-CONTRO IL TOTALITARISMO-“Solo quelli che riconoscono la moralità personale sono liberi” Beato Fulton J. Sheen

L’educazione moderna, dal darwinismo al freudismo, è legata alla negazione di questa realtà: che l’uomo ha dei peccati da confessare.

Ogni irresponsabilità implica il desiderio di essere posseduti: dalla musica afrodisiaca, dall’alcool o dalla droga, dai sonniferi o dal frastuono, insomma da tutto ciò che contribuisce all’evasione dalle responsabilità della coscienza.

Una volta che gli uomini ammettono di essere determinati dal di fuori da influenze estranee alla legge morale che è scritta nei loro cuori, diventano materia prima per una propaganda di ripetizione che li sommerge nel potere divinizzato dell’anonimo.

Come la responsabilità implica religione, così l’irresponsabilità implica anti-religione, poiché il nuovo collettivismo dà agli uomini spersonalizzati un oggetto di adorazione al posto di Dio. Il totalitarismo cresce in ragione diretta del declino della responsabilità nell’individuo.

Questa perdita di moralità personale viene compensata da un’intensa dedizione alla moralità sociale. La coscienza sociale sostituisce la coscienza individuale. Ecco perché i seguaci del nuovo misticismo demoniaco pensano che incolpando gli altri si scaricano del fardello della colpa: liquidando certe persone colpevoli di ingiustizia, si dispensano dalla colpa delle proprie ingiustizie personali. Ecco perché in qualsiasi forma di totalitarismo una grande passione per la riforma sociale si accoppia sempre con un completo disinteresse per l’urgenza della riforma individuale.

Togliendo la pagliuzza dagli occhi del loro vicino, i seguaci del totalitarismo non avvertono la necessità di preoccuparsi della trave nei propri occhi. La politica diventa allora la nuova teologia. L’accettazione di un’ideologia diventa la misura della Buona vita piuttosto che l’amorosa comunione con la Vita, con la Verità, con l’Amore, cioè con Dio.

La negazione della moralità allarga necessariamente l’area del male, e ogni aumento del male impone un potere repressivo da parte del dittatore.

Più raffinata e sensibile è la coscienza, meno necessario è il potere coercitivo. Solo quelli che riconoscono la moralità personale sono liberi. L’antiquata e disprezzata insistenza sulla santità individuale come una condizione dell’apostolato sociale produsse un ordine sociale di gran lunga migliore di quello attuale che è basato sulle ideologie idealistiche e sui fattori anti-morali nelle ideologie.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Comunismo e Coscienza dell’Occidente. 1948”)

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