma il più delle volte non è visibile neanche quando si compie  un adulterio… Allora identificare il peccato solo con i suoi effetti visibili  è sbagliato. Forse solo nel caso dell’omicidio e del furto gli effetti sono  visibili. Ma i comandamenti non sono due, bensì dieci.

2. Il peccato porta un disordine nel fondo di se stesso,  nell’orientamento del proprio io.   Il peccato, come lo definisce Sant’Agostino, consiste  essenzialmente “nell’allontanarsi da Dio e nel rivolgersi in maniera  disordinata alle creature”. Ecco il male. Le creature che Dio ci ha dato perché  ci parlino di Lui, ci portino a Lui e ci uniscano a Lui, diventano il nostro Dio.   Ma le creature non possono saziare il bisogno di felicità  dell’uomo, perché questo bisogno è infinito, mentre le creature sono tutte  finite, limitate.   Con ragione Sant’Agostino diceva: “Tu Dio ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finché non riposi in te”  (Confessioni, 1,1).   Il male del peccato non è anzitutto un male materiale, ma di  ordine morale. Consiste in un disorientamento di fondo della propria vita,  un destinarsi all’infelicità nella vita presente e alla perdita irrevocabile di  Dio in quella futura.

3. “E… ma se due si amano e non sono sposati non si può  chiamare disordinato l’atto sessuale che hanno”.   Sì, è disordinato perché quell’atto ha un duplice significato:  di donarsi all’altro in totalità anche temporalmente. Ora fuori del matrimonio  la totalità del dono non è ancora stata sancita, non è irrevocabile, ognuno può  ancora tornare indietro, è libero, non appartiene per sempre ad un’altra  persona.   Inoltre la contraccezione manifesta ulteriormente  un’alterazione del disegno divino sulla sessualità perché non si vuole che  raggiunga il suo obiettivo intrinseco.   Ti pare ordinato darsi a uno che non  è ancora tuo, quando quel gesto significa  invece proprio quello?   Ti pare ordinato “usarsi” a vicenda e poi lasciarsi?   Ti pare ordinato compiere un gesto che rimane sempre  potenzialmente procreativo e talvolta lo è nonostante tutti gli artifizi?   Il dare il proprio corpo anche nella dimensione genitale è  proprio la stessa cosa che darsi la mano?

4. “Se due di amano”. Quest’espressione è soggetta ad ambiguità.   Talvolta si tratta di vero amore. E allora se due persone si  amano in maniera vera non falsificano un gesto che di suo ha degli obiettivi  ben precisi: donazione totale di sé e apertura alla vita. Si amano e si  rispettano in tutti i sensi.   Talvolta invece per amore s’intende semplicemente l’attrazione  erotica. Allora ci si può domandare se sia sufficiente l’attrazione erotica per  giustificare l’atto sessuale? È ancora vero amore quello in cui ci si usa per  un attimo e per sfogare la propria libidine e poi ci si lascia?

5. Certo, se svanisce Dio e il senso ultimo della nostra vita  non ha più senso parlare di bene e di male. San Paolo dice: “Se i morti  non risorgono, mangiamo e beviamo, perché domani moriremo” (1 Cor 15,31).   Stupisce che una ragazza che si dice cattolica abbia un modo  di pensare che non solo non è cattolico, ma neanche da credenti in Dio.   Comprendo la tua amarezza.   Ma viene da ricordare quanto Benedetto XVI ha detto ai  giornalisti mentre si recava a Fatima nel 2010: “Quando si parla di credenti si  da per presupposto che ci sia la fede, ma spesso questa non c’è”. Se per fede s’intende sapere che Dio c’è, ebbene questa fede  ce l’hanno anche i demoni.   Aver fede invece significa orientare la propria vita a Dio e  obbedire a Dio.

6. Infine mi chiedi: “perché la vita intima con Dio, è  così strettamente legata alla purezza, e al vivere bene la propria sessualità?” Perché la sessualità, come rileva Giovanni Paolo II “non è  affatto qualcosa di puramente biologico, ma riguarda  l’intimo nucleo della persona umana come tale” (Familiaris consortio 11).   Ne va di mezzo la disposizione di fondo di se stessi.

7. La santificazione è legata alla carità, e cioè alla  maniera di amare di Dio.   L’impurità è tutto il contrario: non porta ad amare col  cuore di Dio, a desiderare e a donare all’altro quello che Dio gli vuole  donare, ma porta a usare dell’altro.   L’impurità non è vero amore e non è senza conseguenze perché  “la carne ha desideri contrari allo spirito, e lo spirito ha desideri contrari  alla carne” (Gal 5,16-17).   L’impurità, in qualunque modo si esprima, spegne il gusto  delle cose di Dio.

8. Sentirai nella seconda lettura di domenica prossima (2a  del tempo ordinario b): “Il corpo non è  per l’impurità, ma per il Signore” 1 Cor 6,13) e ancora: “State lontani dall’impurità! Qualsiasi  peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all’impurità,  pecca contro il proprio corpo. Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo  avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi”(1 Cor 6,18-19).   Desidero ricordare anche quanto ha detto il Signore nel suo  primo discorso, quello della montagna: “Beati i puri di cuore perché vedranno  Dio” (Mt 5,8). Quando impera  l’impurità, Dio non interessa più.   Anzi si può giungere a quanto San Paolo diceva piangendo:  “Perché molti – ve l’ho già detto più volte e ora, con le lacrime agli occhi,  ve lo ripeto – si comportano da nemici della croce di Cristo. La loro sorte  finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio. Si vantano  di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della  terra”  (Fil 3,19).

Non vado oltre perché non si finirebbe più.   Ti saluto, ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.   Padre Angelo


Pubblicato 02.10.2012

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Il domenicano Padre Angelo, risponde: “Padre, Quando ho saputo che la mia ragazza vuole rimanere vergine fino al matrimonio, per me è stato come ricevere un colpo al cuore”

 

Un sacerdote, il domenicano Padre Angelo, risponde

 

Quando ho saputo che la mia ragazza vuole rimanere vergine fino al matrimonio, per me è stato come ricevere un colpo al cuore

 

Quesito

Caro Padre Angelo,   sono un ragazzo di 21 anni che da qualche mese (5 mesi) condivide una  relazione sentimentale con una ragazza di 27 anni, nelle mie precedenti  relazioni ho sempre  avuto rapporti sessuali anche perchè, credo che in  una coppia sia importante avere feeling anche  sotto quell’aspetto.   Purtroppo nella nostra relazione c’è un problema abbastanza grave, lei  vuole arrivare vergine fino al matrimonio…. quando ho saputo questa cosa, per  me è stato come ricevere un colpo al cuore. All’inizio ho subito pensato di  lasciarla saputo la notizia, ma poi il mio cuore mi diceva di continuare visto  che nella mia vita non ho mai trovato una ragazza  buona come lei, davvero  una ragazza fantastica che trovare ai giorni d’oggi è cosa molto rara.   Purtroppo tra noi sono sorte parecchie  discussioni su  quest’argomento, arrivammo ad un punto che  lei disse “Ok se   per  te  è così importante  facciamolo, ma io non sono  contenta”, io le dissi che se poi mi avrebbe dovuto rinfacciare questa  cosa tutta la vita, allora era  meglio non fare niente….   So bene che io sono un peccatore, ma io vedo il sesso come  parte  fondamentale di un rapporto, quello che differenzia un’amica da una fidanzata,  padre so bene che la chiesa condanna il sesso prima del matrimonio, ma se  poi  ad esempio io dovessi  accettare la sua decisione di arrivare  vergine al matrimonio (la amo tantissimo) e poi non mi dovesse  piacere,  quali sarebbero le strade da prendere? Tempo fa ho letto una storia di una  coppia di ragazzi che  sono stati fidanzati per 10 anni, sono  arrivati  vergini al matrimonio e poi al momento  di fare l’amore,  lei ha scoperto che lui era impotente, dopo pochi mesi hanno divorziato…. io  non vorrei arrivare  a questo punto, anche perchè da divorziato per me  sarebbe difficile trovare un’altra compagna. Forse le potrò sembrare  infantile, immaturo, ma la prego mi dia  un consiglio…. Forse ho fatto l’errore di innamorarmi della persona   sbagliata….


Risposta del sacerdote

Carissimo, 1. forse hai trovato la grazia di incontrare la persona giusta che ti aiuta  a rispettare i tempi e ad imparare ad amare. Finora hai avuto diverse esperienze con tanto di rapporti sessuali, ma  tutte miseramente concluse. Quei rapporti hanno bloccato fin dall’inizio la possibilità di far  sbocciare l’amore. Il quale amore è altra cosa dall’attrazione erotica.

