Beato John Henry Newman «Per la tua grazia, abiti in me in un modo ineffabile, mi unisci a te e a tutta l’assemblea degli angeli e dei santi»

«Se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò»


Mio Dio, eterno Paraclito, ti adoro, luce e vita. Avresti potuto limitarti a mandarmi dal di fuori buoni pensieri, e la grazia che li ispira e li compie; avresti potuto condurmi in questo modo nella vita, purificandomi soltanto con la tua azione tutta interiore al momento del mio passaggio all’altro mondo. Ma, nella tua compassione infinita, sei entrato nella mia anima, fin dall’inizio, ne hai preso possesso, ne hai fatto il tuo tempio. Per la tua grazia, abiti in me in un modo ineffabile, mi unisci a te e a tutta l’assemblea degli angeli e dei santi. Più ancora, sei personalmente presente in me, non solo con la tua grazia, ma proprio con il tuo essere, come se, pur conservando la mia personalità, io fossi in un certo modo, assorbito in te, fin da questa vita.

E siccome hai preso possesso del mio stesso corpo nella sua debolezza, anch’esso è il tuo tempio. Verità stupenda e temibile! O Dio mio, questo credo, questo so!

Posso forse peccare mentre sei così intimamente unito a me? Posso forse dimenticare chi è con me, chi è in me? Posso forse scacciare l’ospite divino per ciò che egli aborrisce più di qualunque altra cosa, per l’unica cosa al mondo che lo offende, per l’unica realtà che non è sua?… Mio Dio, ho una doppia sicurezza di fronte al peccato: primo, il timore di una tale profanazione, nella tua presenza, di tutto ciò che sei in me; e poi, la fiducia che la stessa tua presenza mi custodirà dal male… Nelle prove e nella tentazione, ti chiamerò… Proprio grazie a te, non ti abbandonerò mai.”


(Beato John Henry Newman)

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Messaggi di Gesù rivelati a Benedetta: “La preghiera ti mette in contatto con il tuo Dio, ti apre il cuore a ricevere la sua grazia” “Che il Regno di Dio venga nel vostro cuore e in tutti i cuori. Altro non serve.” “Nel centro del vostro cuore abita la vostra volontà e in quello stesso centro abito Io, con il Padre e lo Spirito Santo” “La croce è sofferenza, è prova, privazione, è tutto ciò che è contrario ai tuoi desideri.”

 

Messaggi divini rivelati a Benedetta

 

Il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno

 

Anima mia, che tu lo sappia o no, la tua fede viene messa continuamente alla prova. Spesso infatti non ti accorgi della tua incredulità. Ti è capitato di chiedermi una grazia e di rimanere delusa perché non ti è stata concessa? Sì, è successo molte volte e tu, come una bimba capricciosa, mi hai fatto il broncio. Nel segreto del tuo cuore hai messo in dubbio l’efficacia della tua preghiera, perché le ipotesi che si sono affacciate alla tua mente per il mancato risultato ottenuto erano due: o la mia scarsa Bontà, oppure la tua indegnità. E se Io ti dicessi che nessuna delle due ipotesi era vera?

 

Vediamo se credi alla Parola. Sta scritto: .…” il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate.” (Matteo 6,8)

Ora, se voi sapete dare ai vostri figli quello di cui hanno bisogno, tanto più il Padre vostro Celeste darà a voi, figli suoi, tutto quello di cui avete bisogno. Dio non fa differenze, piuttosto siete voi che fate la differenza e le differenze. Mi spiego meglio: fate la differenza, perché, a causa di quello che ti ho detto, potresti pensare che la preghiera non è necessaria. Potresti pensare che Dio fa quello che vuole e non ti ascolta; potresti pensare che comunque Lui concede quello che vuole e la tua preghiera non serve a nessuno.

E se fosse così perché Io ho detto di pregare senza stancarsi? Perchè Io ho pregato ed ho insegnato a pregare? Perché la Madre mia e vostra continua a chiedere la preghiera nelle sue Apparizioni? Perché la Santa Chiesa insegna a pregare?

 

La preghiera ti mette in contatto con il tuo Dio, ti apre il cuore a ricevere la sua grazia, ti unisce alla Fonte di ogni bene, ti rende canale di grazia per i fratelli, ti ottiene quello di cui hai bisogno veramente, anche quando non porta esaudimento alla tua richiesta specifica. Dio sa quello di cui hai bisogno prima ancora che lo chiedi e ti dona molto di più, ma più preghi e più ricevi, perché la sua grazia è infinita e tu devi accostarti alla sua Mano per riceverla: ecco, la preghiera ti unisce al Bene che Dio E’. Dio dona Se stesso sempre e in Lui tu ricevi tutto quello che ti necessita, anzi, molto di più, perché Lui è immensamente Generoso.

 

Tu fai le differenze, perché hai in te la Sorgente della Vita e della Grazia, ma puoi anche decidere di non attingere ad Essa e soffrire la sete. Dio è Mistero e anche tu, anima mia, sei mistero a te stessa. Tu non ti conosci e non sai valutare i tuoi bisogni, ma Dio che ti ha creata ti conosce perfettamente e non ti fa mancare nulla. Lo stesso vale per i tuoi fratelli, ai quali sei unita, e la tua preghiera è utile anche a loro, così come la loro preghiera è utile per te.

 

Se credi alla Parola di Dio, non sarai mai delusa di quanto Egli vuole o permette che accada nella tua vita, perché credi che ti ama ed ha cura di te. Anzi, dovresti essere certa, nella fede, che Lui ti nega sul momento quanto hai chiesto, per donarti molto di più, secondo la sua Sapienza, che è molto più grande della tua intelligenza. Credere in Dio significa chinare umilmente il capo davanti a Lui e gioire per il suo Amore infinito che a tutti provvede. Se non ottieni subito la grazia che hai chiesto, ricorda che potresti riceverla in un momento successivo, in un’occasione più favorevole, perché Dio non dimentica i tuoi desideri. Oppure può anche accadere, e accade spesso, che tu abbia chiesto troppo poco e il Padre tuo abbia deciso di darti molto di più. Se tuo figlio avesse fame e ti chiedesse un boccone di cibo, tu gli daresti solo quello che ha chiesto o, piuttosto, lo chiameresti a una tavola imbandita di ogni leccornia?

In questa ipotesi, ti farebbe piacere vedere il figlio deluso perché non ha ricevuto esattamente quanto aveva chiesto?

 

Anima mia bella, chiedi al tuo Dio quello che desideri e, se Lui lo riterrà un bene, porterà a compimento la tua volontà, ma, se non lo farà, sottomettiti umilmente e gioiosamente alla sua Volontà, credendo che è il massimo bene per te e per i tuoi fratelli.

 

Anima cara, non lasciarti ingannare dalle apparenze, ma abbi fede nel tuo Dio.

 

Ti amo e ti benedico

                                                                                              Gesù Maestro.

 

 

Sacrificio di lode

 

 

Amico mio, mio amato, ascolta: a tutti Io dissi: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. (Luca 9,23)

 

Quante volte ci sono stati interrogativi nel tuo cuore su queste mie Parole!

 

Perché i miei Pastori non sanno sbriciolare la Parola, affinchè tutte le anime riescano a nutrirsene e ad assimilarla? Prega per i miei sacerdoti, perché siano fedeli al loro mandato.

 

Anche oggi Io vengo a te per istruirti: ascoltami.

“Venire dietro a Me” significa dare a Me il primo posto nella tua vita, preferire Me a te stesso, permettere che Io ti stia davanti, per prepararti il cammino, giorno dopo giorno, istante dopo istante. Significa fidarsi di Me e permettere che Io ti provveda in tutto, secondo la mia Volontà; significa, quindi, accogliere la mia Volontà, riconoscendola buona e giusta.

 

Fai attenzione: poi dico “rinnegare se stesso” e con questo voglio mettere l’accento sulla dipendenza che il discepolo deve avere da Me, rinnegando la propria volontà, le proprie preferenze, i propri desideri e i propri progetti, perché Io porti a compimento i Miei Progetti, secondo la mia Volontà.

 

Fino a qui sembra non ci siano difficoltà, ma subito Io continuo “prenda la sua croce ogni giorno”, il che significa non rifiutarla, bensì accoglierla. L’accoglienza che si chiede è con rendimento di grazie al Signore, che la porge come dono di eternità, infatti è solo per mezzo della croce che puoi compiere il cammino di santificazione.

 

La tua croce non è piacevole, altrimenti non si chiamerebbe croce. La croce è sofferenza, è prova, privazione, è tutto ciò che è contrario ai tuoi desideri. Ecco, Io ti chiedo di prenderla per amor mio e di portarla per amor mio. L’amore infatti ha la caratteristica di rendere dolce ogni amarezza e ogni dolore. Il rinnegare te stesso qui significa rinnegare il tuo sentire e la tua volontà, che sei chiamato ad immolare sull’altare del sacrificio.

 

Proprio nel portare la tua croce ogni giorno puoi fare la mia Volontà, offrendomi un sacrificio di lode.

 

La lode, infatti, consiste nel ringraziare Dio per ciò che Lui E’ e non solo per i suoi doni. E’ l’espressione di un amore disinteressato, che crede nell’infinita Bontà di Dio, nonostante le contrarietà del momento presente e tutte le avversità della vita. E’ credere che Lui dispone per te e per tutti secondo un sapiente Progetto d’Amore. E’ credere nella Luce, anche quando si vedono solo tenebre. E’ credere che Dio ti ama ed ha cura di te e di tutti, anche se quello che vedi sembrerebbe dimostrare il contrario.

 

Se riesci a lodare il Signore nonostante tutto, potresti vedere miracoli compiersi nella tua vita, perché Dio abita nelle lodi del suo popolo. E’ scritto infatti:” Eppure tu sei il Santo, tu siedi in trono fra le lodi d’Israele” (Salmo 22,4)

 

Ohhh…..hai scoperto la mia fissa Dimora, il trono della mia Gloria??

 

Piccolo mio, sei tu il trono della mia gloria, quando, in verità, proclami le tue lodi a Dio.

 

E’ scritto anche: “ I poveri mangeranno e saranno saziati, loderanno il Signore quanti lo cercano” (Salmo 22,27)

 

Il versetto che ho sottoposto alla tua attenzione, quindi, dice che, se vuoi venire dietro a Me, devi rinnegare te stesso, prendere la tua croce ogni giorno e seguirmi. Similmente a Me, che tutto ti dono, anche tu sei chiamato a donarmi tutto quello che sei e che hai. Donami la tua croce, accompagnata dalla piena fiducia in Me, insieme al sacrificio della lode, credendo che Io ti amo e mi prendo cura di te. Portiamo insieme la tua croce, tu dietro a Me e Io con te. La nostra relazione sia di dono totale e reciproco, di dono disinteressato, di amore incondizionato, perché tu possa vedere la Mano di Dio agire nella tua vita.

 

Amico mio, molti sono capaci di lodare il mio Nome Santo quando vedono esaudire i desideri del loro cuore, molti mi cercano solo per i loro interessi, molti dicono di amarmi e poi nel momento della prova mi tradiscono. E poi piangono come fece Pietro.

 

Ma tu non fare così, sii coerente con la fede che dici di avere e sii forte nel combattimento contro la tentazione, perché Dio è sempre la tua salvezza. Attendi nella pace il tuo Signore, anche quando ti sembra tardare: il tuo Signore arriverà nel momento opportuno e ti libererà. Combatti l’avversario, lodando il tuo Signore, e lui non potrà resistere, ma dovrà allontanarsi da te, perché dove c’è verità non può resistere la menzogna.

 

E’ scritto ancora:” Chi offre il sacrificio di lode, questi mi onora; a chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio”. (Salmo 50,23)

 

Offrimi sacrifici di lode, perché così mi onori; segui Me, che sono la Via, e vedrai e gusterai quanto è Buono il tuo Dio e la gioia crescerà in te, perché “ Io cambierò il loro lutto in gioia,
li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni.” (Geremia 31,13)

 

 

Non dimenticare che ti ho creato per la gioia, ma non è facile né breve il cammino.

Pratica la via della lode e vivi in Me, perché fuori di Me non c’è salvezza.

 

Ti amo e ti benedico

 

                                                                                              Gesù Maestro.

 

 

A voi che mi amate e cercate la mia Volontà.

 

Io, che tutti vi amo, cerco sempre la vostra volontà, i vostri desideri, i vostri sogni nascosti persino a voi stessi e, mentre voi non sapete se comprendete quale sia la mia Volontà in ogni determinata situazione, Io, invece, so sempre cosa desidera il vostro cuore. Io vi scruto e vi conosco. Molto spesso in voi ci sono desideri contrastanti, di modo che voi stessi non sapete con esattezza cosa volete. Molte volte la vostra razionalità entra in conflitto con i vostri sentimenti e anche la vostra preghiera ne risulta confusa. Come farò Io ad esaudirvi di fronte a richieste contrastanti?

 

Prima di tutto vi prego di credere che Io, che vi ho donato libertà e libero arbitrio, vi amo e in onore del mio Amore e della vostra libertà desidero assecondare i desideri del vostro cuore. Poiché faccio sempre quello che voglio Io, assecondo sempre i desideri veri del vostro cuore.

 

Questo può risultare difficile per voi da comprendere, ma potete credere a quanto vi dico e, credendo, potrete comprendere. Come vi ho anticipato poc’anzi, in voi può esserci confusione, o meglio, poca chiarezza e questo è dovuto alla frattura che ci può essere tra i desideri profondi del vostro cuore, che sono i più veri, e le elucubrazioni mentali che vi allontanano da essi.

Ma voi, cioè il centro del vostro essere e quindi la vostra volontà, dove abitate?

Nel centro del vostro cuore abita la vostra volontà e in quello stesso centro abito Io, con il Padre e lo Spirito Santo. Sì, piccoli miei, abitiamo nella stessa Casa, che è la Dimora del Dio con voi. In questa Casa meravigliosa voi siete i figli amati e coccolati di Dio, vostro Padre.

Questa Casa è come un Paradiso che voi non potete ancora vedere. C’è pace e gioia incessante e qui voi vedete Dio e Dio vede voi. Lui per Primo, in virtù del suo Immenso Amore, esaudisce i vostri desideri e compie la vostra volontà sulla vostra vita. Ugualmente voi, unitamente allo Spirito Santo, cercate la volontà di Dio e, per quel che vi compete, la portate a compimento. Cosicchè in questa Dimora beata c’è solo una Volontà, solo un Amore, perché voi e Dio siete UNO pur rimanendo persone distinte.

 

La vostra mente, invece, è stata inquinata dal mondo e ora segue il mondo, ora segue la fede, cosicchè voi siete divisi in voi stessi e, proprio perché siete divisi in voi stessi, il vostro regno non può durare. Ma, se voi cercate la volontà di Dio, ogni vostra ribellione sarà sottomessa al Figlio – CHE IO SONO – e, quando tutto sarà sottomesso, anche la morte, il Figlio – CHE IO SONO – consegnerà al Padre ogni cosa e Dio sarà TUTTO in voi. Ma ancora non potete sapere cosa sarete voi in Lui! Grande sarà la vostra sorpresa ed immensa la vostra gioia.

 

Il peccato vi ha corrotti in tutte le vostre dimensioni umane e spirituali, ma Io non ho permesso che la mia Dimora fosse profanata, tuttavia solo il centro del vostro cuore è completamente Mio. Il centro di ogni uomo mi appartiene, sia esso credente o no, sia esso buono o cattivo.

Ma voi, spiritualmente, siete infinitamente grandi e completamente liberi. Cosicchè solo nel centro del vostro essere voi siete perfettamente in accordo con la mia Volontà, mentre in tutto il resto del vostro essere siete ancora divisi, perché la vostra natura è stata corrotta dal peccato. Ecco perché non sempre sapete quello che volete e la vostra preghiera può essere falsata da errate convinzioni. E’ necessario il lungo cammino della vita perché ritorniate, se lo volete, ad appartenere completamente al vostro Dio. Durante questo cammino Dio vi attira a Sé e voi tendete a Lui, più o meno consapevolmente. E’ un lungo tempo, suddiviso nelle varie fasi della vita, in cui voi, che cercate la Volontà di Dio, pregate e chiedete ogni cosa che vi possa sembrare necessaria sia in ordine spirituale che temporale.

 

E’ giusto che ammettiate di esservi sentiti delusi ogniqualvolta non ho esaudito le vostre richieste specifiche perché Io ho detto : “Chiedete e vi sarà dato”. Ma chi di voi darebbe veleno da bere a un figlio folle che glielo chiedesse? C’è forse qualche genitore pazzo che aiuterebbe il figlio a suicidarsi? No, anche voi che siete cattivi cercate sempre di fare il meglio per i vostri figli. Tanto più il Padre vostro Celeste darà ogni bene a voi, perché Lui sa di cosa avete bisogno prima ancora che glielo chiediate. E il Padre sa anche che il tentatore stesso, che è padre della menzogna, cercherà di far orientare la vostra preghiera verso richieste non opportune, proprio perché non riceviate la risposta che sperate e incolpiate il Padre vostro, perdendo così la poca fiducia che avete in Lui. Sì, l’avversario fa di tutto per farvi del male e voi non avete spesso la capacità di discernere. L’avversario è molto più furbo di voi e cerca in ogni modo e in tutti i vostri giorni di allontanarvi da Dio. Vuole che siate sudditi del suo regno in questo mondo e che perdiate la speranza del paradiso futuro. Molti di voi pregano e non pensano che nella loro preghiera potrebbe esserci l’inquinamento del tentatore. Come ovviare a questo?

 

Vi ho insegnato il “padre nostro”: è la preghiera perfetta che Io prego con voi ed in voi.

Che il Regno di Dio venga nel vostro cuore e in tutti i cuori. Altro non serve.

Che la Volontà di Dio si compia nel vostro cuore e in tutti i cuori. Altro non serve.

 

Cercate la Volontà di Dio e credete che tutto il resto vi sarà dato in aggiunta. Ricordate che il cammino è lungo, ma siete certi di giungere a destinazione se rimanete uniti al vostro Gesù.

E sappiate e ricordate che la preghiera è sempre esaudita nel modo e nel tempo più favorevole per voi. La Volontà di Dio è quella di assecondare la vostra volontà, perché Lui vi ama e desidera farvi felici molto di più di quanto possiate desiderarlo voi. Se il Buon Dio non vi dà quanto chiedete, state certi che vi dà molto di più perché vi ama e, se non risponde alle vostre richieste specifiche, è perché non è conveniente per voi. A volte per il vostro bene si rendono necessari dei tempi di attesa che possono anche essere lunghi, ma Dio, vostro Padre, dispone ogni cosa con Divina Sapienza ed è attento ad ogni attimo della vostra vita in tutti i suoi aspetti, persino nei più piccoli particolari.

 

Abbiate fede in Dio e chiedete che la sua Volontà si compia in voi.

 

Vi amo e vi benedico

 

                                                                                     Gesù Risorto

 

 

Pregare bene

 

Miei piccoli figli,

accade che taluni si pongano delle domande sulla preghiera e siano persuasi che pregare bene sia cosa difficile, ma non è affatto vero. Sono infatti convinti di pregare male e per questo credono di non essere ascoltati, ma non è così.

 

Per prima cosa non pensiate, nel pregare, di imitare qualcuno che secondo voi prega bene.

No, tutti sono in grado di pregare bene, esprimendo semplicemente se stessi. Ognuno ha un carattere diverso e questo influisce su tutto quello che fa, anche sulla preghiera. Quello che vi dico è di essere veri, cioè come siete. Non dimenticate che, nella preghiera, vi rivolgete al Dio che chiamate Padre, a Gesù che chiamate Fratello, a me che chiamate Mamma. Quando pregate, vi rivolgete ai vostri Familiari del Cielo e questo esige spontaneità e libertà d’espressione del cuore. Questo per quanto riguarda la preghiera personale, che, anche se precostituita come il Santo Rosario, assume in ciascuno delle caratteristiche diverse. Nella preghiera comunitaria, invece, bisogna essere attenti all’unione degli oranti, perché tante voci siano una sola voce e tanti cuori siano un cuore solo davanti a Colui che si prega.

 

Taluni dicono le preghiere del Rosario, ma non pregano né me né Dio: fanno una ripetizione meccanica delle formule, ma il loro cuore rimane lontano. Il Cielo è presente per ascoltarli, ma loro sono assenti all’incontro, perché il loro cuore non si innalza, ma rimane ancorato alle faccende e preoccupazioni in cui sono immersi.

 

Dice Gesù: “Perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore.” (Matteo 6,21) Lasciatevi giudicare da questa Parola. Dov’è il vostro tesoro? E’ forse legato alle cose materiali e non riesce a distaccarsene?

 

Se pregate me, volgete il vostro cuore verso di me e rimanete nella mia presenza fino a che non avete terminato la preghiera. Le distrazioni ci saranno e non dovete turbarvi, ma piuttosto allontanarvi pacificamente da esse per ritornare alla preghiera. La preghiera è un incontro: pensate a due persone che si amano e che si trovano insieme. Così quando venite a me, datemi il vostro cuore con tutti gli affanni che contiene. Sì, datemi il vostro cuore e fidatevi di me, perché sono vostra Mamma e so bene di cosa avete bisogno. Affidatemi le intercessioni e date disponibilità a servire il Signore. Non sono necessarie tante parole, perché io vi conosco più di quanto voi conosciate voi stessi.

 

Volgete il vostro cuore a me quando mi pregate, altrimenti pregherete l’aria e non riceverete, perché molti sono i buoni frutti della preghiera e sono a vostra disposizione.

Se, invece, vi accostate e rimanete uniti a me, troveranno ristoro le anime vostre, perché io vi abbraccio e vi dono il mio Cuore. Tra me e voi ci sarà scambio d’amore: un meraviglioso scambio in cui la mia grazia e i vostri bisogni si uniscono e molti sono i benefici che ricevete.

Forse potrete sentire le anime vostre che si nutrono, così come un bimbo allattato da sua mamma sente la dolcezza di essere nutrito da colei che lo ama. Forse non riuscirete a sentire questo fluire di vita che penetra in voi, ma vi assicuro che ogni preghiera in cui c’è il contatto del vostro cuore con il mio Cuore, voi siete nutriti dell’Amore del mio Cuore Immacolato.

 

Quando pregate cercate di correggere i vostri difetti e questa è cosa buona, ma non siate troppo severi con voi stessi. Io sono una Mamma Buona e vi amo, ciascuno come siete.

Sarà l’Amore a trasformarvi, non certo i vostri sforzi, anche se sono apprezzabili.

Ognuno mi ami come è capace e non pretenda da sè stesso di amarmi come mi ama qualcun altro. Vi accorgete, figli miei, come la tentazione dell’avversario è sempre diretta a portarvi fuori strada? Siete chiamati a perfezionare voi stessi nella vostra unicità.

Ognuno mi ami come è capace. La preghiera è amore, anzi è scambio d’amore.

 

Vi amo e vi benedico. Pregate senza stancarvi. Pregate per tutti.

                                                       

Maria, Mamma di Gesù e Mamma vostra.

 

“La vita come Vocazione” Messaggi di Gesù rivelati a Benedetta: “C’è il reale e l’ideale: io sono il Dio del reale, che viene nella tua vita quotidiana ed agisce in essa.” “l’incarnazione non è solo un evento storico che è finito, ma è una verità perenne, che in modo misterioso si concretizza continuamente.” “è la fede che consente al tuo cuore di “vedere” Colui che è e deve essere Invisibile ai tuoi occhi mortali.”

 

Messaggi di Gesù rivelati a Benedetta

 

Anima mia,

spesso ti sorprendo ripiegata su te stessa, ad osservare, con minuzia, le tue debolezze e le tue inclinazioni. Ci sono momenti in cui sei particolarmente abile ad ingrandire quelli che credi essere i tuoi difetti. Ti sorprendo perché, che te ne accorga o meno, cerco di allontanarti da pensieri che ti fanno soffrire inutilmente. Allora dico al tuo cuore che ti amo come sei e non come vorresti essere. C’è il reale e l’ideale: io sono il Dio del reale, che viene nella tua vita quotidiana ed agisce in essa.

 

Altre volte ti piace abbandonarti all’immaginazione e costruisci i cosiddetti “castelli in aria”. Sono divagazioni apparentemente innocue ma, certamente, non sono utili per te. Sono forse un modo per fuggire un presente che non gradisci. Forse questo tuo cercare di eludere la realtà, per nasconderti in un ideale immaginario, non è un passatempo così innocuo come pensi. Di fatto, elabori il tuo vissuto e fai delle proiezioni che poi si riveleranno essere ben distanti dalla realtà futura.

 

Ti meravigli perché dico “forse” e te ne chiedi la ragione. E’ presto detto: voglio indurti a riflettere, perché tu stessa faccia luce dentro di te.

 

Diciamolo francamente: non ti piaci. Non ti piaci come carattere, temi di essere stata poco dotata di talenti o di non averli saputi riconoscere. Oppure, se li hai riconosciuti, temi di non averli trafficati in modo adeguato. Non ti piaci come persona. Ti sei costruita dei modelli mentali secondo i tuoi gusti e, in base ad essi, vorresti raggiungere la perfezione, ma ti sembra impossibile e per questo ti rattristi.

 

Non ti senti capita e amata da chi ti sta intorno. E quelli che ti amano non lo fanno come tu vorresti. A dire il vero il tuo umore varia spesso e così pure le tue reazioni a quanto ti circonda. In ogni caso, se stai centrata su te stessa, non puoi a tua volta capire e amare chi ti sta intorno.

 

E’ difficile la vita: lo so. Vorresti cambiarla: so anche questo.

 

Ora guardiamo, in specifico, al tuo cammino spirituale. Tu sei ancora tentata di scinderlo dalla vita concreta e reale di ogni istante. C’è ancora in te un muro di divisione che Io vengo ad abbattere, se me lo consenti. Cosa è per te la fede? Non ti sembra una domanda pertinente?

Invece lo è, perché la fede va vissuta, quindi diventa reale, non un ideale in cui rifugiarsi in determinate circostanze.

 

Io ti amo concretamente e non idealmente. Io ti amo come sei e tu fai fatica a credere a questo, perché, se lo credessi realmente, anche tu ameresti te stessa come sei e gli altri come sono. Io amo la vita di ciascuno sulla terra: l’incarnazione non è solo un evento storico che è finito, ma è una verità perenne, che in modo misterioso si concretizza continuamente.

Io amo le piccole cose della tua vita: la cura della famiglia, del lavoro e di te stessa.

 

Io amo anche molte cose che tu detesti. Tutto amo, tranne il peccato.

E tu? Sei più selettiva, vero?

Sei meticolosa nel giudicare quello che è bello o brutto, quello che buono e quello che è cattivo, ma alla fine torni sempre ad esaminare minuziosamente te stessa e non ti piaci.

 

Non ti piaci: questo è il punto di partenza dal quale prendono vita le tue azioni, e questo è il punto di arrivo, quando ti trovi a riflettere. E qui sta l’errore: sei incentrata su te stessa.

Io sono l’alfa e l’omega, l’inizio e la fine: in Me devono prendere vita le tue azioni e in Me devono trovare il loro compimento.

 

Anima bella, ti sei donata a Me, quindi sei Mia. Sei d’accordo su questo? Allora perché continui a comportarti come se non fosse vero? Io ho accolto la tua offerta e tu mi appartieni.

Non parliamo di ideale, ma di reale, quindi comportati di conseguenza.

 

Quando Io ho libertà di azione, trasformo la mia creatura, portandola alla perfezione reale e personale e non ideale. Forse non diventerai mai come desideri, perché non conosci il prodigio che è nascosto in te. Sei un prodigio, perché sei figlia di Dio e lo sei per grazia, perché tu non te ne possa vantare.

 

Ieri mi piacevi com’eri, oggi mi piaci come sei e domani mi piacerai come sarai.

Ieri ti amavo com’eri, oggi ti amo come sei e domani ti amerò come sarai. Questa suddivisone di tempi è per farti riflettere sul mio Amore che è eterno e fedele. Ti amo perché sono Amore; ti amo perché mi piace amarti. Ti amo realmente, costantemente e pazientemente.

Non mi stanco di correggerti, di perdonarti, di benedirti.

 

Quando ti svegli al mattino Io ti amo,

quando ti lavi e ti vesti, Io ti amo,

quando fai colazione, Io ti amo,

quando scambi le prime parole, Io ti amo,

quando inizi le tue occupazioni, Io ti amo,

durante tutte le tue attività, Io ti amo,

in tutte le tue relazioni personali, Io ti amo,

nelle tue solitudini, Io ti amo,

nelle tue fatiche, Io ti amo,

nel tuo riposo, Io ti amo,

nella tue gioie, Io ti amo,

nelle tue sofferenze, Io ti amo,

nelle tue debolezze, Io ti amo,

nelle tue infedeltà, Io ti amo

in tutta la tua vita, Io ti amo.

 

IO TI AMO SEMPRE E COMUNQUE

 

L’Amore di Dio, infatti, è gratuito, preveniente e misericordioso.

E’ l’Amore del tuo Dio che ti trasforma e ti porterà alla perfezione, ma tu sei chiamata a collaborare, accogliendo umilmente il tuo Dio che viene a vivere con te e in te le tue giornate, fino all’ultima ora.

 

Io sono Amore e non è troppo difficile accogliermi, ma non è neppure facile.

Anima mia, devi uscire da te stessa. Per andare dove? Devi venire a Me e andare verso il prossimo con amore. Più amore riceverai da Me e più amore donerai al prossimo. Nell’amore troverai la gioia, perché sei stata creata per amore: per riceverlo e per donarlo. Cerca l’umiltà.

In questa vita trovi anche tribolazioni, ma sono nulla in confronto della gioia che puoi trovare nell’amore.

 

Anima mia, ricorda le parole che Dio disse ad Abramo:

“Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione” (Genesi 12,1-2)

 

Oggi dico a te, anima mia: esci da te stessa e seguimi. Ricevi la benedizione che farà grande il tuo nome e tu stessa diventerai una benedizione. Ricevi e dona con pienezza del cuore.

 

Anima mia, perché tu non abbia dubbi, ti ripeto che queste mie Parole sono per tutti coloro che le vorranno accogliere: sono per te che mi leggi, se lo vuoi.

 

Ora e sempre ti amo come sei, anima cara.

 

                                                                                     Gesù Amore

 

Vieni e vedi.

 

Anima mia bella, che mi cerchi, che cerchi la mia Dimora e la tua stessa dimora, ti amo.

Dove abito Io e dove abiti tu? Ti sorprende questa domanda e la tua intelligenza sembra fornita di molte risposte, ma conosci la risposta del tuo cuore? Io parlo al tuo cuore e da esso attendo le risposte. Mi sembra giusto, non trovi?

Anima mia bella che soffri e che cerchi il mio Volto ascolta: i passi del tuo vagare sono da Me contanti e le tue lacrime sono da me raccolte nell’otre, una ad una. (cfr Salmo 55,9)

 

Ma tu mi stai cercando, vero? Tu stai cercando la mia Volontà e il mio Volto, che non è nascosto, ma è dove tu non stai cercando. Eppure non ti lasci trovare perché, in verità, sono Io che incessantemente ti cerco per stare con te. Sempre. Ma che strano, Io ti cerco e tu mi cerchi, eppure sembra che non ci troviamo. Dov’è il luogo dell’incontro e l’ora dell’appuntamento?

L’appuntamento è dove tu sei adesso. Ora e qui. Sì, Io ti trovo ma tu sembra che stai cercando non Me, bensì qualcun altro. Forse te stessa? La cosa non mi meraviglia, perché potrai constatare anche tu, leggendo il Santo Vangelo, che non fui riconosciuto nelle mie Apparizioni di Risorto. Ci fu chi mi scambiò per l’ortolano, chi per un viandante…. Non ti ha sorpreso questo fatto? Dopo la Risurrezione avevo cambiato aspetto e i miei erano chiamati a riconoscermi per fede. Così anche tu, che mi cerchi e non mi trovi.

 

A volte pensi che se Io facessi un’Apparizione straordinaria nella tua vita, tutto cambierebbe.

Si, ti piacerebbe avere una visione della mia Persona e pensi che questo ti aiuterebbe a credere. Non è affatto così. Se mi vedessi, ancora non crederesti, ma se crederai mi vedrai, perché è la fede che consente al tuo cuore di “vedere” Colui che è e deve essere Invisibile ai tuoi occhi mortali.

 

Anima mia bella, continua a cercarmi e, come un buon investigatore, cerca di raccogliere gli indizi che trovi nelle tue giornate feriali e festive. Io sono sempre Presente: giorno e notte.

 

Eccomi a darti un indizio importante e prendo riferimento dalle parole che dissi al mio caro Pietro:“ In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi». (Giovanni 21,18)

Ora a te dico: quando, nella tua vita passata, non mi cercavi, andavi dove volevi e facevi quello che potevi, ritenendoti responsabile del tuo destino e padrona della tua vita. Poi hai incontrato l’Amore mio ed hai cominciato a conoscermi, ad amarmi e a cercare la mia Volontà.

Sì, sono Io che ti voglio portare dove tu non vuoi. Non volermene per questo, perché ti amo e quando contrario i tuoi desideri è solo per il tuo bene.

Tu fuggi le croci, seguendo il tuo istinto naturale, ma Io ti invito ad abbracciarle per portarti oltre e ti dico: seguimi!

 

Anche il mio buon Pietro, da giovane, credeva di amarmi e, per questo, non voleva che Io accettassi il supplizio della croce. Ho rimproverato Pietro perché Io sono Verità, ma il mio Cuore Divino si è commosso di fronte al suo povero amore umano. Se tu sapessi come si intenerisce il mio Cuore per le più piccole manifestazioni del tuo amore per Me!

Sia benedetto il tuo misero amore, anima mia. Lo rendo sacro come le due monetine della povera vedova. Ma questo non basta, mia diletta. Se tu mi ami per quello che sei, cioè piccola creatura, è ben giusto che Io ti ami per quel che sono, cioè Dio Onnipotente.

Ed è proprio perché ti amo con tutto Me stesso, che ti voglio innalzare a Me e, per fare ciò, è necessario che Io ti conduca dove tu non vuoi.

 

Sai la cosa strana qual’ è? Il mio buon Pietro voleva rimanere sul Tabor perché era bello per lui stare lì (cfr Marco9,5) e fu dispiaciuto quando dissi che dovevamo scendere. Tu non lo sai, ma mi disse ancora che “era bello per lui stare lì” molto tempo dopo, quando lo condussi dove lui non avrebbe mai voluto andare. Ho condotto alla croce tutte le anime che hanno voluto seguirmi ed esse mi hanno ringraziato, riconoscendo il mio Amore e il Bene immenso a cui le ho portate. Ho portato le croci insieme a loro, li ho portati alla gioia per mezzo della croce.

 

E’ difficile credere? Sì, lo so che è difficile. Nella tua vita ci sono state tante croci e ancora ce ne saranno. Se ti chiedi il perché, non troverai risposta esaustiva in questa vita, ma già da ora ti dico che alcune te le costruisci da sola, altre ti sono caricate dagli uomini, altre dalle potenze delle tenebre. In fondo, però, risultano solo due forze contrapposte: il bene e il male. Tu da che parte stai?

 

Quando dico che Io ti conduco alla croce, intendo dire che ti insegno a portarla come figlia di Dio. Io porto te e la tua croce, ma anche tu devi fare la tua parte, collaborando con Me che sono il tuo Redentore.

 

Avevamo iniziato questo discorso parlando di dimore, cioè di stabili abitazioni, vero?

E avevamo fatto un accenno alle lacrime. Forse anche tu ne stai versando in questo periodo della tua vita. Sono Io che ti ho condotto dove tu non volevi. Non indaghiamo ora sull’origine della tua sofferenza, perché non è utile per il mio scopo, che è la tua santificazione, ma sappi che Io abito anche nella tua croce e anche tu, volente o nolente, ci abiti. Sulla croce siamo insieme. Sii certa di questo e non prendertela con Me come fece il cattivo ladrone.

 

Sei abbastanza salda nella fede per non adirarti con Me? Sì, lo sei. E’ sufficiente che tu lo voglia. Lo vuoi? Anche se lo so, mi piace sentirlo da te, perché voglio portarti alla riflessione.

 

Tu mi chiedi di guarire le tue ferite, tu mi chiedi di aiutarti nelle difficoltà, tu mi chiedi di fortificare la tua fede, tu mi chiedi di salvarti, di condurti alla vita eterna, di compiere in te la mia Volontà? E’ vero tutto questo? Ebbene, Io lo sto facendo, ma lo sto facendo a modo Mio e non a modo tuo. Non sentirti delusa, se credi in Me. Saresti in contraddizione con te stessa.

 

La prova che stai attraversando, piccola o grande che sia, è giusta e proporzionata a te.

Tu puoi attingere da Me tutto l’aiuto che ti serve, sempre che tu non voglia portare da sola il tuo carico. Meglio sarebbe se il tuo peso fosse portato da Me e da te insieme: devi volerlo e devi accettarmi per quello che sono: tuo Dio e tuo Redentore.

 

In verità ti dico, anima mia bella, che prove ne avrai fino all’ultimo giorno, ma dovresti rallegrarti pensando che Io sono con te tutti i giorni, fino alla fine del tuo peregrinare terrestre.

Le prove servono per liberarti, guarirti, santificarti e portarti in paradiso. Concordi con me che questo è lo scopo della tua vita, o no? Se sì, perché tendi a lamentarti? Perché dai ancora ascolto al mentitore, l’avversario Mio e tuo? Convertiti e credi alla Buona Novella del Vangelo.

 

Non ho detto a chi mi seguiva di sopportare la croce, ma ho detto di prendere ogni giorno la sua croce e di seguirmi. Portare e sopportare sono due verbi dal significato molto diverso. Anima mia bella, prendi forza da Me.

 

Ti dicevo prima che gli uomini non riconobbero il Risorto- che Io sono – se non per mezzo della fede, ed ugualmente è per te. Io sono ovunque, sempre Presente nella tua vita. Sono Presente nei tuoi fratelli, sono Presente negli avvenimenti, sono Presente in te e in tutta la creazione.

 

Io parlo al tuo cuore e ti conduco dove tu non vuoi, ma se credi in Me e mi segui, Io ti conduco verso la gioia presente ed eterna. Così, infatti, è il Regno di Dio: “giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo”. (cfr Romani 14,17)

 

Ho anche detto che “stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano” (Matteo 7,14)

Anima mia bella, è la porta della sofferenza che conduce alla vita, è la porta della prova che conduce alla santità e alla gioia presente e futura. Mi dirai: come è possibile questo?

 

Come mia Madre, pronuncia il tuo “Eccomi” accogliendo con fede tutto quello che Dio propone e dispone nella tua vita e vedrai la potenza dello Spirito Santo agire in te. Non dimenticare che nulla è impossibile a Dio.

 

E’ scritto : “Nella tua volontà è la mia gioia, mai dimenticherò la tua parola” (Salmo 118,14)

 

Il salmista ha trovato la Sorgente della Gioia nella mia Volontà ed aggiunge che mai dimenticherà la mia parola, questo significa che la custodisce nel profondo del cuore.

 

E tu? Hai avuto qualche esperienza della gioia che la tua anima trova nella mia Volontà? Quella è la Via da percorrere. E custodisci la mia Parola nel tuo cuore, meditandola e intessendo con essa la trama dei tuoi giorni?

 

Anima mia bella, accogli la mia Volontà per quello che è, cioè come Dono d’Amore, anche se incomprensibile per la tua intelligenza e crocifiggente per i tuoi sensi.

Vivi la fede che professi a parole. Nella tua prova di oggi e in tutte le prove della tua vita Io sono Presente con la mia Potenza d’Amore.

Io sono Colui che trasforma la tristezza in gioia. Io sono Colui che guarisce.

 

E’ scritto, infatti: “Signore degli eserciti, beato l’uomo che in te confida. (Salmo 83,13)

 

Non è beato chi ha tutto quello che desidera secondo i suoi istinti naturali, bensì chi confida in Me. Le difficoltà, le traversie, le sofferenze, le problematiche di cui è costellato il tuo cammino non sono certo per scoraggiarti, per avvilirti, o per renderti la vita dura. No, l’Amore, cioè Dio, ha previsto con Sapienza il mezzo più opportuno per guarirti e santificarti. Questo vuole Dio e questo vuole anche il profondo del tuo cuore.

 

Perciò “non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”. (Giovanni 14,1)

 

Anima mia bella, Io ti dico che la vita ti porrà davanti tanti ostacoli, perché tu li possa superare con il mio Aiuto. E, superandoli, gioirà il tuo cuore. Fortificati nella fede ed avanza con coraggio, perché Io sono con te.

 

Voglio farti vincere la paura che ti paralizza. Voglio che tu sia libera da ogni laccio presente o passato che ti ha legato al nemico della tua gioia. Voglio liberarti da tutte le afflizioni.

 

Ti scandalizzi se ti dico che è bene che tu abbia da affrontare tante dolorose prove?

Eppure “è beato colui che non si scandalizza di me.” (Matteo 11,6)

Le beatitudini, secondo la Scrittura, abitano proprio dove tu non vai a cercare, vero?

Ma Io so cosa è bene per te e te lo provvedo ogni giorno con divina precisione.

 

Voglio farti un esempio piccolino: se devi insegnare a un bimbo a leggere e scrivere, lo farai con pazienza, ritornando sempre ad insistere sugli errori che fa, perché possa correggersi e non farli più, vero? Allo stesso modo il tuo Dio insiste sugli errori che fai, ponendoti davanti tutte le tue difficoltà, finchè tu non le abbia superate, una ad una.

 

Se un’esperienza dolorosa ti ha provocato una ferita nel cuore, Io, che sono Medico e Medicina, dovrò trattare quella ferita a modo Mio e, nel trattarla, sentirai dolore, ma non temere di soffrire, perché Io sono capace di rendere dolce anche la sofferenza. Non ti dissi che Io sono la tua Gioia? E’ ben giusto che in Me coesistano dolore e gioia e la gioia può essere ben più grande del dolore, se hai fede in Me. Non avere paura di nulla, neppure della sofferenza, se vuoi trovare la gioia piena.

 

Io voglio la tua guarigione totale. Vieni a Me con fede.

 

“Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le anime vostre. Io mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”. (Matteo 11,28-30)

 

Anima mia bella, vieni a Me, vieni con fede, vieni con la preghiera del cuore, vieni sempre e sempre mi troverai.

 

Se comprendi che sei impotente di fronte alle tue difficoltà, vieni a Me.

Se ti rendi conto che non riesci a superare le avversità della tua vita, vieni a Me.

Se ti si ripresenta, in modo diverso, un problema legato al tuo passato, vieni a Me.

Io ti libererò dagli affanni, io ti salverò dalle sconfitte, Io ti guarirò dalle tue infermità.

 

Rinnega te stessa, prendi con coraggio le tue croci e seguimi. Non resterai delusa, perché Io sono Colui che fa nuove tutte le cose.

 

Parlo sempre al tuo cuore ma la mia Voce è dolce e soave, sommessa come una brezza leggera che ti accarezza: non potrai udirla se le voci disordinate dei tuoi pensieri affannosi turbano la quiete che il mio Santo Spirito ti infonde. Io sono Buono con tutti e non faccio violenza a nessuno. Stai attenta a quello che vuoi, perché Io rispetto la tua libertà.

 

Non ti chiedo cose impossibili, non chiedo i tuoi meriti. Chiedo, invece, la tua fede: sono diventato uomo per divinizzarti e il Progetto su di te è perfetto e giungerà a compimento nella misura della tua collaborazione.

 

Anima mia bella, credi alla mia Parola, viva e operante. Credi nel potere della mia risurrezione.

Io regno in Cielo e in terra. Io faccio nuove tutte le cose. Non fermarti, dunque, alla sofferenza sterile, alla rassegnazione, non crogiolarti nella tristezza, non scoraggiarti di fronte all’impossibile, perché Io, il tuo Dio, sono con te e tutto rendo possibile, secondo il mio Progetto di salvezza.

 

Hai mai pensato, anima mia bella, come ti è facile credere al male e come invece ti è difficile credere al bene? Non permettere che l’avversario ti vinca, ma sii vittoriosa nella fede, combattendo la buona battaglia e continuando il tuo cammino nella mia Pace.

 

Ti amo teneramente, ti invito a custodire la mia Parola, e a seguirmi.

 

RICORDA CHE IO SONO COLUI CHE FA NUOVE TUTTE LE COSE.

 

Ascolta: “Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più. Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente che usciva dal trono:

«Ecco la dimora di Dio con gli uomini!
Egli dimorerà tra di loro
ed essi saranno suo popolo
ed egli sarà il “Dio-con-loro”.
E tergerà ogni lacrima dai loro occhi
;

non ci sarà più la morte,
né lutto, né lamento, né affanno,
perché le cose di prima sono passate».
E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose»; e soggiunse: Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci.
Ecco sono compiute!
Io sono l’Alfa e l’Omega,
il Principio e la Fine.
A colui che ha sete darò gratuitamente
acqua della fonte della vita”. (Apocalisse 21,1-6)

 

Anima mia bella, guarda e imita la Mamma nostra, la Santissima Vergine Maria. Rimani unita a Dio e a Lei, per mezzo della preghiera, della tua buona volontà, delle buone opere.

Impegnati nel cammino che ti conduce alla gioia presente e senza fine.

 

Ti amo, sempre ti ho amato e sempre ti amerò.

 

                                                        Il tuo Gesù, nato, vissuto, morto e Risorto per te.

 

 

Io sono Eucaristia

 

 

Gli disse Simon Pietro: «Non mi laverai mai i piedi!».

Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me».(Giovanni 13,8)

 

 

Piccola anima che amo,

ti riconosci? Anche tu, come Pietro, non riesci a accettare un Dio che serve, che si umilia fino alla fine per esaltare te, perché ti ama. Tu mi ami e anche Pietro mi amava e proprio per questa ragione rifiutò, con tanta determinazione, il servizio umiliante che offrivo.

 

Come ho gradito l’amore imperfetto di Pietro, ugualmente gradisco il tuo, ma vengo ad insegnarti ad amare fino alla perfezione perché sono il Maestro. Io ti insegno ad amare come Io amo. Ascoltami.

 

Come ai miei tempi terreni gli uomini si aspettavano un Messia potente e terribile, che avrebbe riportato giustizia e diritto, e non poterono riconoscere il Dio Bambino apparso nella scena del mondo in debolezza, ugualmente, in ogni generazione, gli uomini non sanno riconoscere il Dio che si umilia e serve tutti, anche i traditori.

 

Comprendi cosa significa conversione? Significa rinunciare alle proprie convinzioni.

Comprendi cosa significa credere al Vangelo? Significa accogliere Dio che viene in vesti che umanamente non puoi riconoscere e credere alla sua Parola che, oggi come sempre, tiene salde le fondamenta dell’universo, operando sempre quello che dice.

 

Chi mi riconobbe subito, nelle mie Apparizioni, dopo la Risurrezione? Come mai, in principio, nessuno mi riconobbe? Erano abituati a conoscermi nella carne, ma da Risorto dovevano imparare a riconoscermi per mezzo della fede. Questo insegnai a loro prima della mia ascensione. Così è anche per te, oggi.

 

Io, il tuo Dio vivo e vero, vengo a te in Corpo, Sangue, Anima e Divinità per mezzo della Santissima Eucaristia. Umilmente nascosto nelle specie del pane e del vino vengo a satollarti di vita eterna, portandoti ogni grazia di cui hai bisogno per continuare il tuo cammino verso il Cielo. Ad ogni celebrazione della Santa Messa, Io stesso, per mezzo del sacerdote, pronuncio le Parole sacre della consacrazione. Quelle Parole che compiono immediatamente il prodigio della trasunstanziazione e Io, il tuo Dio, divento cibo per te.

 

Ti invito al banchetto sacro dove Io sono Colui che ti serve in tutto, fino a farsi cibo: riesci a pensare un annichilimento più grande? E riesci a credere che il tuo Dio ti ami talmente tanto da farsi pane per alimentare la tua vita? Questo è un grande mistero che ti chiedo di credere poiché ho detto: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”. (Giovanni 6,54)

 

E ho detto anche: “Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?”(Giovanni 11,40)

Il tuo Dio viene a te, per mezzo dell’Eucaristia, per rimanere con te tutti i giorni fino alla fine del mondo e per servirti incessantemente. Se tu credi di ricevere nella Santa Ostia il tuo Salvatore, ti comporterai di conseguenza e vedrai i prodigi che Egli compie nella tua vita. Io ti assicuro che non esiste miracolo più grande su questa terra della Santissima Eucaristia, nella quale Io sono Presente, Vivo e Vero, per accoglierti, per amarti, per servirti e perché tu abbia parte con Me, che sono morto e risorto per te.

 

Cosa significa avere parte con Me?

Significa accogliere il tuo Dio per quello che realmente E’ e lasciarsi trasformare in Lui, nella sua Vita, nella sua Missione, nella sua Gloria di Figlio di Dio: a ognuno secondo il Disegno Divino, nelle diversità personali e nella complementarietà che formano il Corpo Mistico.

Significa accogliere il Mistero dell’unità di Dio con gli uomini e degli uomini tra di loro, e cioè desiderare di amare tutti come Lui ama tutti senza fare differenze.

Significa voler diventare dono per i fratelli perché Dio si è fatto Dono per te.

Significa rinnegare se stessi per seguire il Signore: questa è la Comunione.

Significa renderti conto che sei una pietra viva della Santa Chiesa di Dio.

 

Quando il sacerdote ti offre il Corpo del Signore e tu, ricevendolo, dici: “Amen” sai cosa stai dicendo? Con quella parola tu dai il tuo assenso al Signore a rinnovare il suo mistero in te.

E poi, ricevuto il Corpo e Sangue del tuo Dio, hai in te la forza per operare insieme con Lui, per portare la sua Luce nel tuo vivere quotidiano. La celebrazione non termina quando esci dalla Chiesa, ma deve continuare nella tua vita, perché tu hai ricevuto la Santissima Eucaristia e sei diventata un tabernacolo vivente.

La moltiplicazione dei pani e dei pesci che operai nel mio ministero fu un nulla rispetto alla moltiplicazione della grazia che avviene ad ogni consacrazione e ad ogni santa comunione.

Tu sei chiamata a partecipare con gioia a questo mistero di salvezza, ringraziando il tuo Dio.

 

Avere parte con Me significa portarMi nelle strade del mondo, continuare, insieme a Me, il rendimento di Grazie a Dio, Datore di ogni bene, essere pronti, insieme a Me, ad umiliarsi per innalzare i fratelli. Significa vivere in pienezza la carità per trovare, in essa, la gioia piena a cui anela il tuo cuore. Io servo con gioia perché amo.

 

Ho detto: Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri.(Giovanni 13,34)”

Piccola anima mia, da sola questo è impossibile, ma tutto puoi in Colui che ti dà forza. (Filippesi 4,13)

 

Vivere la Comunione significa credere che puoi amare con il mio Cuore, perché Io vengo ad amare con il tuo cuore. Credi alla mia Parola e permettimi di aiutarti a compiere quello che non potresti da sola: amare e trovare nell’amore la tua gioia.

 

Piccola anima, siediti e stai comoda, voglio prendere ancora asciugamano, acqua e catino per lavarti i piedi e lo farò, se tu me lo permetti. Ceneremo insieme e ci rallegreremo e poi Io con te e tu con Me andremo a lavare i piedi ai nostri fratelli e saremo beati, perché faremo la Volontà di Dio, nostro Padre.

 

Queste cose ti ho detto, usando anche similitudini, perché tu possa meglio comprendere la grandezza della tua vocazione: l’Amore eterno.

 

 

Piccola anima, ti amo.                                                                       

  

Gesù Eucaristia 

 

 

                       

Dio: l’Eterno Presente.

 

Scrivi, bambina. E’ il mio Cuore che ti parla.

Ti ho detto: “Fermati per riposare un po’” e tu sei venuta presso il mio altare a cercare riposo. Riposa, piccola, appoggiandoti sul mio Cuore come fece il discepolo prediletto.

Vivo con te le tribolazioni della vita presente e so che oltre non potresti resistere. Per questo ti faccio riposare e ti parlo della vita terrena che per molti fratelli è sempre più tribolata. Io non metto mai alla prova oltre le vostre forze e quando arrivo al massimo della vostra misura è per il vostro bene e un giorno capirete e mi ringrazierete.

Il tempo di Dio è l’Eterno Presente e anche voi che mi seguite dovete sforzarvi di vivere nel tempo presente. Di fatto ora esiste solo il presente e voi vivete solo il momento presente.

Il passato e il futuro sono le conseguenze del presente giacchè se non esistesse il presente non esisterebbero.

Nel presente IO SONO. E’ anche vero che ERO e che SARO’ ma ciò non sarebbe possibile se Io ora non fossi.

Così la vostra vita: una successione interminabile di “ attimo presente.”

Voi siete chiamati a vivere la pienezza dell’attimo presente perché solo il presente è Vita.

Solo il presente è creativo cioè è il tempo della creazione continua. Solo il presente produce i frutti spirituali e materiali che desiderate, anzi, molto di più.

Se poteste comprendere la Parola: “Ad ogni giorno basta la sua pena!” voi vi incamminereste verso quella libertà interiore che desiderate perché sareste liberati da molti pesi e preoccupazioni.

Venite a Me voi tutti che siete affaticati ed oppressi ed Io vi ristorerò. Non vi dico di venire a Me domani, vi dico di venire adesso a troverete il ristoro per le anime vostre.

Ascoltate!

Riflettete con Me sul passato.

Il passato per voi è un tempo sterile in quanto nulla potete aggiungere e nulla potete togliere a quanto è stato. Rimuginando sul passato voi rendete sterile anche il momento presente che invece potrebbe essere molto fecondo. Perché restate così legati al passato e soprattutto alle esperienze più dolorose? Ebbene, tenete ciò che è buono del vostro passato, ciò che vi è servito per crescere come uomini saggi e affidateMi tutto il resto. Liberatevi delle vostre sofferenze passate, dei travagli e delle tribolazioni, delle offese ricevute e donate tutto e tutti alla Mia Misericordia. Anche voi stessi.

Liberatevi anche dal futuro che ancora non è. Anche il futuro è un tempo sterile per voi. Mentre voi pensate e progettate il futuro rendete sterile il presente che è l’unico tempo creativo in cui potete agire uniti a Me e trarre da Me il potere di cambiare le cose. Il futuro poi vi porta spesso preoccupazioni e tristezze e vi allontana da Me perché si intiepidisce la vostra fede.

IO SONO QUI ADESSO

IO TI AMO QUI ADESSO

Anime care, fissate nella mente e nel cuore queste mie Parole che hanno il potere di farvi riposare come bimbi sul seno della mamma.

Figli miei, convertitevi e credete al Vangelo!

Accogliete il presente nella sua pienezza: accogliete ciò che vi piace e ugualmente ciò che non vi piace.

Accogliete il presente che Dio vi dona istante dopo istante e credete nell’Amore del Padre che vi provvede quanto è meglio per farvi raggiungere la gioia senza fine.

Nell’accoglienza della vita presente giorno dopo giorno e ora dopo ora voi accogliete la Volontà di Dio e per rispondere a quanto Dio desidera che voi facciate rimanete uniti a Lui con amore filiale. Dio non chiede i miracoli agli uomini: è Lui che compie i miracoli nei vostri cuori se trova l’accoglienza che desidera.

La vita che vivete non è mai banale: anche le cose più piccole vissute in unione d’amore con il vostro Dio portano frutti meravigliosi non solo per voi ma per tutti.

CercateMi perché chi cerca trova. CercateMi ora e qui e trovateMi in voi e intorno a voi.

Fuggite il male e cercate sempre ciò che è buono e conforme alla Verità poiché siete figli della luce.

Chiedete al Padre di potare l’albero della vostra vita dai rami che non portano frutto perché la vostra vita possa portare più frutto e la vostra gioia illumini il vostro volto.

Quanto a voi, fuggite la tentazione che vi allontana da Dio e abbiate sempre più fede affinchè la vostra fede sposti le montagne che avete nei vostri cuori diventati duri e tristi.

Confidate nell’amore di Dio e nella sua Provvidenza. Siete figli di Dio, di cosa avete paura?

Vivete il presente nella sua pienezza e lo vedrete dilatarsi perché sarà il vostro cuore che si dilaterà all’Amore di Dio che è Eterno Presente.

Miei amati figli, vi stringo tutti sul mio Cuore.

 

Gesù                                                         

 

 

Rivelazioni di Gesù Cristo a Santa Metilde di Hackeborn “Se uno si lega le mani per non fare nessun’opera di peccato, io lo Onorerò, liberandolo da ogni fatica; gli darò il riposo eterno, esalterò le sue buone opere unite con le mie, con tale magnificenza che l’intera corte celeste ne riceverà un grande aumento di gaudio”.

DAL  “IL LIBRO DELLA GRAZIA SPECIALE”

RIVELAZIONI DI SANTA METILDE VERGINE DELL’ORDINE DI S. BENEDETTO

 

CAPITOLO X

 

LA RINUNCIA ALLA PROPRIA VOLONTÀ

Una persona la pregò di offrire al Signore un grave sacrificio che aveva fatto per amor di Lui; era un atto di rinuncia alla volontà propria. Metilde adempì questo messaggio durante la messa e dal ciborio, dove era contenuto il Corpo del Signore, vide uscire la figura di un infante che ad un tratto si fece grande a segno da diventare una bellissima vergine, la quale simboleggiava la volontà. divina. Alcune persone, essendosi approssimate a questa vergine, la guardavano con infinita tenerezza, l’abbracciavano e si mettevano a conversare con lei. Queste significavano le anime che si applicano a conformare la loro volontà il quella di Dio nelle loro pene come nelle loro gioie, e si sottomettono sempre agli ordini dei maggiori.

Ella vide pure dall’altra parte uno sguattero con gli abiti anneriti dal fumo, il quale era il simbolo della volontà propria e del sentimento proprio. Questo spregevole servo si sforzava di distogliere da quella vergine le suddette persone e di attirare a sé i loro sguardi. Parecchie non prestarono attenzione ad una tale insidia e si misero subito a contemplare la vergine; ma altre, essendosi rivolte verso quell’omiciattolo nero, gli sorridevano confabulando e bisbigliando con lui.

Queste ultime significavano le anime che si distolgono talvolta dalla volontà divina per seguire la propria volontà e preferiscono abbondare nel proprio senso piuttosto che accomodarsi agli avvisi dei loro Superiori. Se non ritornano con la penitenza verso quella Vergine, cioè verso la volontà di Dio, dovranno soffrire con quell’omiciattolo una perpetua povertà, perché la volontà propria non genera nulla nella vita spirituale se non l’eterna indigenza.

CAPITOLO XII

IL LIBERO ARBITRIO DELL’UOMO

Quella pia vergine vide un giorno il Signor Gesù e in faccia a Lui un uomo in piedi. Nel divin Cuore scorse pure una ruota che girava senza posa e una corda lunga che si dirigeva verso il cuore di quell’uomo nel quale era pure una ruota in movimento.

Questo uomo raffigurava tutti i mortali e la ruota significava che Dio agli uomini ha fatto parte del suo libero arbitrio, dando loro la libera volontà di volgersi al bene o al male.

La corda è la volontà di Dio che attira sempre al bene; essa dal Cuore di Dio va al cuore dell’uomo, e quanto più la ruota gira rapidamente, tanto più l’uomo si avvicina a Dio. Ma se la creatura sceglie il male, la ruota tosto si mette a girare in senso contrario e l’uomo si allontana da Dio. Se poi persevera nel male sino alla morte, la corda si spezza e l’uomo cade nell’eterna dannazione. Se si rialza con la penitenza, Dio, sempre pronto a perdonare, di nuovo lo accoglie nella sua grazia; la ruota allora gira nel medesimo senso di prima e l’uomo ritorna ad avvicinarsi a Dio.

CAPITOLO XIII

 

MORTIFICARE I SENSI

Metilde, in un trasporto d’amore, aveva detto al Signore: “Come vorrei essere vostra prigioniera” ! Il Signore si degnò rispondere: “Chi desidera essere mio prigioniero su la terra, deve distogliere i suoi occhi dà ogni sguardo illecito o inutile, ed incatenarli; ed io gli aprirò gli occhi nella gloria del mio cielo, gli svelerò la luce del mio volto e gli manifesterò la mia gloria; a lui mi rivelerò in una maniera così deliziosa che la milizia celeste ne rimarrà esultante ed ammirata.

“Deve pure chiudere le orecchie alle inutilità ed alle cose pericolose; ed io nell’eternità userò della più soave melodia della mia voce nel cantargli la dolce armonia di una gloria tutta particolare.

“Se terrà la sua bocca chiusa ad ogni parola oziosa o nociva, io gliela aprirò per lodarmi così perfettamente che celebrerà la mia gloria con una dignità speciale.

“Se uno tiene lontano dal suo cuore ogni pensiero vano o, perverso ed ogni desiderio nocivo, lo arricchirò con tale una liberalità che avrà in suo potere me stesso e tutto ciò che vorrà; inoltre il suo cuore eternamente trasalirà nel mio divin Cuore e vi godrà una deliziosa libertà.

“Se uno si lega le mani per non fare nessun’opera di peccato, io lo Onorerò, liberandolo da ogni fatica; gli darò il riposo eterno, esalterò le sue buone opere unite con le mie. con tale magnificenza che l’intera corte celeste ne riceverà un grande aumento di gaudio”.

CAPITOLO XIV

 

LA PREGHIERA IN COMUNE

In una pressante necessità, la Comunità delle Suore aveva recitato un intero salterio e l’aveva affidato alla Serva di Cristo perché lo presentasse a Dio. Ella disse al suo Angelo custode: “Angelo mio diletto, voi conoscete come siete conosciuto, mentre io non conosco che in parte (I Cor., XIII, 12); vogliate dunque presentare le nostre preghiere al Re che voi servite nella gloria e nelle delizie”.

L’Angelo rispose: “No, io non conosco come sono conosciuto, perché Colui che mi ha fatto mi conosce nella sua somma potenza, nella sua somma sapienza, nel suo sommo amore, mentre io lo conosco soltanto giusta la misura del mio spirito creato. Tuttavia, nel presentare al mio Dio il tuo messaggio, sono più felice di una madre che vedesse il suo unico figlio colmato di onori e di ricchezze”.

L’Angelo pigliò quelle preghiere e le offri al suo Signore, il quale disse: “Quante sono le persone che hanno recitato queste preghiere, altrettante volte voglio rimirarle con gli occhi della mia misericordia ed inclinare verso di loro le orecchie della mia clemenza”.

CAPITOLO XV

 

GESÙ CRISTO SUPPLISCE A CIÒ CHE CI MANCA.

Quella Serva di Dio pregava un giorno per una persona che le aveva confidato quanto fosse triste l’anima sua perché non amava Dio, né lo serviva con divozione.

Metilde si trovava ella pure oppressa da grande tristezza, credendosi affatto inutile, perché dopo aver ricevuto grazie così grandi non amava Dio come avrebbe dovuto. Il Signore le disse: “Orsù, diletta mia, non darti alla tristezza; tutto quanto è mio è tuo”.

Ella ripigliò: “Se davvero tutto quanto è vostro è mio, anche il vostro amore è dunque mio, e il vostro amore siete Voi medesimo, come dice San Giovanni: Dio è amore (Joann. IV, 16); ve l’offro dunque questo amore, perché supplisca a tutto ciò che mi manca”.

Il Signore graziosamente accettò tale offerta: “Va bene, rispose, quando vorrai lodarmi od amarmi e non potrai soddisfare il tuo desiderio, tu dirai: lo vi lodo, o buon Gesù; a tutto ciò che mi manca, ve ne supplico, supplite Voi stesso. – E quando desidererai amarmi, dirai: Vi amo, o buon Gesù; a ciò che mi manca, degnatevi di supplire Voi medesimo con l’offrire al Padre vostro per me l’amore del vostro Cuore.

“A quella persona per la quale tu preghi, dirai che offra me stesso al Padre per lei; se lo farà anche migliaia di volte al giorno, altrettante volte mi offrirò per lei al Padre, perché io non provo mai né tedio né stanchezza”.

CAPITOLO XVI

 

NELLA TRISTEZZA

Avendo rivolto a Dio una preghiera per un’altra persona, che era, molto rattristata, Metilde ricevette questa risposta: “Reciti sovente questo versetto: Siete benedetto, o Adonai, nel firmamento del cielo, degno di lode e glorioso ed esaltato nei secoli, Voi che avete fatto il cielo, la terra, il mare e tutto quanto essi contengono! Siate lodato, glorificato ed esaltato nei secoli. Alleluia[1].

“Se mai le viene alla mente il pensiero che non si trovi nel numero degli eletti, si comporti come uno che cammina in una valle tenebrosa, il quale se d’un tratto vedesse il sole, volentieri dalla vane oscura salirebbe sul colle e a questo modo sfuggirebbe alle tenebre. Così deve fare lei pure; se si trova avvolta nelle nubi della tristezza, salga sul monte della speranza e mi contempli con gli occhi della fede, perché io sono il celeste firmamento in cui sono fisse, a guisa di astri, le anime di tutti gli eletti. Tali astri benché talvolta siano velati dalle nuvole dei peccati e dalla nebbia dell’ignoranza, tuttavia non possono oscurarsi nel loro firmamento, cioè nel mio divino splendore; perché gli eletti, quantunque talvolta siano involti in gravi peccati, io nondimeno li miro sempre in quella carità nella quale li elessi, e in quella eterna luce alla quale devono pervenire.

“Laonde è cosa buona all’uomo che sovente pensi e ripensi alla mia gratuita bontà la quale, dopo averlo eletto, può nei suoi meravigliosi e segreti giudizi, rimirarlo come giusto, anche se attualmente si trovi nel peccato; perché con infinito amore penso a lui onde sostituire al male quel bene che voglio vedere in lui. Perciò mi benedica perché sono l’eterno firmamento degli eletti, con queste parole: Che tutti gli Angeli ed i Santi vi benedicano![2], desiderando di lodarmi con loro”.

* * *

Pregando ancora per un’altra persona, Metilde ebbe dal Signore questa risposta: “Quando uno si trova nella pena, si prostri ai miei piedi e vi deponga il suo peso, confidandolo tutto a me con questa preghiera: Guardate, ve ne preghiamo, o Signore, questo vostro servo per il quale Nostro Signore non ha dubitato di abbandonarsi nelle mani dei suoi nemici e di soffrire il supplizio della Croce. Per il medesimo Gesù Cristo nostro Signore. Così sia[3].

“Così mi preghi ch’io lo rimiri con occhio di misericordia e illumini l’anima sua, facendogli conoscere per qual motivo e con quale amore ho permesso ciò che l’affligge; quindi sopporti per la mia. gloria la sua pena e tutte le sue avversità.

“Si rivolga inoltre alle mie mani, dicendo il responsorio: “Emitte Domine sapientiam etc.: Inviate o Signore la divina sapienza dal trono d’ella vostra Maestà, affinché dimori con me, e si degni di prendere parte ai miei travagli, perché in ogni tempo io conosca il mezzo di piacervi. Datemi, o Signore, questa sapienza che assiste ai vostri consigli eterni.

“Così domandi che la mia sapienza sia la sua cooperatrice e l’aiuti a sopportare quelle pene per la gloria mia, per la sua utilità propria e a beneficio di tutti.

“Infine, si accosti al mio Cuore, dicendo: “O mira circa nos tuae pietatis dignatio, etc., poi O admirabile pretium, etc., O meravigliosa condiscendenza della vostra bontà per noi; eccesso incomparabile della vostra carità! Per riscattare lo schiavo, avete dato il Figlio vostro! O prezzo ammirabile con cui avete abolito la schiavitù del mondo, spezzato le barriere infernali e aperto per noi la porta della vita! – Preghi in questo modo affinché l’amore del mio divin Cuore il quale mi indusse a portare il carico delle pene di tutti gli uomini, l’aiuti a sopportare con amore riconoscente il peso della sua tristezza”.

* * *

Mentre Metilde ringraziava il Signore per il desiderio da Lui espresso con queste parole: Ho grandemente desiderato di mangiare questa Pasqua con voi (Luc. XXII, 15), il Signore si degnò di dirle: “Io vorrei che tutti si ricordassero della lunga attesa che venne imposta a questo mio desiderio; così porterebbero pazienza quando i loro desiderii non vengono subito esauditi”.

NELLA TRIBOLAZIONE

OFFRIRE A DIO IL PROPRIO CUORE.

Metilde, mentre pregava per una persona che desiderava essere sicura della sua perseveranza nel bene, vide l’anima della medesima in ginocchio davanti a Dio cui porgeva il proprio cuore sotto il simbolo di una coppa con due anse, le quali significavano la volontà e il desiderio con cui offriva il suo cuore al Signore. Dio accettò volentieri questa coppa e se la nascose in seno. Presso di Lui vi erano due anfore, una d’oro alla sua destra, l’altra d’argento alla sua sinistra, e ciò che Egli alternativamente versava ,dall’una e dall’altra si mescolava in quella coppa. Dalla prima anfora scorrevano le dolcezze della sua Divinità, dall’altra gli stenti della sua Umanità. Non è forse ciò che Egli ad un tempo versa nel cuore dell’uomo, quando nella pena gli fa sentire le dolcezze della divina consolazione e in pari tempo gli dona in premio i meriti della sua santa Umanità?

Il Signore disse: “Quando un’anima viene afflitta da qualche pena, se avesse subito l’intenzione di darmi da bere, le mie labbra nel portarsi al calice, vi infonderebbero tale una dolcezza che la tristezza diventerebbe per lui nobile e fruttuosa. Ma se l’uomo per il primo beve nel calice, corrompe la bevanda; e quanto più beve, tanto più la coppa diventa amara, dimodochè non è più conveniente ch’io vi accosti le labbra, a meno che venga purificata dalla penitenza e dalla confessione”.

Questo deve intendersi in questo modo: Quando ci assale la tristezza, dobbiamo subito offrirne il peso a Dio; e Dio ci manderà la dolcezza della sua consolazione, ci animerà a portar pazienza, e non permetterà che l’afflizione resti per noi senza frutto. Che se l’uomo per debolezza nella sua pena cadrà in fallo nei pensieri o nelle parole, la sua colpa sarà subito cancellata con la penitenza. Ma quando uno vuole portare da sé medesimo il peso dei suoi affanni, cade nell’impazienza e quanto più se ne occupa, ora per raccontarli, ora per pensarci nella sua mente, tanto più con maggior gravezza e amarezza ne resta afflitto; quando poi ritorna in sé stesso, non ardisce più offrirli al Signore, perché ciò gli sembra sconveniente. Tuttavia, neppure allora deve perdere la fiducia, perché se con la confessione e la penitenza purificherà quella sua pena, potrà ancora offrirla a Dio con un cuore contrito ed umiliato.

