Sant’Agostino: Ma che cosa amo amando Te? amo una certa luce, una voce, un profumo, un cibo e un amplesso che sono la luce la voce, il profumo, il cibo, l’amplesso dell’ uomo interiore che è in me”

 

… ma che cosa amo amando Te?

 

Non una bellezza corporea

né una grazia transitoria,

non lo splendore di una luce così cara a questi occhi,

non dolci melodie di canti d’ ogni specie,

non soave profumo di fiori, di unguenti, di aromi,

non manna né miele,

non membra invitanti ad amplessi carnali.

Non coteste cose amo io,

amando il mio Dio.

 

E tuttavia nell’ amare Lui

amo una certa luce,

una voce, un profumo, un cibo e un amplesso

che sono la luce la voce, il profumo, il cibo,

 l’ amplesso dell’ uomo interiore che è in me,

dove splende alla mia anima

una luce che nessun fluire di secoli può portar via,

dove si espande un profumo

che nessuna ventata può disperdere,

dove si gusta un sapore

che nessuna voracità può sminuire,

dove si intreccia un rapporto

che nessuna sazietà può spezzare.

 

Tutto questo io amo quando amo il mio Dio …

 

Sant’Agostino, Le Confessioni

Sant’Agostino: “”Con quanta mia consolazione mi fu tolto a un tratto il senso dei vani piaceri! Infatti eri Tu che me li cacciavi via. Tu vera e somma dolcezza; me li cacciavi, e in cambio di essi entravi Tu, mia luce, mia ricchezza e mia salvezza, Signore mio Dio”

 

Sant’Agostino (Confessioni, IX,1)

 

 

“Con quanta mia consolazione mi fu tolto a un tratto il senso dei vani piaceri! Quei piaceri che tremavo di perdere e che adesso mi era gioia il lasciare! Infatti eri Tu che me li cacciavi via. Tu vera e somma dolcezza; me li cacciavi, e in cambio di essi entravi Tu, più soave di ogni piacere, ma non alla carne e al sangue; Tu più luminoso di ogni luce, ma più interiore di ogni segreto, Tu più sublime di ogni altezza, ma non per quelli che sono sublimi in se stessi. Già l’animo mio era libero dalle dolorose preoccupazioni dell’ambizione, del guadagno e della scabbia delle passioni, inquiete e pruriginose. Esclamavo di gioia verso di Te, mia luce, mia ricchezza e mia salvezza, Signore mio Dio”(Confessioni, IX,1).

 

Sant’ Agostino : “Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo!” “Ci hai fatti per te, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te”

 

“Tu sei grande, Signore, e ben degno di lode; grande è la tua virtù, e la tua sapienza incalcolabile. E l’uomo vuole lodarti, una particella del tuo creato, che si porta attorno il suo destino mortale, che si porta attorno la prova del suo peccato e la prova che tu resisti ai superbi. Eppure l’uomo, una particella del tuo creato, vuole lodarti. Sei tu che lo stimoli a dilettarsi delle tue lodi, perché ci hai fatti per te, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te.”

 

“Così la tua Sapienza, per mezzo della quale hai creato ogni cosa, si rendeva alimento della nostra debolezza da bambini. Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo. E io, brutto, mi avventavo sulle cose belle da te create. Eri con me ed io non ero con te. Mi tenevano lontano da te quelle creature, che, se non fossero in te, neppure esisterebbero. Mi hai chiamato, hai gridato, hai infranto la mia sordità. Mi hai abbagliato, mi hai folgorato e hai finalmente guarito la mia cecità. Hai alitato su di me il tuo profumo ed io l’ho respirato, e ora anelo a te. Ti ho gustato e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato e ora ardo dal desiderio di conseguire la tua pace”.

(Sant’ Agostino – Dal libro delle Confessioni)

 

 

“Amerai il Signore Dio e amerai il prossimo tuo come te stesso. Perché l’uomo sapesse amare se stesso, gli fu stabilito un fine al quale dirigere tutte le sue azioni per essere felice. E questo fine è unirsi a Dio. A chi sa amare se stesso, quando gli si comanda di amare il prossimo come se stesso, gli si comanda soltanto che, per quanto gli è possibile, lo sproni ad amare Dio. Questo è il culto di Dio, questa la vera religione, questa la retta pietà, questo il servizio dovuto soltanto a Dio”

 

(Sant’ Agostino, la città di Dio)

 

 

“Scuotici, Signore, infiammaci e rapiscici, sii fuoco e dolcezza: impareremo a correre nell’amore. Non sono forse molti a tornare a te da un abisso di cecità? si avvicinano a te e vengono illuminati da quella tua luce con la quale si riceve il potere di diventare tuoi figli”

 

(Sant’ Agostino, Preghiera)

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: