Sant’Ambrogio: “Chi cerca Cristo cerchi di vederlo non con gli occhi dell’uomo esteriore, ma con lo sguardo interiore. L’eterno non si scorge in parvenze corporee, giacché le cose visibili sono d’un momento, quelle invisibili sono eterne.”

 

 

Dal Commento al salmo 118 di Sant’Ambrogio

 

Sermo 18,41‑43. ft 15,1467.

 

Per mostrare come si fa a trovare Cristo, Filippo e­sclama:Vieni e vedi. Chi cerca Cristo venga, non con i passi delle gambe, ma con l’incedere dello spirito. Cerchi di vederlo non con gli occhi dell’uomo esteriore, ma con lo sguardo interiore. L’eterno non si scorge in parvenze corporee, giacché le cose visibili sono d’un momento, quelle invisibili sono eterne.

Ora, Cristo non è nel tempo, ma è generato dal Padre, prima del tempo; in quanto Dio, vero Figlio di Dio, e in quanto perfezione eterna, è fuori del tempo, e nessun limite di tempo lo circoscrive; in quanto è vita al di là del tempo, come tale non sarà mai raggiunto dal giorno della morte.

Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio. Comprendi ciò che ha  detto l’Apostolo? Egli morì al peccato una volta per tutte. Una volta per  sempre Cristo è morto per te che sei peccatore. Non perdere, o uomo, questo grande vantaggio! Per te Cristo si è assogget­tato al potere della morte, per liberarti dal giogo di quel potere. Egli ha preso su di sé la schiavitù della morte per renderti la libertà della vita eterna.

Perciò chi cerca Cristo cerca anche i suoi patimenti e non ne evita la passione. Nell’angoscia ho gridato al Signo­re, mi ha risposto e mi ha tratto in salvo. Com’è buona quella sofferenza che ci rende degni di essere ampiamente esauditi dal Signore! Essere esauditi dal Signore Dio nostro è pero una grazia.

Allora, chi cerca l’affanno, non lo evita. Chi non lo evita ne viene trovato. Non lo evita l’uomo che riflette sui comandamenti di Dio con il pensiero e con l’azione.

 

 

Sermo 19,36.38‑39. PL 15,1480.1481.

 

Tu, signore, sei vicino, tutti i tuoi precetti sono veri .

Il Signore è vicino a tutti, perché è in ogni luogo. Non pos­siamo sfuggirgli se lo offendiamo, né farla franca se sba­gliamo, né perderlo se ci nascondiamo. Dio osserva ogni cosa, vede tutto, sta al fianco di ognuno, dicendo: Io sono un Dio vicino.

Dove mai non potrebbe penetrare il Verbo di Dio, lo splendore eterno che illumina anche le riposte profondità del cuore, là dove nemmeno il sole fisico può penetrare? Il Verbo di Dio è una spada spirituale che penetra fino a dividere l’anima, le membra e le midolla. Di esso il giusto Simeone dice a Maria: Perché siano svelati i pensieri di molti cuori, anche a te una spada trafiggerà l’anima.

Il Verbo di Dio trapassa dunque l’anima e la rischiara tutta come un chiarore di luce eterna. E sebbene egli abbia una potenza che si estende attraverso tutti, che tutti rag­giunge e che sta sopra tutti ‑ perché per tutti egli è nato da una vergine, per i buoni e per i malvagi, come sopra buoni e malvagi fa nascere anche il suo sole ‑, tuttavia egli riscalda unicamente chi gli si avvicina.

E come tiene lontano da sé lo splendore del sole chi chiude le finestre della sua casa e sceglie di vivere in un luogo tutto buio, così chi volge le spalle al Sole di giustizia non può contemplarne lo splendore e cammina nelle tenebre; e mentre tutti godono della luce, lui stesso diventa causa della propria cecità.

Spalanca allora le tue finestre al Verbo di Dio, affinché tutta la tua casa sia illuminata dallo splendore del vero Sole! Apri bene gli occhi, per mirare il Sole di giustizia che sorge per te.

 

 

Sermo 20,54 ‑55. PL 15,1501.

 

Vedi che io amo i tuoi precetti, Signore, secondo la tua grazia dammi vita.

Rivolgendosi a Dio il salmista lo invita a posare lo sguardo sul suo sentimento pieno di amore.

Nessuno chiede di esser guardato se non chi pensa di poter piacere.

Il salmo dice bene vedianche in ossequio alla legge, la quale comandava che ciascuno si presentasse tre volte all’anno davanti al Signore. Il santo ogni giorno offre se stesso, ogni giorno si presenta davanti a lui, e non a vuoto. Non può essere vuoto colui che ha ricevuto parte della pienezza dell’Altissimo.

Ascolta in che modo anche tu devi offrirti a Cristo.

Non con doni materiali, visibili, ma sotto un aspetto celato, nel nascondimento, affinché il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompensi e ripaghi il tuo atteggiamento di fede.

Amo ‑ dice il salmo ‑ i tuoi precetti. Non dice “li ho osservati” e nemmeno “li ho custoditi”, poiché gl’imprudenti non hanno custodito le prescrizioni del Signore. Chi però ha una perfetta comprensione, una perfetta conoscenza, questi ama, che è ben più di osservare: l’osservanza per lo più dipende da costrizione e da paura, l’amore invece è segno di carità. L’osservanza è messa in pratica da chi annuncia il vangelo, ma riceve la ricompensa colui che lo annuncia liberamente. Quanto più allora riceve la ricom­pensa colui che lo ama! Possiamo anche non amare quel che  vogliamo, ma non possiamo non volere quello che amia­mo.

Ma per quanto grande possa essere la ricompensa dell’amore perfetto, chi ama chiede anche il conforto della divina misericordia, perché in essa il Signore gli infonde vita. Non è dunque un arrogante esattore di una ricompensa dovuta, ma un timido supplicante della misericordia divina.

 

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