Dopo queste parole, il Signore con bontà abbracciò quella persona dicendo: “L’anima tua non mi sarà mai rapita”. Poi la bene dì tracciando sopra di lei il segno della croce accompagnata da Queste parole: “La mia Divinità ti benedica, la mia Umanità ti conforti, la mia Pietà ti nutrisca, l’Amor mio ti conservi.”.

CAPITOLO XVII

 

NEL CUORE DI DIO L’ANIMA

DEVE CERCARE TUTTO CIÒ CHE DESIDERA

Metilde, pregando per una persona che a lei si era raccomandata, domandava a1 Signore che desse a quella un cuore puro, umile, animato da buoni desiderii, ardente e tutto spirituale. Sentì questa risposta: “Ciò che vuole, ciò di cui ha bisogno, lo cerchi nel mio Cuore; mi preghi alla maniera di un figlio che al padre suo esprime tutti i suoi desiderii. Vuole la purità? ricorra alla mia innocenza; vuole l’umiltà? la pigli dalla mia umiltà; Nel medesimo tesoro prenda pure lo spirito di desiderio; con tutta fiducia si approprii il mio amore e tutta la mia santa e divina vita”.

Metilde soggiunse: “Mio Signore, vi prego che abbiate a trattare quella persona con misericordia nei suoi estremi momenti, dandole in quell’ora la sicurezza che non verrà mai separata da Voi”.

Il Signore rispose: “Qual è l’uomo saggio che getterebbe via o distruggerebbe un tesoro carissimo acquistato a forza di gravi stenti? Nella mia santa Umanità santificai tutto il suo essere umano; col battesimo vivificai nel mio spirito tutto il suo essere spirituale. Aderisca dunque a me per mezzo delle mie due nature. A me affidi le sue tentazioni, le sue avversità e tutto ciò che è dell’uomo esteriore, unendo tutto alla mia Umanità; e per tutto ciò che riguarda l’uomo spirituale, tutto indirizzi a me solo, con la speranza, la gioia e l’amore: ed io non l’abbandonerò mai”.

CAPITOLO XVIII

 

RIPARARE CON LA LODE LE PROPRIE NEGLIGENZE

Pregando un giorno per una persona afflitta, Metilde la vide davanti al Signore, il quale diceva: “Ecco, io le ‘rimetto tutti i suoi peccati; ma dovrà con la lode riparare; le sue colpe e le sue negligenze. Quando nel Prefazio della messa sentirà queste parole: Per quem majestatem tuam laudant Angeli: Cristo per il quale gli Angeli lodano la vostra Maestà mi loderà in unione con quella celeste e suprema lode con la quale le persone dell’adorabile Trinità lodano se stesse e reciprocamente si lodano a vicenda. È questa suprema lode che si sparge dapprima nella Beata Vergine Maria e in seguito negli Angeli e nei Santi. Reciti un Pater e lo offra in unione con questa lode che il cielo, la terra, ed ogni creatura fanno risonare per lodarmi e benedirmi. Chieda che per me, ossia per Gesù Cristo Figlio di Dio, la sua preghiera sia accetta, poiché ciò che viene offerto al Padre per mezzo mio, sommamente gli piace. In tal modo, io supplirò ai suoi peccati ed alle sue negligenze”.

Chiunque si dedica alla medesima pratica, deve credere con piena fiducia che riceverà la medesima grazia, poiché, come sopra ha detto il Signore, è impossibile che l’uomo non consegua tutto quanto crede e spera.

CAPITOLO XIX

 

IL SIGNORE SI RIVESTE DELL’ANIMA

Una suora essendosi trovata sofferente in un giorno di festa, quella vergine di Cristo, compresa da un sentimento di tenerezza, rivolgeva al Signore per lei preghiere e dolci lamenti, dolendosi perché Egli avesse in tal modo resa inferma una suora a Lui diletta, in un giorno in cui essa in coro l’avrebbe servito con tanto fervore e con tanta divozione. ­ “E da quando, rispose:il Signore, mi sarebbe proibito di giocondamente trastullarmi a mio talento e far festa con la mia diletta? Quando una persona è ammalata, io mi rivesto dell’anima sua come di un manto di gloria, e nella letizia del mio Cuore, mi presento a mio Padre rendendogli grazie e lodi per tutte le sofferenze di quella”. E soggiunse: “Se qualcuno desidera ch’io mi rivesta pure dell’anima sua fin dal mattino sospiri con ardore verso di me, desiderando ch’io compia in lui in quella giornata tutte le sue opere. Aspirandomi, per così dire, in lui coi suoi sospiri, diventerà il mio vestito; e in quella guisa che l’anima vivifica e regge il corpo, così l’anima che vive di me, per me opera tutto”.

***

Il Signore disse ancora: “Grandi sono gli effetti del gemito. Mai nessuno gemé davanti a Dio, senza ch’io mi avvicini a lui. I sospiri che provengono dall’amore e dal desiderio di me stesso o della mia grazia, operano nell’anima, tre buoni effetti: dapprima la fortificano, come un profumo soave e forte riconforta l’uomo; poi, la illuminano come il sole rischiara una casa oscura; da ultimo, diffondono dolcezza nelle sue azioni e nelle sue sofferenze, comunicando loro un sapore più delizioso. Ma il gemito che nasce dalla contrizione dei peccati, come un buon messaggero riconcilia l’anima con Dio, ottiene grazia al colpevole e rasserena la coscienza turbata”.

A Metilde venne allora in mente questo pensiero: “Come può verificarsi la parola di Ezechiele. (XVIII, 22): In qualunque ora il peccatore sospirerà, oblierò tutte le sue iniquità, poiché a meno d’impossibilità rimane l’obbligo di confessare tutti i propri peccati?”; Il Signore si degnò rispondere: “Quando si abbia domandato grazia per un servitore colpevole, questi non ha tuttavia la presunzione di presentarsi subito alla presenza del Suo padrone, ma incomincia col lavarsi e vestirsi convenientemente. In tal modo è giusto che il peccatore già rientrato in grazia si purifichi dalle sue macchie e si rivesta dell’ornamento e delle bellezze delle virtù”.

CAPITOLO XX

 

COME L’UOMO DEBBA RICORRERE A DIO

Avevano supplicato quella pia Serva di Cristo di pregare per una persona che desiderava conoscere in qual modo potesse vivere in conformità col beneplacito di Dio. Il Signore le diede questa risposta: “Si comporti come una giovane sposa che adorna il suo capo, le sue mani, le sue braccia, e si copre di un manto.

“Il suo capo rappresenta la mia Divinità, ch’essa con la lode e la riverenza può coronare come di un diadema.

“Le sue mani e le sue braccia saranno ornate di anelli, di braccialetti e di gioielli, se nelle sue azioni e nel suo lavoro si unirà all’intenzione che animava le mie opere e le mie fatiche.

“Porti l’anello della sapienza, ossia si dedichi all’assidua lettura dei libri sacri, perché la sposa della Sapienza ha il dovere di essere dotta nelle cose divine.

“Porti l’anello dell’amore, ossia ami Dio solo con tutto il cuore e con tutte le forze; poi l’anello della fede, conservando gelosamente la fedeltà che mi ha giurata; l’anello della nobiltà, imitando le mie virtù: l’umiltà, l’obbedienza, la pazienza, la povertà volontaria e le altre mie virtù che la nobiliteranno e la renderanno degna dei miei abbracci.

“Adorni pure il suo petto; ossia si trattenga in pensieri di amore. Delle mie parole, delle mie azioni e delle mie sofferenze si faccia un mazzolino che porterà sempre sul suo cuore per un mio intimo ricordo. Si avvolga infine nel manto del buon esempio, mostrandosi agli occhi altrui come un modello di ogni virtù”.

* * *

Un’altra volta, pregando ancora con la medesima intenzione, le parve che il Signore stendesse la mano verso quèlla persona e che, la medesima badasse ciascuna delle dita di questa divina mano. Metilde intese il senso di questo atto nel modo seguente: Il mignolo significava che doveva amare e venerare tutte le opere e le sofferenze dell’Umanità di Gesù Cristo; l’anulare indicava l’intimo amore e la fedeltà dovuta a Cristo suo Sposo; il medio, l’elevazione della conoscenza e della contemplazione; l’indice, la sapienza e l’istruzione ch’essa doveva porgere a chi ne aveva bisogno; il pollice infine, la forza e la perseveranza nel divino amore e nelle opere buone. Quel bacio alle dita del Signore dava ad intendere che non basta possedere queste virtù, ma che bisogna inoltre amarle, poiché l’anima giunge a trovarvi le proprie delizie nella proporzione. in cui realmente le acquista.

CAPITOLO XXI

 

COME COMPORTARSI COL SIGNORE

Metilde pregò per una persona che desiderava sapere quale fosse principalmente la volontà di Dio a suo riguardo. Ella udì la seguente risposta: “Si comporti con me come un figlio che ama teneramente suo padre, perciò a lui unicamente si rivolge per ottenere ogni cosa che possa desiderare e a motivo della sua filiale affezione trova sempre bello e prezioso ciò che ne riceve. Così, quella persona desideri ardentemente la mia grazia, e qualunque cosa ch’io le dia, non la ritenga mai né piccola né di poco valore; bensì, mossa dall’amore, tutto riceva con profonda riconoscenza e di tutto mi renda grazie.

“Si comporti ancora come una giova ne sposa che, non essendo distinta né per bellezza, né per ricchezza, né per nobiltà, soltanto per amore venne scelta, amata ed innalzata agli onori del regno. Questa sposa naturalmente sarà. più riconoscente e più fedele ed amerà di più; che se dovrà. soffrire qualche cosa da parte del Re suo sposo o per lui, dimostrerà maggior pazienza. In tal modo quella persona si ricordi continuamente ch’io la elessi gratuitamente prima ancora della crèazione del mondo; e la riscattai col prezzo del mio sangue; più ancora, la destinai ad un amore speciale ed alla familiarità con me.

“Poi, prenda verso di me l’atteggiamento di un amico il quale ritiene come suo tutto quanto concerne l’amico; cerchi dunque, lei pure, in ogni cosa la gloria di Dio e per quanto può la promuova sempre, né mai guardi con indifferenza ciò che può oltraggiare il Signore.

“Se tuttavia non giunge in questo modo al compimento dei suoi desiderii, ovvero le viene sottratta la sua grazia solita o la consolazione, non si affligga, né pensi che ciò sia indizio che Dio sia malcontento di lei e l’abbandoni. Quando un buon padre rifiuta ad un figlio suo una cosa che questo figlio vuole, ma non è conveniente; quando uno sposo prende verso la sposa un contegno severo, non è la collera che li ispira, ma il desiderio di dare al figlio ed alla sposa qualche ammaestramento.

“Così, Dio vuole mettere alla prova la fedeltà delle anime; non già che la ignori, Lui che conosce tutte le cose prima che esistano (Sap. VIII, 8), ma vuole che sia esaltata davanti ai Santi tutti”.

* * *

Per un’altra persona, il Signore le disse: “Si diporti meco in tre modi: dapprima allorquando si trova in società, si comporti con me come un cagnolino il quale, benché sia scacciato, ritorna senza posa dietro al suo padrone; cosi, se nel conversare con gli uomini viene offesa da qualche parola, non si perda nell’impazienza; se si sente turbata, il pentimento la riconduca a me e confidi nella mia misericordia la quale anche per un sol gemito tutto perdona.

“In coro o nella preghiera, si comporti con me come la sposa col suo sposo, dimostrandomi il suo amore e la sua tenera familiarità.

“Nella santa comunione, venga da me come una regina dal suo Re. Una regina ammessa alla mensa del Re si mostra liberale, e fa con prodigalità doni ed elemosine; essa dunque a tutti generosamente distribuisca i beni che dal suo Re celeste le vengono donati, e a tutti caritatevolmente sovvenga con le sue preghiere”.

* * *

Una volta, mentre la Serva di Cristo si raccomandava alla gloriosa Vergine Maria, le parve che Maria la coprisse del suo manto come di una valida protezione, dicendo: “L’anima che vuol entrare in società con mio Figlio, deve comportarsi come una nobile figliuola la quale, unita con uno sposo di condizione molto superiore, per l’onore di lui con grande attenzione osserva tutte le regole dell’etichetta, per paura di dargli dispiacere con la minima scorrettezza. Così l’anima deve guardarsi bene da qualsiasi peccato volontario per quanto sia piccolo.

“Inoltre, in tutte le sue necessità e in tutti i suoi desiderii, cerchi in Dio un sicuro – rifugio, e a Lui solo chieda soccorso e consolazione. Se Dio non le concede subito il desiderato sollievo, sopporti con pazienza, a guisa di una sposa fedele la quale unicamente allo sposo confida i suoi segreti ed i suoi bisogni, perché ritiene cosa sconveniente essere consolata da altri fuorché da lui.

“Infine imiti per quanto è possibile le virtù del Figlio mio. Perché Gesù Cristo fu umile ed obbediente, si sforzi di sottomettersi ad ogni creatura ed anche, se le circostanze lo esigessero, di obbedire sino alla morte. Un atto di virtù unito in tal modo alle virtù di Cristo è più nobile di mille altri che siano fatti senza questa intenzione”.

CAPITOLO XXII

 

CRISTO COMUNICA ALL’UOMO LE SUE OPERE ­

COME SI TENGA PREZIOSA L’ANIMA NOSTRA

Pregando un giorno per una religiosa impegnata in ogni sorta di faccende, soprattutto nelle più vili, Metilde la vide come in orazione davanti al Signore, in ginocchio, le mani levate al cielo. Il Signore su le mani di questa persona applicò le sue divine mani dalle quali scorreva un liquore profumato. Egli faceva stillare questo balsamo a goccia a goccia, dicendo: “Ecco, io ti dono tutte le mie opere per santificare le tue e supplire a ciò che ti manca”. Metilde intese così che le fatiche di quella religiosa erano molto gradite a Dio. Il Signore soggiunse: “Quando la sua occupazione le impedirà di pensare a me, reciti l’antifona: Gratias tibi, Deus etc.: Vi rendo grazie, o Trinità veramente una e Verità trina: o quest’altra: Ex quo omnia, dal quale ogni cosa, per il quale ogni cosa nel quale ogni cosa. A Lui la gloria nei secoli. Si sforzi inoltre di dimostrarsi affabile e mansueta con tutti”.

* * *

Pregando ancora per un’altra religiosa, Metilde vide il Signore prendere quella suora per mano e condurla in un prato delizioso e tutto fiorito. Questo le fece intendere che quella suora prima di morire sarebbe provata da varie malattie.

Il Signore sul petto portava delle rose, dei gigli e dei piccoli scudi d’oro che quella suora da lui ricevette con gaudio e fiducia, poi li aggiustò sopra di sé stessa come trastullandosi. Metilde intese che i piccoli scudi d’oro indicavano la costanza e la vittoria; le rose, la pazienza per cui quell’anima avrebbe trionfato delle malattie; i gigli, la purezza del cuore per cui sarebbe stata somigliante a Cristo.

Metilde disse al Signore: “Io vi prego; o dolcissimo mio Dio, che nell’ora della sua morte le facciate gustare un saggio della vita eterna, ossia la sicurezza di non essere mai da Voi separata”.

Il Signore rispose: “Quale navigante, dopo aver felicemente trasportato al porto le sue ricchezze, le getterebbe allora volontariamente in mare? Quest’anima, ch’io ho eletta fin dall’infanzia per la vita religiosa, che ho tenuta con la mano destra e condotta nella mia volontà (Ps. LXXXII, 24), quando l’avrò resa perfetta secondo il mio beneplacito, la assumerò con me nella gloria”.

CAPITOLO XXIII

ISTRUZIONI E CONSOLAZIONI

PER LE ANIME AFFLITTE

Quella divota Vergine, mentre pregava per un’anima afflitta, da Dio ricevette questa risposta: “In questo mondo io camminai per tre vie, nelle quali dovrà pure seguirmi chi vorrà imitarmi perfettamente. La prima fu arida e stretta, la seconda cosparsa di fiori e piantata ad alberi fertili; la terza, piena di spine e di triboli.

“La prima è quella della povertà volontaria che mi tenni strettamente abbracciata in tutti i giorni della mia vita; la seconda è la mia vita medesima, piena di virtù e degna di ogni lode: la terza è la mia amara ed acerba Passione. Perciò chi vuole seguirmi, per amore della povertà non desideri nessun possesso in questo mondo; poi imiti la mia vita lodevolissima; e infine, per amor mio sopporti volentieri le pene e le tribolazioni”.

* * *

Pregando per un’altra anima che molto soffriva, Metilde dal Signore ebbe questa risposta: “Se qualcuno è talmente rattristato che gli sembri di voler piuttosto morire che sopportare la sua tristezza, offra a me la sua pena, proponendosi di voler per l’avvenire sopportarla sino a tanto, che mi piacerà. Quante volte mi farà quest’offerta, tante volte la riceverò come se avesse sofferto la Passione per me”.

Come una persona risentiva un’estrema tristezza, Metilde nella sua compassione, devotamente pregò onde ottenerle la consolazione dello Spirito Santo. Il Signore disse: “Perché si turba? L’ho creata per me, a lei mi sono dato per tutto quanto può desiderare da me. Le sono stato padre nella creazione, madre nella redenzione, fratello nella divisione del regno e sorella per la nostra dolce compagna”.

Una persona che aveva da lagnarsi di un’altra, venne a confidarle le sue pene. Essa si rivolse al Signore, il quale rispose: “Le dirai di consegnare a me i suoi nemici, ed io, in eterna ricompensa, darò me stesso a lei con tutti i miei Santi”.

* * *

Una volta Metilde vide sé stessa in piedi in presenza del Signore, in atto di salutare le di Lui sacratissime piaghe le quali erano ornate di gemme preziose. Restandone ella meravigliata, il Signore le disse:

“In quella guisa che le perle hanno un valore speciale e possono anche scacciare certe malattie[4], così le mie piaghe hanno un’efficacia tale che guariscono tutte le. infermità dell’anima.

“Vi sono dei cuori timidi che non ardiscono mai affidarsi alla mia tenerezza e nel loro timore cercano di fuggire la mia faccia; si può dire che sono colpiti da paralisi tremolante; se volessero rifugiarsi nella mia Passione e sovente salutare le mie piaghe con amore, tosto si troverebbero liberati da ogni timore.

“Altri sono instabili e vagabondi e corrono da un pensiero all’altro; basta una parola per farli cadere nell’impazienza e nella collera. Se volessero ricordarsi della mia Passione ed imprimere nei loro cuori le mie piaghe, acquisterebbero la stabilità dell’animo e ritroverebbero la pazienza.

“Ve ne sono altri che sono affetti da paralisi dormiente, vale a dire che in tutto operano con pigrizia e tiepidezza. Quanto sarebbe efficace per liberarli dall’accidia il ricordo della mia Passione con l’attenta considerazione delle mie piaghe così profonde e dolorose!”

* * *

La Santa si mise a pregare per una persona, e le sembrò di vederla davanti a Dio coperta di una veste bianca. Le mani del Signore erano posate su le mani di essa, ciò che faceva intendere che la destra del Signore avrebbe dato a quest’anima aiuto e forza per ogni opera buona, mentre la sinistra l’avrebbe protetta contro ogni avversità.

Il Signore disse: “A quella persona dirai che trattenga le sue lagrime. Quando non lo può, le unisca almeno alle mie, dolendosi che non siano versate per i peccatori o per mio amore. Allora, secondo il suo desiderio, presenterò al Padre mio, come lode, le sue lagrime unite con le mie”.

Pregando un’altra volta per la medesima, ne vide l’anima sotto la forma ai un bambino che pareva in piedi nel Cuore di Dio, e in pari tempo teneva tra le mani questo divin Cuore. Il Signore disse: “Venga da me con tale confidenza in tutte le sue tribolazioni, si tenga nel mio Cuore, vi cerchi la consolazione e io non l’abbandonerò mai”.

LE LAGRIME TRASFORMATE

Una persona provava una gran pena perché, per una sua infermità, non poteva trattenere le lagrime. Durante quasi cinque anni, aveva tanto pianto, che senza un soccorso speciale della divina misericordia, ne avrebbe perduta o la vista o il sentimento. Supplicò dunque la Santa di pregare il Signore affinché, nella sua clemenza, la volesse liberare da tale penosa prova. Mossa da profonda compassione, la Santa sovente la consolava e raddoppiava le sue preghiere per lei. Quella persona allora fu d’un tratto liberata, a segno che Metilde domandò al Signore come mai una tristezza simile avesse potuto così d’un tratto scomparire.

Il Signore rispose: “La sua liberazione, è effetto della mia bontà”; e soggiunse: “Le dirai che mi preghi di trasformare tutte quelle lagrime come se le avesse sparse per amore, per divozione o per contrizione dei suoi peccati”.

Da tali parole Metilde restò vivamente sorpresa; come mai lagrime versate così inutilmente potrebbero venire trasformate in lagrime sante? – “Essa confidi unicamente nella mia bontà, disse il Signore, e nella misura della sua fede: compirò in lei l’opera mia”.

O stupenda ed ammirabile condiscendenza della misericordia divina, che nella sua liberalità, si degna venire in aiuto d’egli infelici con tali consolazioni! Lettore, tu che senti come Dio per mezzo della santa sua Amante, abbia dato agli uomini le sue consolazioni, ti consiglio di appropriartele e farle tue, perché Dio, come ancora le rivelò, si compiace che tu pure richieda per te medesimo quel beneficio spirituale che ha concesso ad altri.

Gran numero di persone per mezzo di Metilde ricevettero spirituali consolazioni; ma il più delle volte la Santa le porgeva sotto forma di istruzioni, come se le avesse imparate da qualche intermediario. Dio sia dunque benedetto per averci concesso una tale mediatrice che si è dimostrata tenera madre degli infelici con le continue preghiere, le zelanti istruzioni e dolcissime consolazioni!


[1] Benedictus es Adonai in firmamento coeli, et laudabilis, et gloriosus, et superexaltatus in saecula!

[2] Simul benedicant te, Domine, omnes Angeli et Sancti tui!

[3] Respice, Domine sancte, Pater omnipotens, super me famulum tuum, pro quo Dominus noster Jesus Christus non dubitavit: manibus tradi nocentium et Crucis subire tormentum. Per eundem Christum Dominum nostrum. Amen.

[4] Secondo una credenza propria di quei tempi.

Sant’ Alberto Magno : “L’UNIONE CON DIO” Il fine della nostra vita

SANT’ ALBERTO MAGNO
(1193-1280)
vescovo dell’Ordine dei Predicatori, maestro di San Tommaso d’Aquino, Dottore della Chiesa

L’UNIONE CON DIO

Alcuni capitoli 

CAPITOLO I

LA MASSIMA PERFEZIONE SPIRITUALE E’ POSSIBILE ALL’UOMO MEDIANTE IL DISTACCO DELLA INTELLIGENZA E DELLA VOLONTA’ DA TUTTE LE COSE

 

 

Perché l’autore scrive questo opuscolo

Ho pensato di scrivere un’ultima parola (per quanto mi è possibile nei languori di questo esilio e pellegrinaggio) sul distacco completo da tutte le cose; e sull’unione libera, sicura, assoluta e totale con Dio. Il fine della perfezione cristiana, infatti, non è altro che la carità che a Dio ci unisce (1).

 

L’unione con Dio quale s’impone a tutti gli uomini

L’uomo che vuol giungere a salvezza è obbligato a questa unione di carità, e deve per conseguenza praticare i divini precetti e conformarsi alla divina volontà.

Tale vita escluderà tutto ciò che ripugna all’essenza della virtù della carità, cioè il peccato mortale.

 

L’unione con Dio quale si impone ai religiosi

Ma i religiosi si sono votati inoltre alla perfezione evangelica e alle opere di supererogazione e di consiglio, per arrivare più facilmente al loro fine ultimo che è Dio (2). Per cui essi evitano ciò che potrebbe impedire l’atto e il fervore della carità e ostacolare il loro slancio verso Dio.