2. La prima esperienza che i due sono chiamati a fare è quella della  sintonia dei pensieri, delle vedute, dei desideri.   È l’esperienza della comunicazione degli spiriti.   È a questo livello che si costruisce insieme qualcosa di duraturo.   L’esperienza carnale invece blocca la vittoria su se stessi e sui  propri istinti.   Blocca il dialogo e spegne l’amore.   Questo ti è già capitato diverse volte nella vita e, purtroppo, non hai  ancora appreso il messaggio che ne devi ricavare.

3. Scrive il Pontificio Consiglio per la famiglia: “Nella stessa  misura in cui nell’uomo si indebolisce la castità, il suo amore diventa  progressivamente egoistico, cioè soddisfazione di un desiderio di piacere e non  più dono di sé” (Sessualità umana: verità  e significato, 16).   E ancora: “Non si deve mai dimenticare che il disordine nell’uso del sesso tende a  distruggere progressivamente la capacità di amare della persona, facendo  del piacere – invece che del dono sincero di sé – il fine della sessualità e riducendo  le altre persone a oggetto della propria gratificazione: così esso indebolisce  sia il senso del vero amore tra l’uomo e la donna – sempre aperto alla vita –  sia la stessa famiglia e induce successivamente al disprezzo della vita umana  che potrebbe essere concepita, considerata allora come un male che minaccia in  certe situazioni il piacere personale” (Ib., 105).

4. Non si tratta solo di una legge della Chiesa, ma di una  legge di Dio.   Come sentirai nella prima lettura della Messa di domenica  prossima (festa della SS. Trinità) la legge del Signore è tutta a nostro  favore, perché posiamo essere felici e  nel caso dei fidanzati e degli sposati perché il loro amore possa conservarsi e  crescere.   Ecco che cosa dice il testo sacro: “Osserva dunque le sue leggi  e i suoi comandi che oggi ti do, perché  sia felice tu e i tuoi figli dopo di te e perché tu resti a lungo nel paese  che il Signore, tuo Dio, ti dà per sempre” (Dt 4,40).   Il comando divino “non commettere atti impuri” è ordinato a  sbarrare la strada a chi stesse per spegnere in se stesso la capacità di amare,  di donarsi.

5. Mi dici che l’esperienza sessuale è troppo importante per  te prima del matrimonio.   Non ci vuole molto a capire che si tratta di un’esperienza  falsata, che snatura il progetto di Dio sulla sessualità e sull’amore umano.  Non può che portare al fallimento.   Senti invece che cosa dice Giovanni Paolo II: “La donazione fisica totale sarebbe menzognase non fosse segno e  frutto della donazione personale totale, nella quale tutta la persona, anche  nella sua dimensione temporale, è presente: se la persona si riservasse  qualcosa o la possibilità di decidere altrimenti per il futuro, già per questo  essa non si donerebbe totalmente” (Familiaris consortio 11).

6. Vorrei dirti anche un’altra cosa: le virtù matrimoniali  si preparano prima del matrimonio.   La fedeltà coniugale si prepara prima del matrimonio, non  concedendosi a chi ancora non ci appartiene.   La fedeltà, come qualsiasi altra virtù, non nasce con noi  stessi, ma si acquista con il dominio di sé, con la lotta e con la vittoria.   Su questo punto tu, per ora, sei a livello di continue  sconfitte.

7. Dovresti essere fiero di aver incontrato una ragazza che  ha custodito intatto il dono di se stessa e lo riserva solo per colui che  diventerà suo per sempre dopo il consenso nuziale.   Ti domando: ti piacerebbe avere come sposa una che si è  consegnata mille volte al primo partner che conosceva per verificare l’intesa?

8. Infine l’argomento che hai portato a giustificazione dei  rapporti sessuali almeno nel tuo caso non tiene.   Non si può banalizzare un gesto così alto scambiandolo per  una prova fisica e materiale.   Se uno è sincero con se stesso, certe cose non ha bisogno di  verificarle, le conosce in anticipo da molto tempo.

Ti ringrazio per la franchezza con cui mi hai esposto i tuoi  pensieri.   Ti ricorderò al Signore nella preghiera e ti benedico.   Padre Angelo


Pubblicato 22.11.2012

http://www.amicidomenicani.it/index.php

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