Essi hanno rinunciato a tutti i beni del corpo e dell’ingegno e non osservano che il voto della loro professione religiosa (3).

 

Condizioni dell’unione perfetta con Dio

Dio è spirito, e coloro che l’adorano devono adorarlo “in spirito e verità” (4), devono cioè adorarlo con una conoscenza e un amore, una intelligenza e una volontà spogli da ogni illusione terrena.

Infatti il Vangelo dice: “Quando adorate, entrate nella vostra casa” ossia nell’intimo del vostro cuore e “dopo aver chiusa la porta” dei vostri sensi, con cuore puro, con coscienza senza rimproveri e con fede senza finzione “pregate il Padre in spirito e verità, nel segreto della vostra anima” (5).

L’uomo saprà realizzare questo ideale quando sarà disinteressato e spogliato di tutto, quando sarà interamente raccolto in se stesso, quando avrà messo da parte e dimenticato l’universo intero per mantenersi nel silenzio in presenza di Gesù Cristo, mentre la sua anima purificata eleverà con sicurezza e confidenza i suoi desideri a Dio, e con tutto lo slancio del suo cuore e del suo amore si dilaterà, s’inabisserà, s’infiammerà, si immedesimerà in lui, fino nel più intimo del suo essere, con una sincerità e una pienezza senza limiti.

 

CAPITOLO II

SI POSSONO DISPREZZARE TUTTE LE COSE TERRENE PER TENDERE ALL’UNIONE INTIMA CON DIO

 

Per raggiungere l’unione perfetta con Dio, bisogna disprezzare i beni terrestri

Ma l’uomo che intende raggiungere realmente tale stato di perfezione ed entrarvi, deve assolutamente chiudere occhi e sensi; non preoccuparsi, non turbarsi, non inquietarsi, non curarsi per nulla delle creature.

 

Raccogliersi in se stessi e attaccarsi a Cristo

Bisogna ch’egli rinunzi completamente a tutte le cose di questo mondo come inutili, nocive, funeste (6); che si raccolga in se stesso, e la sua anima non abbia altro pensiero che per il Cristo doloroso.

Egli dovrà fare ogni sforzo e serbare tutta la sua perseveranza per arrivare a lui per mezzo di lui: cioè a Dio per mezzo dell’Uomo­Dio, all’intimo della sua divinità per mezzo delle piaghe della sua umanità.

 

Bisogna anche abbandonarsi alla Divina provvidenza

Egli dovrà infine con tutta semplicità e confidenza abbandonare senza restrizione ogni cosa alla infinita provvidenza di Dio, secondo le parole di S. Pietro: “Deponete in Lui tutte le vostre angustie, perché Egli si prende cura di voi” (7). E altrove è detto “Non inquietatevi di nulla” (8); “Affida al Signore le tue cure: ed egli sarà il tuo tutore” (9); “Mi fan lieto, o Signore, le opere tue” (10); “Sempre io tengo il Signore innanzi a me” (11); “Incontrai l’amato del mio cuore” (12) e “mi venne ogni bene insieme” (13) con lui.

 

Bisogna infine cercare di esplorare il tesoro celeste

Ecco il tesoro celeste e nascosto, la pietra preziosa che si deve preferire a tutto, e cercare con umile fiducia e con sforzo costante, nella tranquillità del silenzio, con la massima energia dell’anima, dovesse pur costarci la perdita del benessere corporale, della lode, dell’onore.

Se così non fosse, per qual motivo ci faremmo religiosi? “Che gioverebbe a un uomo guadagnare tutto il mondo se perdesse l’anima sua?” (14).

Che importa lo stato, la santità della professione, l’abito dei perfetti, la testa tosata, tutto l’esteriore di una vita separata dal mondo, se poi manca lo spirito d’umiltà e di verità dove soltanto abita il Cristo per mezzo della fede e della carità? Dice S. Luca: “Il regno di Dio è dentro di voi” (15) ed è appunto il Cristo.

 

 

 

CAPITOLO III

LA LEGGE DELLA PERFEZIONE DELL’ UOMO IN QUESTA VITA

 

L’unione con Dio è proporzionata al distacco dalle cose terrestri

Più lo spirito è assorbito dal pensiero e dalle cure delle cose di questo mondo, più perde l’intimità della sua devozione e s’allontana dalle cose celesti. Al contrario, più si darà premura di allontanare le sue facoltà dal ricordo, dall’amore, dal pensiero delle cose inferiori per fissarle nelle cose superiori, più sarà perfetta la sua devozione, e più diventerà pura la sua contemplazione.

E’ impossibile che l’anima possa applicarsi, perfettamente a due oggetti nello stesso tempo, quando essi sono dissimili come il giorno e la notte (16).

Chi vive unito a Dio abita nella luce, chi si attacca al mondo vive nelle tenebre.

 

In che consiste la più alta perfezione in questo mondo

La più alta perfezione dell’uomo in questa vita consisterà dunque nel raggiungere una tale intimità con Dio, da procurare che tutte le facoltà e potenze dell’anima rimangano raccolte in lui e formino come un medesimo spirito con lui (17) e l’anima non ricordi che Dio, non senta e non comprenda che Dio, che tutti i suoi affetti, uniti nella gioia dell’amore, non trovino riposo che nel possesso del Creatore.

L’immagine di Dio, impressa nell’anima, è infatti costituita dalla ragione, della memoria e dalla volontà; ma fino a quando queste facoltà non portano l’impronta perfetta di Dio, non gli rassomigliano come nei giorni della prima creazione dell’uomo (18).

 

L’immagine di Dio deve essere impressa negli atti dell’uomo

La forma dell’anima è Dio, che deve imprimersi in essa come il sigillo sulla cera, come la marca sul proprio oggetto (19).

E ciò si realizza pienamente soltanto quando la ragione è completamente illuminata dalla conoscenza di Dio, verità suprema, e la volontà è interamente incatenata all’amore dell’eccelso bene, e quando la memoria è pienamente assorta nella contemplazione e nel godimento della felicità eterna e nel soave, dolce riposo di tale felicità. E siccome la gloria dei Beati in cielo, non è altro che il possesso di questo stato, è chiaro che l’iniziato possesso del medesimo, costituirà la perfezione dell’uomo nella vita presente.

 

 

CAPITOLO IV

L’UOMO DEVE OPERARE SECONDO LA SUA INTELLIGENZA E NON SECONDO I SENSI

 

Bisogna purificare l’anima dalle illusioni e preoccupazioni terrene

Beato colui che allontana da sé assiduamente le illusioni e le immaginazioni, e che orienta ed eleva la sua anima verso Dio. Fortunato colui che riesce ad obliare le apparenze e opera interiormente, dirigendo con purezza e semplicità la propria intelligenza e volontà verso il purissimo Dio!

Sforzatevi di allontanare dalla vostra anima le illusioni, le apparenze, le immaginazioni, insomma tutto ciò che non è Dio (20).

E’ necessario che tutto ciò che voi fate per Iddio derivi da una intelligenza, da una affezione, da una volontà egualmente purificate.

In poche parole, fine di tutte le vostre azioni deve essere di tendere verso Dio e di trovare in lui il riposo intimo, per mezzo di una intelligenza perfettamente pura e di una volontà completamente a lui consacrata, esente da rappresentazioni e preoccupazioni umane.

 

Non si arriva a Dio per mezzo dei sensi

Non con gli organi materiali né coi sensi esterni si arriva a Dio, ma con ciò che caratterizza l’essere umano, vale a dire con l’intelligenza e la volontà (21). Per conseguenza fino a che l’uomo s’indugia e si diverte in cose che interessano l’immaginazione e i sensi, è evidente che non ha ancora superato gli istinti e i limiti di ciò che vi è di animale in lui, di ciò che egli ha in comune coi bruti.

L’animale irragionevole non comprende, e non è impressionato che nella immaginazione e nei sensi, perché non ha facoltà più nobili. Ben altrimenti accade all’uomo, dotato di intelligenza, di volontà, di libero arbitrio, e creato ad immagine e somiglianza di Dio. Soltanto dunque per mezzo di queste facoltà, senza altri intermediari, egli deve tendere a lui e fissarsi in lui (22).

 

Il demonio ci tenta per mezzo dei sensi per impedire la nostra unione con Dio

Il demonio fa tutto il possibile per impedire questo santo esercizio.

Egli vede in esso un principio, un dolce preludio di vita eterna e ne è invidioso; si sforza dunque, con una tentazione o con l’altra, di allontanare l’anima da Dio. Eccita le passioni, provoca agitazioni inutili, preoccupazioni. indiscrete, turbamenti, conversazioni sregolate, irragionevoli curiosità.

Seduce per mezzo della lettura di libri vani, di relazioni pericolose, con l’agitazione e con le novità; ricorre alle dure prove, alle avversità, ecc.

 

Le preoccupazioni terrestri, anche se oneste possono essere di ostacolo alla nostra unione con Dio

Può anche darsi che tutte queste cose non siano talvolta che colpe leggere, o non siano neppure colpe; è nondimeno fuori di dubbio che rappresentino sempre un grande ostacolo all’opera di unione con Dio.

Dobbiamo dunque concludere che quand’anche tutto ciò sembrasse utile o, se si vuole, necessario, conviene 1iberarne i sensi, come di un male, si tratti di grandi o di piccole cose.

Ciò che in qualsiasi modo si è udito o fatto, o detto, non deve lasciare in noi alcuna preoccupazione, o effervescenza dell’immaginazione. Né prima, né dopo, né durante, dobbiamo attaccarvi i sensi interni o esterni al punto da esserne turbati.

 

Risultati del distacco dalle cose terrene

Quando le rappresentazioni sensibili non agitano più la memoria né lo spirito, allora l’uomo non è più disturbato nelle sue preghiere, nelle meditazioni, nella recita del divino ufficio, in nessuno insomma dei suoi esercizi spirituali.

Non vi saranno più in lui quei ricordi del passato che generano le distrazioni.

Voi potrete allora, senza difficoltà e con sicurezza, nel silenzio e nella pace, affidare voi stessi e quanto vi appartiene all’infallibile e salda Provvidenza. Iddio allora combatterà per voi, vi darà una libertà e delle consolazioni migliori, più nobili, più dolci di quelle che avreste goduto abbandonandovi giorno e notte alle corse folli della immaginazione, alle vane agitazioni lusinghiere della vostra anima, che sarebbe stata sacrificata, senza ragione, col vostro corpo, il vostro tempo, le vostre forze (23).

 

Non bisogna impressionarsi di nulla

Bisogna dunque che ogni avvenimento, qualunque ne sia l’origine, sia accettato in silenzio, nella pace e tranquillità dello spirito. Essi ci vengono sempre dalla mano patema della Provvidenza.

Allontaniamo dunque con molta cura le preoccupazioni materiali, per quanto ce lo permette la nostra professione.

Purifichiamo pensieri ed affetti, per fissarci in Colui al quale ci siamo votati così frequentemente e così totalmente.

Non vi siano più intermediari fra lui e la nostra anima.

Allora soltanto noi potremo senza indugi e inciampi, passare direttamente dalle piaghe dell’umanità di Gesù Cristo alla luce della sua divinità.

 

 

CAPITOLO V

DOBBIAMO RICERCARE LA PUREZZA DI CUORE PIÙ D’OGNI ALTRA COSA

 

Si trova la purezza del cuore riunendo le proprie affezioni in Dio

Voi dunque che desiderate percorrere il sentiero più breve e più sicuro per arrivare un giorno alla patria celeste, alla grazia, alla gloria eterna, mettete ogni vostra cura a mantenere il cuore in una inviolabile purezza, l’anima in libertà, i sensi nella quiete.

Raccogliete tutte le affezioni del vostro cuore per gettarle in seno a Dio.

Bisogna, quanto più è possibile, liberarsi dalle preoccupazioni inutili

Staccatevi, per quanto è possibile, dalle vostre conoscenze e da tutto ciò che potrebbe ostacolare i vostri propositi.

Cercate ardentemente e continuamente il luogo, il tempo, il modo di godere la pace e la contemplazione. Non amate nulla più del segreto della solitudine, evitate i discorsi mondani sempre pronti ad ostacolarvi, fuggite le turbolenze di un mondo incessantemente agitato e rumoroso (24).

Sforzatevi costantemente di purificare, di illuminare e pacificare il vostro cuore, chiudete le porte dei sensi carnali, per raccogliervi abitualmente in voi stessi, e fate in modo che il vostro cuore resti chiuso, per quanto è possibile, a tutto ciò che può venirvi dalla terra.

 

Importanza della purezza di cuore

Fra tutti gli esercizi spirituali la purezza del cuore tiene il primo posto.

Essa è il fine e la ricompensa di tutto il lavoro spirituale e non appartiene che a colui il quale vive veramente secondo lo spirito e da buon religioso.

Mettete dunque ogni vostra cura, ogni vostra capacità e ogni energia per liberare il vostro cuore, i vostri sensi e le vostre affezioni da tutto ciò che potrebbe ostacolarne la libertà, incatenarvi e rendervi schiavi.

Combattete costantemente per riunire tutte le affezioni disordinate del vostro cuore nell’amore della sola e pura verità e del bene supremo.

 

Effetti della purezza di cuore

L’anima vostra allora potrà ancorarsi tenacemente in Dio e nelle cose divine, voi sdegnerete le frivolezze della terra e il vostro cuore si verrà trasformando, fino nella più intima fibra, in Nostro Signore Gesù.

Quando avrete incominciato a spogliarvi e a liberarvi di ciò che è terrestre, a semplificare e tranquillizzare con fiducia il cuore e lo spirito in Dio, per bere ed assaporare con tutte le vostre potenze i flutti dei favori divini, e a fissare la vostra volontà ed intelligenza in Dio, allora non vi sarà più necessario ricorrere agli insegnamenti della divina Scrittura per apprendervi l’amor di Dio e del prossimo: lo Spirito Santo vi istruirà e dirigerà (25).

 

Non bisogna trascurare nulla per uscire da se stessi

Non risparmiate dunque nessuno sforzo, nessuna fatica, nessuno slancio, per purificare il vostro cuore, per fissarvi immobili e tranquilli in Dio, come se fosse già spuntato per voi il giorno dell’eternità che è il giorno di Dio.

Per amore di Gesù plasmate in voi stessi un’anima pura, una coscienza serena e una fede sincera, e di fronte a tutte le prove, a tutti gli eventi, confidate in Dio senza restrizione, non curandovi d’altro che di obbedire assolutamente alla sua volontà e ai suoi desideri.

Per arrivare a questo, dovete rientrare frequentemente in voi stessi e rimanervi il più possibile, onde effettuare in voi il distacco da ogni cosa terrena.

Serbate la vostra anima nella purezza e nella calma; preservate la vostra intelligenza dalla polvere di quaggiù, proteggete la libertà della vostra volontà, attaccatevi con ardente amore al bene supremo, tenete la vostra memoria al disopra delle cose di questo mondo, per fissarla nel bene essenziale e increato.

 

L’unione di intelligenza e d’amore con Dio è la suprema perfezione sulla terra

La vostra anima con tutte le sue facoltà e potenze sia raccolta in Dio in modo da formare con lui un solo spirito. In questo consiste tutta la perfezione possibile all’uomo sulla terra.

Tale unione d’intelligenza e d’amore per cui l’uomo si conforma in tutto alla volontà eterna e suprema, ci permette di diventare, per grazia, ciò che Dio è per natura (26).

Non dimentichiamolo: nello stesso istante in cui l’uomo, con l’aiuto di Dio riesce a vincere la sua volontà, vale a dire, riesce ad allontanare da sé ogni amore, ogni preoccupazione disordinata, per lanciarsi decisamente, con tutte le sue miserie, nel seno di Dio, diventa immediatamente così gradito a Dio che ne riceve il dono della grazia.

La grazia poi gli comunica la carità e l’amore; la carità mette termine a tutte le esitazioni, a tutti i timori, ed egli confida soltanto in Dio.

E’ dunque ben vero che la più grande felicità consiste nel porre tutta la nostra fiducia in Colui che non può mancarci. Fino a quando resterete in voi stessi, sarete vacillanti e instabili. Gettatevi con confidenza sul cuore di Dio, egli vi riceverà, vi guarirà, vi salverà (27).

 

La felicità dell’unione con Dio

Se saprete riflettere frequentemente su queste verità, troverete in esse più felicità e gioia per la vita che non in tutte le ricchezze, in tutti gli onori, in tutte le delizie; non solo, ma persino più che in tutta la sapienza e la scienza di questo mondo menzognero e ripieno di corruzione, anche se possedeste tali beni in copia maggiore di quanta ne ebbero coloro che vi hanno preceduti.

 

CAPITOLO VI

L’UOMO CHE VUOLE ACQUISTARE LA VERA PIETA’ DEVE PURIFICARE LA PROPRIA INTELLIGENZA E I PROPRI AFFETTI

 

Il distacco interiore fa gustare le cose del cielo

E’ fuor di dubbio che più voi sarete liberi dalle occupazioni e dai ricordi esteriori e mondani, più la vostra anima riacquisterà forza e capacità per gustare le cose del cielo. Imparate perciò a staccarvi dalle cose terrene.

Dio ama molto tale rinuncia. Le sue delizie sono di stare coi figlioli degli uomini (28) cioè con coloro che dopo avere allontanato le distrazioni e le passioni, sanno, con cuore puro e retto, tendere, donarsi e attaccarsi a lui.

Se la memoria, l’immaginazione, i pensieri strisciano spesso a terra, accadrà necessariamente che gli avvenimenti nuovi, i ricordi del passato e molte altre cose, inevitabilmente vi preoccuperanno e distrarranno. Lo Spirito Santo è assente da questi pensieri che mancano di saggezza.

Il vero amico di Gesù Cristo deve dunque essere talmente unito con la propria intelligenza e buona volontà alla volontà e alla bontà divina, da togliere alle passioni ogni appiglio su lui e da evitare di indagare se è schernito, amato o considerato come persona da poco. La buona volontà può arrivare a tutto, può dominare ogni cosa.

 

Suscita nell’anima il disinteresse per le miserie personali

Se la volontà è buona e pienamente conforme e unita alla volontà di Dio, come consiglia l’intelligenza, poco importa che la carne, i sensi, l’uomo esteriore, siano inclini al male e fiacchi per il bene, oppure che l’uomo interiore si trovi senza amore per le cose spirituali (29). Importa soltanto che per la fede e la buona volontà l’uomo resti unito a Dio con tutta l’anima.

Egli vi riuscirà, se riconoscerà la propria imperfezione e il proprio nulla; se comprenderà che il proprio bene non si trova che nel suo Creatore; se abbandona a Lui se stesso con tutte le sue potenze, le sue forze e le creature tutte, per nascondersi interamente in seno a lui con pieno slancio, per dirigere ogni sua azione verso Dio, senza cercare nulla all’infuori di Dio; se riconosce d’aver trovato in lui tutto il bene e tutta la felicità della perfezione.

 

Divinizza l’uomo

L’uomo allora, giunto a questo stato di perfezione, sarà, in certo qual modo, trasformato in Dio; non potrà più pensare, amare, comprendere, ricordare che Dio o le cose di Dio; non vedrà più se stesso e le altre creature se non in Dio; non avrà altro amore che per Iddio; le creature e se stesso si presenteranno alla sua memoria solo più nella luce di Dio.

 

Rende l’anima veramente umile

Simile conoscenza della verità, rende sempre l’anima umile, severa verso se stessa e non verso gli altri; mentre la saggezza mondana rende l’anima superba, frivola, piena d’orgoglio e d’alterigia.

 

La libertà interiore è necessaria per elevarsi a Dio

E’ dunque necessario considerare come dottrina fondamentale e veramente spirituale quella che ci mostra quanto sia chimerico aspirare di giungere alla conoscenza, al servizio, alla familiarità con Dio e al suo pieno possesso, se non si è prima distaccato il proprio cuore dalle affezioni terrene, non solamente dalle persone, ma da ogni altra creatura o cosa; se non si riesce a tendere verso il Creatore con tutto il cuore, liberamente, senza secondi fini, senza timori né esitazioni, con fiducia illimitata nella sua universale provvidenza (30).

CAPITOLO XII

EFFICACIA DELL’AMORE DI DIO

 

Importanza dell’amore di Dio

Tutto ciò che abbiamo detto nei capitoli precedenti, tutto ciò che è necessario alla salvezza, non può ricevere che dall’amore il suo più intimo e salutare perfezionamento.

L’amore supplisce a tutto ciò che potrebbe mancarci per la nostra salvezza; racchiude in sé l’abbondanza di ogni bene e non gli manca neppure la presenza dell’oggetto supremo dei nostri desideri.

Soltanto per l’amore noi ci orientiamo verso Dio, aderiamo a Dio, siamo uniti a Dio, per diventare uno stesso spirito con lui e ricevere da lui e per lui la felicità, quaggiù nella grazia e lassù nella gloria.

L’amore non trova riposo che nel bene amato, ossia nel suo possesso pacifico e completo.

 

L’amore conduce a Dio

L’amore, o la carità, è la via che conduce Dio all’uomo e l’uomo a Dio.

Dio non può stare ove non c’è la carità.

Chi ha la carità, possiede Dio, perché “Dio è carità ”.

Non vi è nulla di più acuto, sottile, penetrante della carità.

Essa non ha riposo fino a che non ha esplorato tutta la potenza e la profondità dell’oggetto amato. Essa vorrebbe immedesimarsi in lui, e, se lo potesse, essere con lui una cosa sola.

Ecco perché non può sopportare intermediari fra lei e il suo oggetto che è Dio: essa si slancia violentemente verso di lui e non ha pace fino a quando ha superato tutto per giungere a lui.

L’amore ha la virtù di unire e di trasformare; trasforma l’amante nell’amato e l’amato nell’amante. Nei limiti del passibile, l’uno diventa l’altro.

 

L’amore crea l’unione fra l’amante e l’amato

E anzitutto con quale perfezione d’intelligenza trasporta la persona amata in colui che ama!

Con quale dolcezza e soavità l’una vive nel ricordo del secondo! Colui che ama, si sforza di sapere, non in maniera superficiale, ma fino all’intimo, ciò che riguarda la persona amata e di penetrare, per quanto gli è possibile, addentro nella sua vita!

Dopo viene la volontà.

Essa trasporta la persona amata nel soggetto che ama.

Quindi, le due persone, amante e amata, sono unite in una amorosa compiacenza, in una dolce e intima gioia procurata loro dal reciproco possesso.

Inoltre, colui che ama si trova nella persona amata anche per la sua conformità di desideri, di attrazioni e di ripugnanze, di gioie e di tristezze. Si direbbe che è propria una cosa sola con lui.

Poiché “l’amore è forte come la morte” (57), porta l’amante fuori di se stesso e fino nell’intimo dell’amato fortemente ve lo incatena.

L’anima è molto più presente là dove ama che non dove è principio di vita, perché essa è nella persona amata con la sua propria natura, con la ragione e la volontà, mentre nell’essere da essa vivificata è presente soltanto per dargli l’esistenza, ciò che accade anche negli animali (58).

 

Soltanto l’amore di Gesù Cristo può distoglierci da ciò che non è Lui

Bisogna dunque concludere che una cosa sola può distoglierci dagli oggetti esteriori, per ricondurci prima in noi stessi e in seguito nella divina intimità con Gesù Cristo. Essa è l’amore a Gesù e il desiderio delle sue soavità che ci permettono di sentire, comprendere e gustare la presenza della sua divinità.

La forza dell’amore è la sola capace di trasportare l’anima dalla terra alle altezze del cielo.

Nessuno può pervenire alla suprema beatitudine, se l’amore e il desiderio non gli danno le ali.

L’amore è la vita dell’anima, la sua veste nuziale, la sua perfezione (59).

“La legge, le profezie, i precetti del Signore dipendono da esso” (60). Per questo l’Apostolo diceva ai Romani: “Il compimento della legge è l’amore” (61) e nella prima Epistola a Timoteo: “Fine della legge è la carità” (62).

 

 

 

Beato John Henry Newman «Per la tua grazia, abiti in me in un modo ineffabile, mi unisci a te e a tutta l’assemblea degli angeli e dei santi»

 

« Se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò »

Mio Dio, eterno Paraclito, ti adoro, luce e vita. Avresti potuto limitarti a mandarmi dal di fuori buoni pensieri, e la grazia che li ispira e li compie; avresti potuto condurmi in questo modo nella vita, purificandomi soltanto con la tua azione tutta interiore al momento del mio passaggio all’altro mondo. Ma, nella tua compassione infinita, sei entrato nella mia anima, fin dall’inizio, ne hai preso possesso, ne hai fatto il tuo tempio. Per la tua grazia, abiti in me in un modo ineffabile, mi unisci a te e a tutta l’assemblea degli angeli e dei santi. Più ancora, sei personalmente presente in me, non solo con la tua grazia, ma proprio con il tuo essere, come se, pur conservando la mia personalità, io fossi in un certo modo, assorbito in te, fin da questa vita.

E siccome hai preso possesso del mio stesso corpo nella sua debolezza, anch’esso è il tuo tempio. Verità stupenda e temibile! O Dio mio, questo credo, questo so!

Posso forse peccare mentre sei così intimamente unito a me? Posso forse dimenticare chi è con me, chi è in me? Posso forse scacciare l’ospite divino per ciò che egli aborrisce più di qualunque altra cosa, per l’unica cosa al mondo che lo offende, per l’unica realtà che non è sua?… Mio Dio, ho una doppia sicurezza di fronte al peccato: primo, il timore di una tale profanazione, nella tua presenza, di tutto ciò che sei in me; e poi, la fiducia che la stessa tua presenza mi custodirà dal male… Nelle prove e nella tentazione, ti chiamerò… Proprio grazie a te, non ti abbandonerò mai.

Beato John Henry Newman

Beata Elisabetta della Trinità : “Non c’è che una via, quella della croce. Fuori di questa, non c’è salvezza. Ma ciò costa alla natura.E’ duro mortificare i sensi, romperla con le cattive abitudini …” ” Bisogna morire con Cristo, cioè morire a tutto per non vivere che di Lui”

 

 ” Dio in me, io in lui ” , sia questo il nostro motto!

 

PENSIERI DI BEATA ELISABETTA DELLA TRINITA’:

1. Umile Gesù, divino esemplare, sarò fedele agnello del tuo gregge, ti seguirò portando la mia croce, non ascoltando che la tua parola!

2. Senza di te, lo sai, non valgo niente, ma se tu mi fortifichi, Signore, sarò capace di ogni sacrificio.

3. Della tua fiamma incandescente e pura brucia l’anima mia, Spirito Santo, consumala nel tuo divino amore!

4. Incrollabile è la mia fiducia nella tua divina Provvidenza… Gesù, a te completamente m’abbandono.

5. Profonda solitudine, lontana dai rumori del mondo, come in alto l’ani ma mia sollevi, fino ai cieli!

6. La preghiera è il vincolo delle anime.

7. Che tristezza lasciare il tabernacolo, congedarsi dall’Ospite divino! Ma sei sempre con me, sei nel mio cuore … unico mio Diletto.

8. Oggi ho avuto la gioia di offrire a Gesù molti sacrifici per vincere il mio difetto predominante. Mi sono costati tanto e riconosco perciò tutta la mia debolezza.

9.Come è breve la vita! E’ un attimo. Il bambino, vedendo i capelli bianchi del vecchio, le sue spalle curve, si chiede: quando sarò anch’io così ? E quel giorno gli sembra tanto lontano. In realtà la vita è come un torrente impetuoso verso un immenso oceano… verso l’eternità.

10. Quanto desidero di riportare anime a Gesù! Darei la mia vita solo per contribuire al riscatto di una di quelle anime che Gesù ha tanto amato.

11. O Gesù, mio amore, mia vita, mio Sposo diletto, la tua croce, ti supplico, dammi la tua croce, voglio portarla insieme con te. Tu hai sofferto abbastanza per me, voglio ora consolarti. Mi carico dei peccati del mondo. Non vedere che me, non colpire che me!

12. Troveremo la sorgente della pietà nella santa Comunione, da cui attingeremo luce e forza.

13. Tu sai, Gesù, quanto desidero progredire per essere da te più amata. Sì, mio Gesù, sono gelosa del tuo amore e, per parte mia, ti amo tanto che, in certi momenti, mi sembra di morire!

14. Mio Dio, voi sapete che se io soffro, se soprattutto desidero soffrire tanto, non è perchè penso alla mia eternità, ma solo per consolarvi, per ricondurre a voi le anime, per mostrarvi il mio amore.

15. Quando ricevo un’osservazione ingiusta, mi sento come ribollire il sangue nelle vene, tutto il mio essere si ribella! … Ma Gesù è con me, odo la sua voce in fondo al cuore, e allora mi sento disposta a sopportare tutto per amore di lui.

16. Poiché mi è quasi impossibile impormi altre sofferenze, devo pure persuadermi che la sofferenza fisica e corporale non è che un mezzo, prezioso del resto, per arrivare alla mortificazione interiore e al pieno distacco da se stessi.

17. Farò tutti gli sforzi per essere fedele a questa mia decisione di rinunciare sempre a me stessa. Non è sempre così facile, ma con te, o Gesù, mia forza, mia vita, non è forse sicura la vittoria?

18. Con quanto slancio ho pregato, supplicato Dio onnipotente per i poveri peccatori! Con quanta passione gli ho rinnovato il sacrificio della mia vita, offrendomi in olocausto, a somiglianza di Gesù, mio Sposo diletto!

19. Bisogna amare le anime, ricercarle con vera passione. E’ grande la loro bellezza. Se avessimo visto la bellezza di un’anima pura, crederemmo di aver visto Dio.

20. Chiedete e riceverete. La preghiera è infallibile, bisogna pregare.
Dio lo ha detto formalmente. Non è un consiglio, ma un ordine.

21. Dio è buono. Anche la nostra anima è dotata di una squisita bontà. Sa amare, donarsi, sacrificarsi.

22. La vita possiamo riassumerla così: molti dolori, molte lacrime, molte illusioni, la speranza di una felicità sempre attesa e mai raggiunta. Tuttavia ci si attacca a questa vita. Che pazzia!

23. Ho tanta sete di soffrire, di ricondurre anime a Dio. Sono avida di sacrifici e benedico tutti quelli che incontro nel corso delle mie giornate.

24. La morte viene a colpirci nel momento che meno ce l’ aspettiamo.
Dio stesso l’ha detto. Quante morti improvvise! Domani, questa notte, ci risparmierà. la morte come ha fatto oggi?

25. La penitenza è una tavola di salvezza che Gesù ci porge nel mare di questa vita. Afferriamoci ad essa!

26. Che la mia vita sia d’ora in poi un tormento continuo,. ma possa consolarti, o Gesù, e dimostrarti tutto il mio amore. Le anime, le anime! Che io possa conquistarne tante. “O soffrire, o morire! “.

27. La preghiera è così potente sul cuore di Dio! Pregare con perseveranza, senza scoraggiarsi, anche se dovessimo morire senza essere esauditi.

28. Spesso una buona parola, mormorata a proposito, può fare tanto bene. Non trascuriamo mai di dirne una, se si presenta l’occasione.

29. Se il cattivo esempio è cosa tanto terribile e funesta, quanto bene può fare il buon esempio! E’ più eloquente d’ogni predica. Spesse volte, quanti si sono convertiti a contatto con persone sante, fossero pure delle donnette!

30. Stiamo pronti sempre, per non temere la morte, per poterla anzi invocare a gran voce come la liberazione definitiva da questa terra d’esilio e l’inizio dell’unione eterna con Dio, che amiamo al di sopra di tutto.

31. L’ impurità. è il vizio più vergognoso, quello che più dispiace a Gesù. Grazie, mio Diletto, d’ aver conservato puro questo cuore, che è tutto tuo ! Maria, madre mia, vegliate sempre su di me!

32. La sofferenza è la scala che ci conduce a Dio, al cielo.

33. Il timore è l’inizio della sapienza, ma colui che agirà solo per timore, non farà. un passo avanti in questa virtù. Bisogna pensare all’amore, alla misericordia di Dio.

34. Questo mondo non può soddisfarmi. Languisco, soffro, piango, perché cerco te, mio Diletto.

35. Quale attrattiva nella sofferenza, quando si accetta e si desidera! Che abbondante sorgente di merito ! Non esiste una via più sicura della croce. Dio stesso l’ha scelta.

36. Se la preghiera è una cosa tanto bella e consolante, se lavorare per Iddio è ammirevole, nulla tuttavia può eguagliare il merito e la bellezza della sofferenza. In essa non vi è traccia di amor proprio.

37. La carità è indispensabile. Il cristiano si riconosce dalla sua carità.

38. Dio ci ha indicato le armi contro la tentazione: Vegliate e pregate!

39. Come è difficile sopportare i differenti caratteri! Un santo ha detto che questo è il fiore della carità.

40. L’anima che medita ha la salvezza assicurata. La meditazione consiste nel riflettere stando alla presenza di Dio, e il demonio fa di tutto per distoglierne le anime. Egli sa bene quanto è efficace questo mezzo per avanzare nelle virtù.

41. Quante persone “devote”, che al mattino fanno la Comunione e poi cadono in giudizi temerari e in ogni sorta di maldicenze, più o meno abilmente celate !

42. Mi piace vedere la Madonna nell’atto di contemplare il suo Gesù morto e giacente tra le sue braccia. Che cosa non ha sofferto questo cuore di Madre?

43. Non c’è che una via, quella della croce. Fuori di questa, non c’è salvezza. Ma ciò costa alla natura.

E’ duro mortificare i sensi, romperla con le cattive abitudini …

44. L’umiltà è la sorgente delle grazie. Colui che si crede vile e miserabile, Dio lo colma dei suoi favori.

45. Lo Scapolare è l’insegna di Maria. Un’anima che lo porta e che, bene inteso, fa tutti gli sforzi per salvarsi, non può cadere nell’inferno, è impossibile.

46. Gesù mi vuole tutta per se, per amare, pregare, soffrire.

47. Si deve sentire, entrando nelle nostre case, che Dio vi è presente, che egli vi è amato e rispettato.

48. Essere umili significa essere molto amati da Gesù. I superbi non li può vedere. Ciò lo possiamo comprendere riflettendo all’antipatia che ci ispirano le persone altezzose e soddisfatte di sé. Il mondo non le può sopportare e le critica. Neppure Dio le può amare.

49. L’anima abituata al peccato veniale finisce per non scorgere più il limite che la separa dalla colpa grave.

50. La pietà deve essere guidata dall’amore e non dal timore. Si lavora sempre con passione per colui che si ama.

51. Non scoraggiarsi mai. E’ più difficile liberarsi dallo scoraggiamento che dal peccato. Non inquietarsi se non si costatano progressi nello stato della propria anima. Spesso Dio permette questo per evitare un sentimento di orgoglio. Egli sa vedere i nostri progressi e contare ogni nostro sforzo.

52. Il Rosario è la catena che ci unisce a Maria. Con la pratica della recita del Rosario… Maria ci tende la mano Maria dirige la nostra barchetta sulle onde agitate di questa vita… siamo sicuri di arrivare al porto della salvezza eterna.

53. Dobbiamo assistere alla santa Messa con i sentimenti che avrebbero riempito il nostro cuore sul Calvario.

54. Come vorrei farti dimenticare, o Signore, con la piena del mio amore,tutte le ingratitudini del mondo! .Non sentirti solo, io t’amerò per quelli che ti dimenticano. Lo so, sono troppo povera e cattiva per aspirare a tanto, ma ti amo, o Gesù, ti amo fino alla morte!

55. L’ Eucaristia è il colmo dell’amore divino. Qui Gesù non ci dà solo i suoi meriti e i suoi dolori, ma tutto se stesso.

56. Ti renderò amore per amore, sangue per sangue, o mio Sposo diletto!
Sei morto per me, ebbene, ogni giorno
morirò a me stessa, ogni giorno affronterà nuove sofferenze, ogni giorno sopporterà un nuovo martirio. Tutto per te, solo per te, che amo tanto!

57. Guardo il mondo, gli oggetti del mondo come cose tra le quali devo solo passare, non vi attacco per nulla il cuore.

58. Quando qualcosa mi costa, quando resto esitante, Gesù insiste in modo che mi è impossibile opporgli un rifiuto.

59. Non bisogna essere egoisti nei nostri affetti!

60. Quando penso a tutte le mie debolezze, alla mia tiepidezza verso di te, la tua bontà mi confonde. Piango allora, o Gesù, ma quelle lacrime sono così dolci!

61. Che io non cerchi nulla fuori di te, o Gesù,perchè tu solo puoi contentare il mio cuore.

62. Solitudine e silenzio … Al di dentro si può sempre essere così, perché quando il cuore è preso, nulla al mondo potrebbe distrarlo. I rumori sfiorano la superficie, nel profondo non c’è altri che Gesù.

63. Che bella cosa pregare l’uno per l’altro, darsi appuntamento presso il buon Dio, dove non esiste più ne distanza ne separazione!

64. Mio Diletto, mentre i carnefici foravano i tuoi piedi e le tue mani, mentre subivi mille torture sulla croce, vedevi le mie colpe senza numero e tutte le mie infedeltà!

65. Ci sono delle cose che pedono il loro profumo non appena sono esposte all’aria. Così ci sono dei pensieri intimi che non possono tradursi nel linguaggio della terra senza perdere subito il loro significato profondo e celeste.

66. Mio Gesù, riceverti ogni giorno, e poi, da una Comunione all’altra vivere unita a te. Oh, quest’intimità è il paradiso sulla terra!

67. La preghiera deve essere umile, fiduciosa, perseverante, continua. Sì,
continua,perchè offrendo tutte le nostre azioni a Dio, non operando che per lui, vivendo nell’unione con nostro Signore, anche le azioni più semplici diventano
meritorie davanti a Dio.

68. Sento in questo istante suonare le campane e mi sembra che m’invitino a salire più in alto, al di sopra di questa terra, nelle regioni infinite dove non c’è che Dio.

69. Cristo è la sorgente, andiamo a dissetarci presso il nostro prediletto.
Lui solo può saziare il nostro cuore.

70. Signore, che la mia vita sia un’orazione continua, che nulla mai possa distrarmi da te, ne le preoccupazioni, ne i piaceri, ne la sofferenza. Che sia inabissata in te, che faccia tutto sotto il tuo sguardo.

71. Restiamo in raccoglimento accanto a Colui che è, accanto all’Immutabile, la cui luce risplende sempre su di noi. Noi siamo coloro che non sono.

72. ” Amore “. Questa parola racchiude, mi sembra, tutta la santità. Amiamolo dunque il nostro Diletto, ma di un amore calmo e profondo!

73. Come è bello perdersi, sparire in Dio! Si sente bene che non si è più che uno strumento, che è lui che agisce, che è tutto.

74. E’ duro far soffrire quelli che si amano, ma è per Gesù. Se egli non mi sostenesse, in certi momenti mi domando che cosa diventerei; ma egli è con me e con lui si può tutto.

75. Che sistemi Iddio tutte le cose secondo il suo beneplacito, non voglio che quello che lui vuole, non desidero che quello che lui desidera. Non gli chiedo che una cosa: amarlo con tutta l’anima, ma di un amore vero, forte, generoso.

76. Non ci resta che fare il vuoto, staccarci da tutto perchè non ci sia che Cristo, lui solo … e non siamo più noi a vivere, ma lui viva in noi. Ai piedi della croce si sente così bene questo vuoto delle creature, questa sete infinita di lui.

77. La festa di Natale parla tanto all’anima e mi sembra che inviti a morire a tutto per rinascere ad una vita nuova, una vita tutta d’amore. Oh, se potessi essere piccola come Gesù e poi crescere al suo fianco mettendo i piedi sulle orme dei suoi passi divini!

78. Anche in mezzo al mondo si può ascoltare Dio nel silenzio di un cuore che non vuole essere che suo.

79. Fare la volontà del Signore è ciò che vi è di più bello.

80. Mi sembra che nulla possa distrarre da Dio quando non si agisce che per lui, sempre sua sua santa presenza, sotto quello sguardo divino che penetra nel più intimo dell’anima.

81. O dolce vita nella Trinità, tutta luce, tutta amore!

82. Gesù appare sempre di più al mio pensiero come l’aquila divina. Noi siamo la preda del suo amore. Ci afferra, ci pone sulle sue ali e ci porta lontano ad altezze sublimi dove l’anima e il cuore amano perdersi! Lasciamoci prendere e portare dove egli vuole.

83. Bisogna morire con Cristo, cioè morire a tutto per non vivere che di lui.

84. Unire, identificare la nostra volontà con quella di Gesù: allora si è sempre felici, sempre contenti.

85. Lasciamoci crocifiggere con il nostro Diletto. E’ così bello soffrire per lui! Attraverso questa sofferenza cresce in noi la sua somiglianza. così gli restituiamo un po’ di amore e non c’è cosa più bella che dare qualche cosa a chi si ama.

86. ” Dio in me, io in lui “, sia questo il nostro motto.

87. Che importa il sentimento ? Forse Dio è anche più vicino quando meno lo sentiamo. E’ qui, nel fondo dell’anima, che amo cercarlo. Preoccupiamoci di non lasciarlo mai solo e che la nostra vita sia una continua preghiera.

88. E’ là, ai piedi della croce, che ci si sente la fidanzata di Cristo. Tutte le oscurità, tutte le nostre sofferenze finiscono per attaccarci al nostro unico Tutto. Ci purificano l’anima per condurci all’unione.

89. In cielo non potremo più soffrire per colui che amiamo. Approfittiamo perciò ora di ognuna delle nostre sofferenze per consolare il nostro Diletto!

90. Che gioioso mistero la presenza di Dio dentro di noi, in questo intimo santuario delle nostre anime, dove semprelo possiamo trovare, anche quando non avvertiamo più sensibilmente la sua presenza!

91. Andiamo a Gesù attraverso la pura fede.

92. Quanto grande è la bontà del divino Fidanzato e quanto più viva sembra rifulgere nell’ oscurità della prova ! Si direbbe che proprio allora ci è più vicino, che più intima è l’unione con lui. Non siamo le sue vittime? Egli ci segna con il suggello della croce perchè gli rassomigliamo di più.

93. Certe volte ho nostalgia del cielo. Come vorrei andarmene lassù, accanto a Dio!

94. Non è forse sempre Gesù che ci presenta la gioia e il dolore, la salute o la malattia, la consolazione o la croce? Sì, amiamo, benediciamo la volontà tutta amore che ci manda queste sofferenze.

95. Io lo sento, il Diletto mi chiama a vivere in quelle regioni dove l’uno con lui si consuma.

96. Gesù sia talmente in me che lo si senta avvicinandomi e si pensi a lui! Noi s.iamo le sue ostie viventi, i suoi piccoli cibori.

97. Amiamo, amiamo con quell’amore calmo, generoso, profondo, che non retrocede davanti a nessuna sofferenza, restiamo ai piedi della croce dove ci chiama il nostro Diletto e quando non ne possiamo più, limitiamoci a guardarlo.

98. Il buon Dio non restringe il cuore di coloro che si danno a lui. Al contrario lo dilata. Dietro le grate non si dimenticano quelli che si sono lasciati. Più si è vicini al buon Dio, più si ama.

99. Amo tanto questo mistero della santissima Trinità: è un abisso in cui mi perdo!

100. Rimaniamo unite sempre ai piedi della croce, immobili e silenziose presso il divin Crocifisso, ad ascoltarlo e penetrare tutti i suoi segreti. Ci svelerà tutto, è lui che ci condurrà al Padre.

101. Forse non ci rivedremo mai più sulla terra. Oh, come sarà bello ritrovarsi lassù per non più lasciarci!

102.E’ tanto bello sentire che il nostro unico Tutto è qui con noi, e non c’è che lui, nient’altro che lui.

103. Ho trovato il mio cielo sulla terra in questa cara solitudine del Carmelo dove sono sola con Dio solo. Fo’ tutto con lui e a tutto vado con una gioia divina. O che spazzi, o che la vori, o che sia all’orazione, tutto trovo bello e delizioso,perchè è il mio. Maestro che vedo dappertutto!

104. Dopo la Comunione, possediamo tutto il cielo nella nostra anima, eccetto la visione.

105. Mi piace tanto guardare questa cara Santa [santa Maddalena] ai piedi del Maestro. Oh come è bello restare là silenziosa… e non vedere più e non udire più altro che lui!

106. Il Carmelo non è ancora il cielo, ma non è più neppure la terra. Come è buono Dio ad avermi presa qui!

107. Si può pregare il buon Dio lavorando: basta pensare a lui. Allora tutto diventa dolce e facile,perché non si è soli ad agire, vi è Gesù.

108. Non c’è da temere che la mia felicità passi,perchè Dio ne è l’unico oggetto ed egli non cambia!

109. Tutto è delizioso al Carmelo: si trova il buon Dio al bucato come all’orazione. Non c’è che lui dappertutto! Lo si vive, lo si respira.

110. Tutti i tesori che sono rinchiusi nell’anima del Cristo sono miei. Mi sento così tanto ricca. Con quanta felicità vado ad attingere a questa sorgente per tutti coloro che amo e che mi hanno fatto del bene!

111. Mi metto lì, davanti alla nostra finestrella con il mio Crocifisso e tiro l’ago con ardore, mentre l’anima mia resta accanto a lui.

112. Il cuore della Vergine. E’ un cuore che ha conosciuto tutti i tormenti e tutti gli strazi, eppure seppe conservarsi sempre calmo e forte,perchè appoggiato a quello del Cristo.

113. Non essere più che uno con il buon Dio significa possedere il cielo nella fede, aspettando la visione faccia a faccia.

114. Mi sembra che la mia preghiera sia onnipotente,perchè non sono io che prega, ma il mio Cristo che prega in me.

115. Domando a Dio di rivelarti le dolcezze della sua presenza e di fare della tua anima un santuario in cUi egli possa venire a consolarsi.

116. La fede è il faccia a faccia nelle tenebre.

117. Pur essendo Marta, si può restare come Maddalena sempre accanto al Maestro contemplandol.o con uno sguardo amorosissimo.

118. Offri a Dio tutto quello che ferisce il tuo cuore, confidagli tutto. Pensa che giorno e notte hai qualcuno nella tua anima, che non ti lascia mai sola.

119. Dio è il consolatore supremo e ci ama di un amore che noi non potremo mai comprendere.

120. Gesù dà la sua croce ai suoi veri amici per accostarsi sempre più ad essi.

121. La giornata del giovedl santo, trascorsa vicino a lui, è stata veramente bella e vi avrei passato anche la notte, ma il Maestro ha voluto che mi riposassi. In fondo che importa? Lo si trova tanto nel sonno quanto nell’orazione, perché è lui in tutto, dappertutto e sempre!

122. Dio ha disegni che noi non comprendiamo sempre, ma che dobbiamo adorare.

123. Viviamo con Dio come con un amico, rendiamo viva la nostra fede allo scopo di comunicare con Dio attraverso tutto ciò che fa i santi. Noi portiamo in noi il nostro cielo, poiché colui che sazia i glorificati nella luce della visione, si dà a noi nella fede e nel mistero.

124. Guardiamo troppo a noi stessi, vorremmo vedere e corllprendere, e non abbiamo abbastanza fiuucia in Colui che ci avvolge con il suo cuore.

125. Egli affascina. Egli rapisce. Sotto lo sguardo di Cristo l’orizzonte diviene così bello, così vasto, così luminoso! L’amo appassionatamente e in lui ho tutto! E’ attraverso di lui, al riflesso della sua luce che devo guardare ogni cosa, andare a tutto!

126. Non bisogna arrestarsi davanti alla croce e guardarla in se stessa, ma, raccogliendosi nella luminosità della fede, bisogna salire più in alto e pensare che
essa è lo strumento che obbedisce all’amore di Dio.

127. L’abbandono, ecco ciò che ci affida a Dio. Quando tutto s’ingarbuglia, quando il presente è così doloroso e l’avvenire mi appare più scuro, chiudo gli occhi e mi abbandono come un bambino nelle braccia di quel Padre che è nei cieli.

128. Una carmelitana è un’ anima che ha fissato il Crocifisso, che l’ha visto offrirsi come vittima al Padre per le anime, e raccogliendosi in questa grande visione della carità. del Cristo, ha capito la passione d’amore della sua anima e ha voluto donarsi come lui.

129. Io vorrei essere tutta silenziosa, tutta adorante per poter penetrare sempre più nel Diletto ed essere tanto piena di lui da poterlo donare mediante la preghiera a quelle povere anime che ignorano il dono di Dio!

130. Non c’ è altro legno capace come quello della croce per far divampare nell’anima il fuoco dell’amore!

131. Il Maestro è sempre con te, non lasciarlo mai. Attraverso le tue azioni, le tue sofferenze, anche quando il corpo è spezzato, rimani sotto il suo sguardo; bada al presente, vivendo dentro la tua anima.

132. Gesù ha pianto quand’era sulla terra; unisci le tue lacrime a quelle divine di lui, adora con lui la volontà del Padre che non ferisce se non perché ama.

133. In tutto e per tutto viviamo ogni nostro momento in comunione con questo divino Verbo Incarnato, con Gesù che abita in noi e vuole svelarci ogni suo mistero.

134. Nel silenzio, nella solitudine, in una orazione che non termina mai perché si continua in tutto, la carmelitana vive già come in cielo ” di Dio solo “.

135. Dio è il principio e il vincolo indissolubile di ogni vera e profonda amicizia.

136. Gesù Cristo è sempre vivo in noi, sempre operante nella nostra anima. Lasciamoci costruire da lui e sia l’anima della nostra anima, la vita della nostra vita, affinché possiamo dire con san Paolo: Per me vivere è Cristo.

137. Mi sento immersa nel mistero della carità di Cristo e quando mi metto a guardare indietro, vedo come una divina persecuzione d’amore sulla mia anima.

138. Le nostre anime si uniscono
per consolare il Maestro. Quante offese riceve nel mondo e come è dimenticato! Apriamogli noi la porta e non lasciamolo mai solo in quel santuario che è la nostra anima.

139. Mi sembra che bisognerebbe avvicinarsi tanto al Maestro, avere tanta comunione con la sua anima, accordarsi in tutto ai suoi movimenti e poi andare come lui a compiere la volontà del Padre.

140. Come sarà bello quando il velo cadrà, finalmente, e godremo l’eterno ” faccia a faccia ” con Colui che unicamente amiamo. Nell’attesa vivo nell’amore, mi ci getto dentro e mi ci perdo. E’ l’ Infinito, quell’ Infinito di cui è affamata l’anima mia.

141. Il sacerdote e la carmelitana possono irradiare Dio, donarlo alle anime solo se restano a contatto con le sorgenti divine.

142. Durante la quaresima vorrei, come dice san Paolo: Seppellirmi con Cristo in Dio, perdermi in quella Trinità che sarà un giorno la nostra visione e, sotto il suo divino fulgore, sprofondarmi nell’abisso del mistero.

143. Se siamo fedeli nel vivere della vita del Cristo, se ci immedesimiamo con tutti i moti dell’anima del Crocifisso, con tutta semplicità, allora non abbiamo più da temere le nostre debolezze: egli sarà la nostra forza, nessuno ci potrà separare da lui.

144. Ora non ho più che un desiderio: amare il Crocifisso, amarlo in ogni momento, zelare il suo onore e formare la sua felicità come una vera sposa, renderlo contento preparandogli una dimora e un rifugio nella mia anima dove fargli dimenticare, a forza di amore, tutte le ingiurie e il male della terra!

145. E’ così bella la fede! E’ il cielo nelle tenebre, ma un giorno il velo cadrà e contempleremo nella sua luce Colui che amiamo.

146. Amo tanto la mia cara clausura e qualche volta mi sono domandata se non amassi troppo questa cara celletta dove si sta così bene ” sola con il Solo “.

147. Aspettando il ” Veni ” dello Sposo, bisogna spendersi, soffrire per lui e soprattutto amarlo molto.

148. Dentro di me c’è una solitudine dove Cristo dimora, e questa nessuno me la potrà rapire.

149. Mi sembra che nulla ci dica l’amore che è nel cuore di Dio più dell’Eucaristia. E’l’unione consumata, è lui in noi e noi in lui.

150. Quanto si è felici quando si vive nell’intimità col buon Dio, quando si fa della propria vita un cuore a cuore con lui, un continuo scambio d’amore, quando si sa trovare il Maestro in fondo alla propria anima. Allora non si è più soli mai, si sente il bisogno della solitudine per gioire della presenza dell’Ospite adorato.

151. Avviciniamoci alla Vergine tutta pura, tutta luminosa, affinché ci introduca in colui che essa penetra così profondamente, e la nostra vita divenga così una continua continua comunione, tutta un moto spontaneo verso Dio.

152. Il nostro motto deve essere questa parola di san Paolo: La nostra vita è nascosta con Cristo in Dio.

153. La salute non le permette di stare occupata. Ma può restare con il Signore. Lo renda vivo con la sua fede, pensi che dimora dentro di lei, gli faccia sempre compagnia.

154. Per me la cella è qualcosa di sacro, è il santuario intimo dello Sposo, nulla che non sia per lui e la sua piccola sposa. Ci stiamo così bene tutti e due. Io taccio e ascolto … Che gioia non udire altra voce che la sua. Io l’amo! E continuo ad amarlo pur tirando l’ago e lavorando in questo ruvido saio che tanto ho desiderato indossare.

155. Dio è così buono che bisogna tutto sperare dal suo amore.

156. Che importa l’occupazione in cui [Dio] mi vuole? Dal momento che egli è sempre con me, l’orazione, il cuore a cuore non può averne fine mai. Lo sento così vivo nella mia anima, non ho che da raccogliermi per incontrarlo dentro di me e qui sta tutta la mia felicità.

157. La Professione [religiosa] nonè che un’aurora ed ogni giorno la mia ” vita di sposa ” mi appare più bella, più luminosa, più immersa nella pace e nell’amore.

158. Compresi che il mio cielo cominciava sulla terra, il cielo della fede, con la sofferenza e l’immolazione per colui che amo.

159. AI Carmelo gustiamo la calma, la pace di Dio. Apparteniamo a lui e stiamo sotto la sua protezione.

160. Gesù ha messo nel mio cuore una sete d’infinito e un bisogno così grande di amare che lui solo lo può saziare. Perciò vado a lui come il bambino alla mamma, affinché egli mi riempia di sé, m’invada, mi prenda e porti fra le sue braccia. Mi sembra che occorra essere semplici così col buon Dio.

161. La Regola è là, dal mattino alla sera, per esprimerci istante per istante, la volontà del buon Dio. Come amo questa Regola, che è la forma nella quale egli mi vuole santa!

162. Come è bello dare quando si ama! ed io l’amo tanto quel Dio che è geloso di avermi tutta per se. Sento tanto amore intorno alla mia anima. E’ come un oceano in cui mi getto e mi perdo.

163. Il sacrificio è un sacramento che ci dà Dio. Egli lo invia a quelli che ama e che vuole vicini a se.

164, Bisogna separarsi da tutto per possedere Colui che è tutto.

165. Noi siamo così deboli, anzi non siamo altro che miseria; ma il Signore lo sa bene, ed ama perdonarci. risollevarci e poi rapirci con se, nella sua purità, nella sua santità infinita.

166. Non ho che da amare Dio e lasciarmi amare, ad ogni istante, in ogni cosa: svegliarmi nell’amore, muovermi nell’amore, addormentarmi nell’amore, con l’anima nella sua anima, il cuore nel suo cuore, gli occhi nei suoi occhi, affinché attraverso il contatto egli mi purifichi, mi liberi dalla mia miseria.

167. Sono ” Elisabetta della Trinità “, cioè Elisabetta che scompare, si perde nei Tre e si lascia invadere da loro.

168. Mi sembra che i santi siano delle anime che ad ogni istante ” si dimenticano “, che si perdono in Colui che amano, senza ritorni su se stesse, senza rimpianti delle creature.

169. Quando viene la sera, dopo un dialogo d’amore che non è mai cessato nel nostro cuore, addormentiamoci ancora nell’amore. Forse vedremo dei difetti, delle infedeltà: abbandoniamole all’amore.E’ un fuoco che consuma. Facciamo così il nostro purgatorio nell’amore!

170. E’così bello essere bambini del buon Dio, lasciarsi portare sempre da lui, riposare nel suo amore.

171. E’ tutta la Trinità. che dimora in noi e sarà la nostra visione nel cielo.

172. Se guardo le cose dal lato terreno, vedo la solitudine ed anche il vuoto, perchè non posso dire che il mio cuore non abbia sofferto. Ma se il mio sguardo rimane sempre fisso su Cristo, mio astro luminoso, allora tutto il resto scompare ed io mi perdo in lui come una goccia d’acqua nell’oceano, in una calma e serenità sconfinata: la stupenda pace di Dio.

173. Lo Sposo divino scava abissi nella mia anima, abissi che lui solo può riempire. Per questo mi conduce dentro un silenzio profondo dal quale non vorrei uscire mai più.

174. C’è tanto da espiare, tanto da domandare e credo che per venire incontro a tante necessità bisogna diventare una preghiera continua ed amare molto: è così grande la potenza di un’anima abbandonata all’amore.

175. Eccomi divenuta una rispettabile zia … Non ho ancora visto la nipotina altro che in fotografia; me la devono condurre al primo raggio di sole ed è per me una gioia adorare la santissima Trinità in questa animuccia divenuta il suo tempio col battesimo: che che mistero!

176. Quale potenza esercita sulle anime l’apostolo che resta sempre unito alla sorgente delle acque vive! Allora la sua anima può traboccare e riversare tutt’intorno la vita senza vuotarsi mai, perchè comunica coll’Infinito.

177. Dio si china su di noi con tutta la sua carità, di giorno e di notte, per comunicarci, infonderci la sua. vita divina allo scopo di trasformarci in creature deificate che lo riflettano dovunque.

178. Lasciamoci invadere dalla linfa divina, che il Maestro sia la vita della nostra vita, l’anima della nostra anima e restiamo consapevolmente, giorno e notte, sotto la sua protezione divina.

179. Mi pare che le anime sulla terra e i glorificati nella luce della visione siano così vicini gli uni agli altri, perchè tutti sono in comunione con uno stesso Dio, con un medesimo Padre, che si dona agli uni nella fede e nel mistero, e sazia gli altri dei suoi splendori divini, ma è pur sempre lo stesso Dio che portiamo dentro di noi.

180. Gesù è il mio tutto, il mio unico tutto. Che gioia, che pace dona all’anima questo pensiero!

181. Non sono mai sola: il mio Cristo è qui, sempre orante in me, ed io mi unisco alla sua preghiera.

182. L ‘anima ha bisogno di silenzio
per adorare.

183. Che cosa vi può essere di più dolce che donare a Colui che si ama?

184. E’ la legge di quaggiù: il sacrificio accanto alla gioia. Il buon Dio vuol ricordarci che ancora non siamo arrivati al termine della felicità, ma vi siamo orientati e lui stesso vuole guidarci nelle sue braccia.

185. Una carmelitana deve essere una silenziosa, ma se la sua penna tace, la sua anima e il suo cuore dimenticano lo spazio per portarsi accanto a quelli a cui essa rimane profondamente unita.

186. E’ qualche cosa di così grande, di così divino la sofferenza! Mi sembra che se i Beati in cielo potessero invidiarci qualcosa, c’invidierebbero questo tesoro. E’ una leva così potente sul cuore del buon Dio!

187. Se tu conoscessi il Maestro, la preghiera non ti annoierebbe più. In realtà. è un riposo, una distensione. E’ un andare con tutta semplicità da colui che si ama.

188. Viviamo d’amore, d’adorazione, d’oblio di noi stessi, in una pace tutta gioia e confidenza, perchè noi siamo di Cristo e Cristo è di Dio.

189. Gesù è ancora e sempre vivo. Vivo nell’adorabile sacramento del tabernacolo, vivo nelle nostre anime … Poiché vive in noi, teniamogli compagnia come l’amico all’amico!

190. I santi, loro avevano appreso la vera scienza: quella che ci fa evadere dalle cose create, e soprattutto da noi stessi, per lanciarci in Dio e non vivere che di lui!

191. La vita del Carmelo è una comunione con Dio dal mattino alla sera e dalla sera al mattino. Se non fosse lui a riempire le nostre celle e i nostri chiostri, come tutto sarebbe vuoto! Ma noi lo scorgiamo in tutto perchè lo portiamo in noi, e la nostra vita è un cielo anticipato.

192. Il buon Dio talvolta fa attendere, ma la sua provvidenza paterna governa tutto.

193. Cerchiamo di essere per Cristo in certo modo un’umanità supplementare in cui egli possa realizzare tutto il suo mistero. lo l’ho pregato di stabilirsi in me come adoratore, come riparatore, come salvatore e non so dire quanta pace mi dà il pensiero che egli supplisce alle mie impotenze.

194. Se io cado ad ogni istante che passa, Gesù è pronto a rialzarmi e portarmi più avanti nella sua intimità, nell’abisso di quella essenza divina che abitiamo già. per la grazia e nella quale vorrei seppellirmi a tale profondità, che nulla potesse più farmene uscire.

195. Mio Dio, Trinità che adoro, aiutatemi a dimenticarmi interamente per stabilirmi in voi, immobile e’ quieta come se la mia anima fosse già nell’eternità; che nulla possa turbare la mia pace o farmi uscire da voi, mio immutabile bene, ma che ogni istante mi porti più addentro nella profondità del vostro mistero.

196. Sforziamoci di essere delle anime sacrificate! Vale a dire, delle anime sincere nel loro amore.

197. O Verbo eterno, Parola del mio Dio, voglio passare la mia vita ad ascoltarvi, voglio farmi tutta docilità per imparare tutto da voi. Poi, attraverso tutte le notti, tutti i vuoti, tutte le impotenze, voglio fissare sempre voi e restare sotto la vostra grande luce.

198. O Spirito d’ amore, scendete sopra di me, aflinche si faccia nella mia anima come un’ incarnazione del Verbo ed io sia per lui un’aggiunta d’umanità nella quale egli rinnovi tutto il suo mistero.

199. Mio Dio, pacificate la mia anima, fatene il vostro cielo, la vostra dimora preferita e il luogo del vostro riposo; che io non vi lasci mai solo, ma sia là tutta quanta, tutta desta nella mia fede, tutta in adorazione, tutta abbandonata alla vostra azione creatrice!

200. Sento la mia impotenza, o mio amato Gesù, e vi chiedo di rivestirmi di voi stesso, di immedesimare la mia anima con tutti i movimenti della vostra anima, di sommergermi, di invadermi, di sostituirvi a me, affinche la mia vita non sia che un’irradiazione della vostra vita.

201. Quando si fissa lo sguardo in questo mondo divino che ci avvolge fin da questo esilio e nel quale possiamo già muoverci, come si dileguano le cose di quaggiù!

202.E’ l’unione tutta intima con il Signore che forma la nostra vita al Carmelo, ne costituisce l’essenza e ci rende tanto cara la nostra solitudine.

203. Ci sono due parole che per me riassumono tutta la santità, tutto l’apostolato: ” unione, amore “.

204. Santifichiamoci per le anime: poiché siamo tutti membra d’un solo corpo, nella misura in cui possediamo la vita divina, potremo comunicarla e diffonderla
nel grande organismo della Chiesa.

205. Chiediamo al Bambino Gesù che ci consumi nella sua fiamma divina, in quel fuoco che è venuto a portare sulla terra.

206. Tutto consiste nel fare la volontà del buon Dio.

207. Perché Dio sia veramente il nostro re, eclissiamoci, dimentichiamoci, siamo soltanto la lode della sua gloria, secondo la bella espressione dell’ Apostolo.

208. Dio è il santo ed abita in noi allo scopo di salvarci, di purificarci, di trasformarci in lui.

209. Mi ha amato e si è sacrificato per me. Mi sembra che tutta la dottrina dell’amore, quello vero e forte, sia racchiusa in queste poche parole.

210. Ama sempre la preghiera… e quando dico la preghiera, non intendo tanto l’imporsi una quantità di preghiere vocali ogni giorno, ma quella elevazione dell’anima a Dio attraverso tutte le cose, che ci mette in una specie di continua comunione con la santissima Trinità, così semplicemente, facendo tutto sotto il suo sguardo.

211. Un’anima unita a Gesù è un vivente sorriso che lo riflette e lo dona.

212. La vita È una sequela di sofferenze e credo che i beati di questo mondo siano coloro che hanno scelto la croce come loro porzione di eredità, e l’hanno fatto per amore di Cristo.

213. Dobbiamo accettare tutto come se ci arrivasse direttamente dalla mano divina del Padre celeste che ci ama e si serve di tutte le cose per unirci più intimamente a lui.

214. Solo per la via della rinunzia si perviene al traguardo divino.

215. La morte non è altro che il sonno del bambino che si addormenta sul cuore della mamma. Finalmente la notte dell’esilio sarà tramontata per sempre, ed entreremo nel possesso dell’eredità dei Santi nella luce.

216. La mia anima: santuario interiore nel quale vivo giorno e notte con colui che è l’Amico di tutti i momenti.

217. Qui, sulla terra, tutto si compie nel sacrificio.

218. Che il Dio tutto amore sia la sua immutabile dimora, la sua cella e il suo chiostro in mezzo al mondo! Si ricordi ch’egli abita nel centro più intimo dell’ anima come in un santuario dove vuol essere amato senza posa fino all’adorazione.

219. Mi piace contemplare la croce. Essa mi rivela gli eccessi d’amore del mio Maestro e mi dice che l’amore non si paga che con l’amore.

220. Anche il matrimonio è una vocazione. Quanti Santi vi hanno glorificato Dio!

221. Più si dà a Dio, più egli si dà a noi.

222. Che mistero inafferrabile è la morte e, al tempo stesso, che atto semplice per chi è vissuto di fede!

223. Sono convinta che la carmelitana attinga realmente tutta la sua felicità a questa sorgente divina: la fede.

224. Uno solo È il segreto della nostra purezza verginale: restare nell’amore, cioè in Dio.

225. Guardi ad ogni sofferenza e ad ogni prova come ad una prova d’amore che le viene direttamente da parte del buon Dio per unirla a lui.

226. Credo che il segreto della pace e della felicità sia quella di dimenticarsi, di disinteressarsi di se stessi.

227. Mi sembra che l’ anima più debole, perfino la più colpevole, sia quella che ha più margine di speranza e l’atto che essa compie, per dimenticarsi e gettarsi nelle braccia di Dio, lo glorifichi più che tutti i ripiegamenti su se stessa.

228. Nulla deve sembrare un ostacolo per andare a Dio.

229. Sembrerà difficile dimenticarsi. Invece è tanto semplice. Basta pensare a Dio che abita in noi come nel suo tempio.

230. Non è guardando alla nostra miseria che saremo purificati, ma guardando a Colui che È tutto purezza e santità.

231. Facciamo il vuoto nella nostra anima perchè Cristo possa slanciarsi in essa e comunicarle quell’ eterna vita che è la sua.

232. La vita del sacerdote, come quella della carmelitana, è un avvento che prepara l’Incarnazione nelle anime.

233. Domandiamo a Gesù di renderci veri nel nostro amore, cioè di trasformarci in vittime di sacrificio,perchè mi sembra che il sacrificio non sia altro che l’amore tradotto in azione.

234. Ascoltiamo il Maestro nel silenzio dell’orazione! Egli È il Principio, che parla al di dentro di noi.

235. [Gesù] ad ogni istante del giorno voglio uscir da me stessa e, sotto il tuo sguardo soltanto, immolarmi in silenzio.

236. Beata l’anima che è arrivata al distacco totale! Essa ama veramente.

237. Il buon Dio ha tanto bisogno di sacrifici per compensare tutto il male che si fa, ed è una cosa, questa, così poco compresa nel mondo.

238. Forse andrò presto a perdermi nel focolare dell’amore. In cielo o in terra, che importa? Viviamo nell’amore e per glorificare l’Amore!

239. Il buon Dio mi fa comprendere nella sua luce quale tesoro è la sofferenza e non capiremo mai abbastanza fino a che punto egli ci ama quando ci prova.

240. Quando il velo cadrà, con quale gioia mi innabisserò fin nel segreto del volto divino! E’ qui che passerò la mia eternità. Nel seno di questa Trinità che già fu la mia dimora quaggiù nella terra.

241. Se hai da soffrire, pensa che sei più amato ancora e canta sempre ” grazie! “.

242. Vediamo nel Vangelo che il buon Dio vuole talvolta farci attendere, ma non rifiuta nulla alla fede, alla confidenza, all’amore. Bisogna “prenderlo dalla parte del cuore “, diceva una piccola carmelitana, morta in odore di santità! … [Santa Teresa di Lisieux].

243. La croce è un pegno dell’amore di Dio.

244. Nella solitudine della mia piccola infermeria, siamo cosi felici tutti e due. E’ un cuore a cuore [con Dio]
che dura notte e giorno. E’ così delizioso!

245. Prepariamo la nostra eternità, viviamo con Dio,perchè lui solo ci può accompagnare ed aiutare in questo grande passaggio.

246. E’ un segno di predilezione e di misericordia da parte del Maestro l’aver inviato questa malattia alla sua piccola sposa.

247. Il Signore ama i cuori forti e generosi.

248. Solo in Dio tutto È puro, bello e santo. Fortunatamente, fin da questo, esilio possiamo vivere in lui! E pertanto la felicità del mio Maestro basta a rendermi felice e mi abbandono ìn lui perchè faccia in me quello che desidera.

249. Quant’è dolce vivere nell’attesa dello Sposo!

250. Ah, come sarei felice se Dio volesse far cadere il velo e la mia anima potesse slanciarsi in lui e contemplare la sua bellezza in un eterno faccia a faccia! In questa prospettiva, vivo nel cielo della fede, al centro della mia anima, e mi studio di essere la felicità del Maestro, cercando di essere già sulla terra la lode della sua gloria.

251. Quali che siano i disegni del Maestro sopra di lei, viva con lui al di dentro.

252. Da vera figlia di santa Teresa, desidero essere apostolo per dare la più grande gloria a Colui che amo.

253. Sia fedele alla sua risoluzione, si eserciti nella via del sacrificio e della rinuncia,perchè questa dev’essere la grande legge per ogni vita cristiana.

254. La prospettiva di andare a vedere Colui che amo nella sua ineffabile bellezza, e di inabissarmi in quella Trinità che È stata il mio cielo già qui sulla terra, mi mette nell’anima una gioia immensa. Oh, quanto mi costerebbe tornare sulla terra! Mi sembra cosi vuota quando esco dal mio bel sogno.

255. Si ritiri nell’intimo della sua anima e vi troverà il suo Diletto pronto a farle tante grazie.

256. L’amore deve culminare nel sacrificio.

257. Quanto è soave e dolce la morte per le anime che non hanno amato che Dio, che, secondo il linguaggio di san Paolo, non hanno ricercato le cose visibili perchè sono passeggere, ma le cose invisibili perchè durano eterne!

258. Sono sempre qui sul mio lettino [di ammalata], completamente abbandonata nelle mani del Maestro, serena e contenta in anticipo per tutto quello che a lui piacerà.

259. Come in cielo non si dimenticano quelli che sono sulla terra, cosi io penso a quelli che ho lasciato e prego perloro.

260. Pensa che la tua anima è il tempio di Dio, ad ogni istante del giorno e della notte le tre Persone Divine abitano in te. Quando si ha coscienza di questo, si entra in una intimità davvero adorabile, non si è più soli mai.

261. La caratteristica dell’amore è di dare sempre e di sempre ricevere.

262. Oh, come sarei felice se il mio Maestro volesse anche che versassi il sangue per lui! Ma se non posso essere martire del sangue, voglio esserlo dell’amore.

263. Amare è tanto semplice, è l’abbandono a tutte le volontà del Maestro, come lui si è abbandonato a quelle del Padre; è dimorare in lui,perchè il cuore che ama non vive piùin se stesso, ma in colui che forma l’oggetto del suo amore; è soffrire con lui, raccogliendo con gioia ogni sacrificio, ogni immolazione che ci permettono di dare gioia al suo cuore.

264. Ci si immagina talvolta che nel chiostro non si sappia più amare, ma è vero tutto il contrario! Per parte mia non ho avuto mai più affettto di ora;
mi sembra che il mio cuore si sia dilatato.

265. Quale opera di distruzione sento in tutto il mio essere! E’la via del calvario che si è aperta ed io sono felicissima di camminarvi come una sposa accanto al divino Crocifisso.

266. La caratteristica dell’amore è di non ricercare mai se stesso, di non riservarsi nulla, ma di dare tutto a Colui che si ama.

267. Non perdiamo un solo sacrificio, ce ne sono tanti da raccogliere in una giornata!

268. Che importa ciò che sentiamo? Dio è l’immutabile, colui che non cambia mai. T’ ama oggi come t’amava ieri, come t’amerà domani, anche se lo hai fatto soffrire.

269. Sarebbe così bello ed io non me ne sento degna: partecipare alle sofferenze del mio Sposo Crocifisso ed andare incontro con lui alla mia passsione, per essere come lui redentrice.

270. Amo tanto la solititdine con Dio solo e conduco una piccola vita eremitica davvero deliziosa. Essa È lontana dall’essere esente da impotenze: ho bisogno anch’io di cercare il mio Maestro che sa nascondersi, ma allora risveglio la mia fede e sono piùcontenta di non godere della sua presenza, per far godere lui del mio amore.

271. Con quale pace, con quale raccoglimento Maria si avvicinava ad ogni cosa, faceva ogni cosa! Come anche le cose più banali erano da lei divinizzate! In tutto e per tutto la Vergine restava in adorazione del dono di Dio. E questo non le impediva di prodigarsi al di fuori, quando si trattava di esercitare la carità.

272. Una ” lode di gloria ” È una anima di silenzio, che si tiene come una lira sotto il tocco dello Spirito Santo per farne uscire delle armonie divine. Essa sa che la sofferenza È una corda che produce dei suoni piùbelli ancora ed ama farsene il suo strumento per commuovere più deliziosamente il cuore di Dio.

273. La Trinità, ecco la nostra dimora, la nostra casa, la casa paterna dalla quale non dobbiamo uscire più. Il Signore l’ha detto un giorno: Lo schiavo non dimora sempre nella casa, ma il figlio vi dimora sempre.

274. E’ così semplice l’intimità con Dio e riposa piùche stancare, come un bambino si riposa sotto lo sguardo della mamma.

275. Una ” lode di gloria ” è una anima che dimora in Dio, che lo ama di un amore puro e disinteressato, senza ricercare se stessa nella dolcezza di questo amore, che lo ama al di sopra di tutti i suoi doni come se nulla avesse ricevuto, fino a desiderare il bene dell’oggetto così amato.

276. Se sapessimo apprezzate il valore della sofferenza, ne saremmo affamati.

277. Le ricchezze immense che Dio ha per natuta, noi le possiamo conquistare mediante I’amote, che fa vivere Dio in noi e noi in Dio.

278. Una ” lode di gloria ” È uno specchio che tiflette Dio in tutto ciò che egli è, è come un abisso senza fondo in cui egli può fluire ed espandersi.

279. Come soddisfare le esigenze dello sguardo divino, se non restando semplicemente e amotosamente volti verso di lui,perchè possa riflettere in noi
la sua immagine, come il sole si riflette attraverso un limpido cristallo?

280. La forma dell’ anima è Dio, che deve imprimersi in lei come il sigillo sulla cera, come la matca sul proprio oggetto.

281. Con calma e forza, insieme con il divino Crocifisso, saliremo anche noi il calvario cantando nel profondo delle nostre anime e facendo salire verso il Padre un inno di ringraziamento, perchè quelli che camminano per questa via dolorosa sono proprio coloro che egli ha conosciuto e predestinato per essere conformi all’immagine del Figlio suo divino, il Crocifisso per amore.

282. L’amore, ecco ciò che attira, che trascina Dio alla sua creatura. Non un amore di sensibilità, ma quell’amore forte come la morte e che le grandi acque non possono estinguere.

283. Finchè la nostra anima ha dei capricci estranei all’unione divina, delle fantasie di si e no, restiamo allo stato d’infanzia, non camminiamo a passi di gigante nell’amore,perchè il fuoco non ha ancora bruciato tutta la scoria, l’oro non è puro, siamo ancora i cercatori di noi stessi, Dio non ha consumato tutta la nostra ostilità a lui.

284. Quotidie morior. Muoio ogni giorno. Diminuisco, rinunzio ogni giorno più a me stessa,perchè il Cristo cresca e sia esaltato in me.

285. Dimorate in me! E’il Verbo di Dio che dà quest’ordine, che esprime questa volontà. Dimorate in me non per qualche istante, qualche ora che deve passare, ma dimorate in modo permanente, abituale. Dimorate in me, pregate in me, adorate in me, amate in me, soffrite in me, lavorate, agite in me.
Dimorate in me per essere presenti ad ogni persona e ad ogni cosa.

286. Saremo glorificati nella misura in cui saremo stati conformi all’immagine del Figlio divino. Contempliamo perciò quest’ Immagine adorata, teniamoci senza posa sotto la luce che da lei emana, affinchè s’imprima in noi. Poi andiamo a tutte le cose con quell’atteggiamento dell’anima col quale vi andava il nostro Maestro santo.

287. Mai ,l’umile collocherà Dio troppo in alto o se stesso troppo in basso.

288. Si scires donum Dei! Vi è una creatura, Maria, che conobbe questo dono di Dio, una creatura che non ne perdette neppure una goccia, una creatura che fu tanto pura e luminosa da sembrare la luce stessa. “Speculum iustitiae “: una creatura la cui vita fu così semplice e perduta in Dio, che è quasi impossibile parlarne.

289. Adoriamo Dio in spirito, cioè, teniamo il cuore e il pensiero fissi in lui, lo spirito pieno della sua conoscenza, mediante il lume della fede. Adoriamolo in verità, cioè, con le nostre opere, perchè è soprattutto attraverso le nostre azioni che siamo veri. Ciò equivale a far sempre quello che piace al Padre, di cui siamo figli.

290. Aiutami a preparare la mia eternità: sembra che la strada non sia più tanto lunga.

291. Oh, non l’ho mai tanto amata come ora la santa Vergine! Piango di gioia pensando che questa creatura tutta serena, tutta luminosa, È mia madre.

292. poiché è l’amore che unisce l’anima a Dio, più intenso è l’amore, più essa entra profondamente in Dio e si concentra in lui.

293. Ogni circostanza, ogni avvenimento, ogni sofferenza come ogni gioia, è un sacramento che ci dà Dio.

294. Nell’ attesa che il Padre mi glorifichi, voglio essere la lode incessante della sua gloria.

295. Con il Maestro divino si accomoda tutto tanto facilmente.

296. Guardando lassù, è un riposo per l’anima, se si pensa che il cielo È la casa del Padre, che vi siamo attesi come figli tanto amati che tornano al focolare dopo un periodo di esilio, e che per condurci a quella meta Dio stesso si è fatto nostro compagno di viaggio.

297. So bene che il buon Dio esaudisce le preghiere dei piccoli ed io sono la sua bambina. Egli si comporta con me come una mamma piena di tenerezza.

298. La beatitudine mi attira sempre di più. Ormai tra il Maestro e me non si tratta che di questo e tutta la sua occupazione non mira che a prepararmi alla vita eterna.

299. Desid’ererei tanto che il Padre potesse riconoscere in me l’immagine del Crocifisso per amore, poiché san Paolo, il mio caro Santo, dice che Dio nella sua prescienza ci ha predestinato a questa rassomiglianza e conformità.

300. Ah, come vorrei dire a tutte le anime quali sorgenti di forza, di pace e anche di felicità troverebbero se acconsentissero a vivere in questa intimità [col Signore]. Esse però non sanno aspettare. Se Dio non si dà loro in maniera sensibile, abbandonano la sua santa presenza, e, quando egli arriva armato di tutti i suoi doni, non trova nessuno: l’anima è al di fuori, nelle cose esteriori, non abita più nel proprio intimo.

301. Che gioia credere che Dio ci ama fino al punto di abitare in noi, di farsi il compagno del nostro esilio, il confidente, l’amico di tutti i momenti!

302. Se cado ad ogni istante, nella fede, con piena confidenza, da Gesù mi farò rialzare. So che mi petdonerà e cancellerà tutto con cura gelosa, soprattutto mi spoglierà e libererà da tutte le mie miserie, di quanto in me si oppone all’azione di Dio.

303. L’ anima che, attraverso la profondità del suo sguardo interiore, contempla in tutte le cose Dio nella semplicità che da tutto la separa, è un’anima ” risplendente “, è un giorno che trasmette al giorno il messaggio della sua gloria.

304. Ecco una verità tanto consolante. Le mie impotenze, i miei disgusti, le mie oscurità, le mie stesse colpe narrano la gloria dell’ Eterno. Anche le mie sofferenze dell’anima e del corpo narrano la gloria del mio Maestro.

305. E’ la fede, la bella luce della fede che m’ illumina. Essa sola deve rischiarare il mio cammino incontro allo Sposo.

306. L’anima che conserva ancora qualche cosa nel suo dominio interiore, le cui potenze non sono tutte ” incluse ” in Dio, non può essere una perfetta ” lode di gloria “, non è in grado di cantare senza interruzione quel canticum magnum di cui parla san Paolo.

307. L’ anima che vuole servire Dio notte e giorno nel suo tempio, voglio dire il santuario interiore di cui parla San Paolo quando dice: Il tempio di Dio è santo, e voi siete questo tempio, quest’anima deve essere decisa a prendereparte, realmente, alla passione del suo Maestro.

308. Anche la preghiera della vergine, come quella di Cristo, fu sempre questa: Ecce Eccomi! Chi? L’ ancella del Signore, l’ultima delle sue creature, lei, la sua Madre! Fu cosi
vera nella sua umiltà,perchè fu sempre dimentica, ignara, libera di se stessa.

309. Un’anima che discute sul proprio io, che s’occupa delle sue sensibilità, che tien dietro ad un pensiero inutile, ad un qualunque desiderio, quell’anima disperde le sue forze, non è tutta ordinata a Dio … la sua lira non vibra all’unisono, e quando il Maestro la tocca, non può cavarne armonie divine. Vi è ancora troppo d’umano, È come stonata.

310. Quando sarò totalmente identificata con questo divino esemplare [il Crocifisso], tutta passata in lui, e lui in me, allora adempirò la mia vocazione eterna, quella per la quale Dio mi ha scelta in Cristo ” in principio “, quella che seguirà” in aeternum “, allorche, lanciata
nel seno della mia Trinità, sarò l’incessante lode della sua gloria.

311. La mia anima È sempre tra le mie mani. Sono le parole che risuonavano nell’anima del Maestro, ed ecco perché , in mezzo a tutte le angosce, egli restava sempre il Mite, il Forte. La mia anima è sempre tra le mie mani … che altro significano queste parole se non il perfetto possesso di se alla presenza del Dio della pace, del Re Pacifico?

312. La Vergine conservava queste cose nel suo cuore. Tutta la sua vita si può riassumere in queste poche parole. Viveva nel suo cuore, a tale profondità, che lo sguardo umano non la può seguire. Quando leggo nel Vangelo che Maria percorse in tutta fretta le montagne della Giudea, per andare a compiere il suo ufficio di carità presso la sua cugina Elisabetta, la vedo passare così bella, così calma e maestosa, tutta raccolta dentro di sé col Verbo di Dio.

313. Nescivi. – Non so più niente! , non voglio sapere più niente al di fuori della conoscenza di lui, della comunione alle sue sofferenze, della conformità alla sua morte.

314. L’adorazione È una parola del cielo più che della terra. Mi sembra che si possa definire l’estasi dell’amore. E’ l’amore schiacciato dalla bellezza, dalla forza, dalla grandezza immensa dell’oggetto amato, che cade in una specie di deliquio, in un silenzio pieno e profondo … È la lode piùbella,perchè È quella che si canta in seno alla beata Trinità.

315. Fissiamo il Maestro, e questo sguardo di fede semplice e amoroso ci separi da tutto e metta come una nube tra noi e le cose di quaggiù.

316. Se tu sapessi il dono di Dio e chi È colui che ti crocifigge! E’ l’Amore!

317. Mi sembra di aver trovato la mia abitazione: È quest’immenso dolore che fu quello del Maestro, in una parola, È lui stesso, l’Uomo dei dolori.

318. Se il buon Dio non mi guarisce, è perchè questo È il suo beneplacito: vedere la sua piccola ostia in stato di immolazione.

319. Tutta la Trinità: abita nell’anima che ama nella verità, cioè custodendo la sua parola.

320. Ah, non disprezziamo la nostra felicità! Senza dubbio la natura può avere le sue angosce di fronte alla sofferenza. Il Maestro ha voluto Conoscere quest’umiliazione, ma la volontà deve intervenire per dominare ogni impressione e dire al Padre: Sia fatta la tua volontà e non la mia!

321. Alla luce dell’eternità, l’anima vede le cose al punto giusto. Oh, come tutto ciò che non è stato fatto per Iddio e con Dio è vuoto!

322. La vita è una cosa tanto seria: ogni minuto ci è stato dato per radicarci di più in Dio, secondo l’espressione di San Paolo,perchè sia più sorprendente la nostra somiglianza col nostro divino modello, più intima l’unione. Ma per realizzare questo piano, che è quello di Dio stesso, ecco ii segreto: ” dimenticarsi, mettersi in disparte “, non tener conto di se, guardare al Maestro, non guardare che a lui, ricevere in egual modo, come direttamente provenienti dal suo amore, la gioia o il dolore, questo colloca l’anima ad altezze tanto serene.

323. La sposa appartiene allo sposo. Il mio Gesù mi ha presa. Vuole che sia per lui una ” umanità aggiunta ” nella quale egli possa ancora soffrire per la gloria del Padre, per correre incontro ai bisogni della sua Chiesa.

324. Oh, come comprendo il valore della sofferenza! Non credevo che tanta dolcezza si nascondesse nel fondo del calice e vado ripetendo che la felicità, che ho trovato al Carmelo, così grande, così vera, aumenta in proporzione della sofferenza.

325. Non ho paura della mia debolezza. Da qui deriva la mia confidenza perchè il Forte è in me e la sua virtù è onnipotente. Essa opera, dice l’ Apostolo, al di là di ciò che possiamo operare noi.

326. Dio ha tanto amato la compagnia del dolore che l’ha scelta per il suo Figlio e il Figlio si è coricato su questo letto e si è accordato con il Padre in questo amore.

327. Mai il cuore del Maestro fu così traboccante d’amore come nell’istante supremo in cui stava per lasciare i suoi!
Mi sembra che accada qualche cosa di analogo nella sua piccola sposa, alla sera della sua vita, ed io sento come un’onda che sale dal mio cuore fino al suo! …

328. Un’ anima che vive unita a Dio non fa che del soprannaturale, e le azioni più banali, anziché separarla da lui, la ravvicineranno invece sempre di più.

329. E’ il buon Dio che si compiace di immolare la sua piccola ostia, ma questa messa che egli celebra insieme con me e di cui il suo amore è il sacerdote, Può durare molto tempo ancora: la piccola vittima non trova lungo il tempo tra le mani di colui che la sacrifica e può dire che, se attraversa il sentiero della sofferenza, molto più ancora si trova sulla strada della felicità, del vero, di colui che nessuno le potrebbe rapire.

330. La sofferenza mi attira sempre di più, questo desiderio la vince quasi su quello del cielo, che pure era fortissimo.

331. Mi sembra che felici in questo mondo siano coloro che hanno abbastanza disprezzo e dimenticanza di sé per scegliere la croce come loro eredità.

332. Ad ogni nuova sofferenza bacio la croce del mio Maestro e gli dico: ” grazie, non ne sono degna “,perchè penso che la sofferenza fu la compagna della sua vita ed io non merito di essere trattata come lui dal Padre suo.

333. L’orgoglio si pasce dell’amore di sé. Ebbene, bisogna che l’amore di Dio sia così forte, da spegnere ogni amore di noi stessi.

334. Il Maestro mi ha ricordato che egli è la mia dimora e non spetta a me scegliere le mie sofferenze. Mi getto perciò con lui nel mare del dolore con tutte le sue paure e le sue angosce.

335. Che splendido ideale la morte per coloro che Dio ha custodito per se e che non hanno ricercato le cose visibili, perchè sono passeggere, ma le cose invisibili,perchè sono eterne!

336. Mi sento cosi disfatta, cosi sfinita che vorrei gettare un grido! Ma l’Essere che è la pienezza dell’amore mi viene a visitare e mi fa compagnia concedendomi la sua intimità e facendomi comprendere che non mi risparmierà sofferenze fino a tanto che sarò sulla terra.

337. Sento che il Maestro incalza. Non mi parla più che dell’eternità d’amore, in tono sempre più grave, più serio: vorrei vivere cosi intensamente ogni minuto!

338. Noi non dovremmo avere altro ideale che di conformarci a questo modello divino [Gesù Crocifisso]. Quale ardore ci porterebbe al sacrificio, al disprezzo di noi stessi, se avessimo sempre gli occhi del cuore orientati verso di lui!

339. Come è bello vivere qui al Carmelo! Credo che lo lascerò presto per il cielo, ma il passaggio mi sembra tanto semplice e l’attesa tanto dolce per la sposa che aspira a vedere nella sua grande luce Colui che ama!

340. Sulla mia croce, dove gusto gioie sconosciute, comprendo che il dolore è la rivelazione dell’amore ed io mi ci precipito. E’ la mia residenza prediletta, è là che trovo la pace e il riposo, là dove sono sicura di incontrare il Maestro e di dimorare in lui.

341. Prima di morire, sogno di essere trasformata in Gesù Crocifisso e questo mi dà tanta forza nella sofferenza.

342. Mai la mia felicità È stata così grande, così vera come dopo che Dio si è degnato associarmi ai dolori del divino Crocifisso, perchè soffra nella mia carne quel che manca alla sua passione, come diceva san Paolo.

343. Non posso dire di amare la sofferenza in se stessa, ma l’amo perchè mi rende conforme a colui che è il mio Sposo e il mio amore.

344. Come si vive di fede al Carmelo e come l’immaginazione e il sentimento sono esclusi dai nostri rapporti con Dio!

345. Oh, se tu sapessi come la sofferenza è necessaria perchè si compia nell’anima l’opera di Dio!

346. E’una gioia cosi grande per il buon Dio vedere un’anima riconoscere la propria incapacità.

347. Ho compassione profonda per le anime che non vivono più su dellaterra e delle sue banalità. Penso che sono delle schiave e vorrei dir loro: Scuotete questo giogo che pesa su di voi, che ne fate di questi ceppi che v’ incatenano a voi stesse e a cose inferiori a voi?

348. Il buon Dio ha un desiderio immenso di arricchirci delle sue grazie, ma siamo noi che ne fissiamo la misura nella proporzione in cui ci lasciamo immolare da lui, immolare nella gioia, nel rendimento di grazie, come il Maestro, dicendo con lui: Non berrò il calice, che il Padre mio mi ha preparato?

349. Bisogna prendere coscienza che Dio si trova nel più intimo di noi ed affrontare tutto con lui. Allora non si è mai banali, neppure facendo le azioni più ordinarie,perchè non si vive in queste cose, ma si va al di là di esse.

350. Quando si sa porre la propria gioia nella sofferenza, che pace deliziosa!

351. Come sono felice al pensiero che il Maestro verrà presto a prendermi!

352. Sono tutta presa dalla Passione e quando si vede tutto ciò che il Maestro ha sofferto nel cuore, nell’anima, nel corpo, si sente come il bisogno di ricambiargli tutto questo: sembra che si desidererebbe soffrire tutto quello che egli ha sofferto.

353. L’amore sia il suo chiostro e lo porti così sempre con se e troverà la solitudine in mezzo al rumore e alla folla.

354. Nutri la tua anima dei grandi pensieri della fede, che le rivelano tutta la sua ricchezza e il fine per il quale Dio l’ha creata.

355. Un’anima soprannaturale non tratta mai con le cause seconde, ma solo con Dio. Allora È veramente grande, veramente libera,perchè essa ha incluso la sua volontà in quella di Dio.

356. Penso di andare presto in seno alla luce e all’amore.

357. Un’anima che vivesse nella fede, sotto lo sguardo di Dio, che avesse quell’occhio semplice di cui parla il Cristo nel Vangelo, cioè quella purezza d’ intenzione che non mira che a Dio, quell’ anima, mi sembra, vivrebbe anche nell’umiltà e saprebbe riconoscere i doni che egli le ha elargito,perchè l’umiltà è verità. Non s’approprierebbe di nulla, ma tutto riferirebbe a Dio, come faceva la santa Vergine.

358. Quando ci si presenta una grande sofferenza o un minimo sacrificio, oh, pensiamo immediatamente che è la
nostra ora, l’ora in cui ci disponiamo a dare la prova del nostro amore a Colui, che ci ha amato troppo.

359. Mi sembra che l’anima più libera sia quella piùdimentica di sé. Se mi si chiedesse il segreto della felicità, direi che sta nel non tenere più conto di se, nel negarsi ogni momento. Ecco un buon modo di far morire l’orgoglio. E’ come un prenderlo per fame.

360. Ogni anima gettata nella sofferenza vive a fianco del Maestro; essa abita con Gesù Cristo quell’ immensità del dolore che ha cantato il profeta: è la dimora dei predestinati, di coloro che il Padre ha conosciuto e che vuole conformi al suo divin Figlio, il Crocifisso

361. Vorrei gridare a tutte le anime e dir loro la vanità, il nulla di tutto quello che passa senza essere fatto per Iddio

362. Mi rifugio interamente nella preghiera del Maestro e resto piena di fiducia nella sua vlrtù onnipotente

363. Mi sembra che in cielo la mia missione sarà quella di attirare le anime aiutandole ad uscire da se $tesse per aderire a Dio, con un moto tutto spontaneo e pieno d’amore, e di tenerle in quel grande silenzio interno, che permette a Dio d’imprimersi in loro, di trasformarle in lui stesso.

364. La mia mano non può più tenere la penna … E’ arrivato, credo, il grande giorno, cosi ardentemente desiderato, del mio incontro con lo Sposo, uncamente amato, adorato.

365. In quest’ultima ora del mio esilio, in questa bella sera della mia vita, come tutto mi appare nella sua importanza alla luce che viene dall’eternità!

366. A Dio, lo ringrazi per me, perchè la sua bontà È immensa. Le dò appuntamento nell’eredità dei Santi.

367. Viviamo d’amore per morire d’amore e glorificare il Dio tutto amore!

 

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