Alcuni pensieri del Beato Fulton J. Sheen

La persona allegra vede sempre in ogni male presente qualche futuro bene; nel dolore vede una croce da cui nascerà una risurrezione; nella prova, trova correzione e disciplina e un’opportunità per crescere nella saggezza; nel dolore, raccoglie pazienza e rassegnazione alla Volontà di Dio.

(Beato Fulton J. Sheen)

Come una goccia di sangue può vivere nel corpo, ma la goccia di sangue non può vivere separata dal corpo, così nessuno di noi può vivere la pienezza della Vita di Cristo se non nel Suo Corpo Mistico, che è la Chiesa.

(Beato Fulton J. Sheen)

Dio non disapprova la tua lamentela. Sua Madre al Tempio non chiese: “Figlio, perché ci hai fatto questo?”. E Cristo sulla Croce non si lamentava: “Mio Dio, perché mi hai abbandonato?”

Se il Figlio ha chiesto al Padre e la Madre al Figlio, perché non dovresti farlo tu? Ma i tuoi gemiti siano a Dio e non all’uomo.

E alla fine della vostra dolce preghiera lamentosa, direte: “Padre nelle Tue Mani affido il mio spirito”.

Coloro che si lamentano con gli altri non vedono mai i propositi di Dio. Coloro che si lamentano con Dio scoprono che la loro passione, come quella di Cristo, si trasforma in compassione.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Ispirazioni per Quaresima e Pasqua”)

Ogni istinto e passione dell’uomo è amorale; è solo l’abuso di queste passioni che le rende sbagliate, immorali, peccaminose.

Non c’è nulla di sbagliato nella fame, ma c’è qualcosa di sbagliato nella gola; non c’è peccato nel bere, ma c’è peccato nell’ubriachezza; non c’è niente di sbagliato in un uomo che cerca sicurezza economica, ma c’è qualcosa di sbagliato in un uomo avaro; non c’è nulla da disprezzare nella conoscenza, ma c’è qualcosa da condannare nella superbia; non c’è niente di sbagliato nella carne, ma c’è qualcosa di peccaminoso nell’abuso della carne.

Il sesso ha il suo posto in quella zona di vita progettata per la sua funzione, ma l’abuso di esso, al di fuori del Matrimonio, al di fuori di quel legame naturale e soprannaturale, è sbagliato e quindi peccaminoso.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Tre per sposarsi”)

Se un uomo pensa di sapere tutto, allora pensa che non gli sia rimasto nulla da sapere, nemmeno ciò che Dio potrebbe dirgli. Se l’anima è piena fino all’orlo del suo ego, non c’è più posto per Dio.

(Beato Fulton J. Sheen, da “I sette peccati capitali”)

COME DISTINGUERE CRISTO DALL’ ANTICRISTO?

Scriveva Fulton Sheen:

“Gesù Nostro Signore disse che alla fine dei tempi quando Satana sarà assiso sul suo trono (Apoc.2,13), apparirà tanto simile a Lui sì da ingannare, se fosse possibile anche gli eletti (Mt 24,24 ). Ma se Satana opera prodigi, se pone delicatamente le mani sul capo dei bambini, se appare benigno e benevolo con il povero, come faremo a distinguerlo dal Cristo? Ebbene Satana non porterà le stigmate sulle mani o sui piedi o sul costato. Egli apparirà come sacerdote, ma non come Vittima”.

“Accade che Satana appaia, variamente camuffato, simile a Cristo; e, alla fine del mondo, apparirà come un benefattore, un filantropo: ma con le stimmate non è mai apparso, e non apparirà mai. Perché solamente l’Amore Celeste può mostrare le cicatrici del supremo dono d’amore fatto in una notte ormai per sempre trascorsa.”

(Beato Fulton J. Sheen, da “La vita di Cristo”)

“La scienza sorse e poté sorgere solo in una Civiltà Cristiana”

Il Cristianesimo, enfatizzando la disciplina, la ragione e il valore della natura in quanto tale, divenne la roccia su cui si fonda la scienza empirica. La scienza sorse e poté sorgere solo in una civiltà Cristiana. L’Oriente, privo di questo fondamento, non divenne mai scientifico.

La scienza non è nemica di una civiltà Cristiana, perché è fiorita solo in una civiltà Cristiana. Non è fiorita in una civiltà buddista, né tra i Maomettani, per la ragione che una civiltà panteista che confonde Dio e il mondo non può mai entrare in possesso del mondo solo per studiarlo scientificamente.

La concezione Cristiana, al contrario, rende Dio e il mondo distinti, e quindi permette all’uomo di studiare l’universo come universo. Facendo questo, l’uomo segue l’ordine del Creatore, che ha comandato all’uomo di governare la terra e di sottometterla.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Verità e menzogne”)

Tanto Pietro quanto Giuda, quando rinnegarono Gesù Nostro Signore, si ribellarono contro la Vita; entrambi erano stati messi in guardia contro questa ribellione; entrambi erano stati chiamati “demoni” a cagione del loro peccato; ed entrambi si pentirono.

Ma Giuda “si pentì in se stesso” e nella futile agonia della sua disperazione rivolse il proprio ego contro sé medesimo. Pietro, invece, pentendosi verso il suo Signore, mediante l’umiltà si liberò dal peccato e riconquistò la gioia.

Soltanto la sottomissione dell’ego a qualcosa di superiore al proprio ego può guarire dalla disperazione, perché tale umiltà svuota l’anima tanto dell’orgoglio quanto del giudizio di sé, facendo posto all’influsso della Divina Verità, dell’Amore e della Misericordia.

“Chi si umilia sarà esaltato e chi si esalta sarà umiliato”…ma l’odio verso se stessi è un’esaltazione dell’ego in quanto giudice sommamente amaro e definitivo. Finché il cartello “Si Vende” resta affisso in un’anima colma della preoccupazione dell’ego, il Divino Occupante non può farvi il Suo ingresso.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Il Sentiero della Gioia”)

Quando ricevo la Santa Comunione io ricevo Cristo. Cristo discende in me per vivificarmi con la Sua Vita e per trasformare le mie attività in maniera che io amo ciò che Lui ama, odio ciò che Lui odia, desidero ciò che Lui desidera. I Suoi interessi, i Suoi affetti e i Suoi desideri divengono i miei. In tal senso, posso esclamare con San Paolo: “Non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me”. Nel profondo della mia anima, è avvenuto un meraviglioso mutamento: mi son dato a Cristo. “Cristo vive in me!”.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Biologia Soprannaturale”)

Quando entreremo in Paradiso li vedremo, molti di loro verranno verso di noi e ci ringrazieranno. Chiederemo chi sono, e diranno: “una povera anima del Purgatorio per la quale hai pregato”

(Beato Fulton J. Sheen)

La morte è sempre importante perché sigilla un destino. Ogni uomo morente è una scena. Ogni scena morente è un luogo sacro. Ecco perché la grande letteratura del passato, che ha toccato le emozioni che circondano la morte, non è mai superata.

Ma di tutte le morti dell’uomo, nessuna era più importante della morte di Cristo Nostro Salvatore. Tutti gli altri che sono mai nati nel mondo, sono venuti per vivere; Gesù Nostro Signore è venuto in esso per morire.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Il Calvario e la Messa”)

I Santi, che si misurano con l’infinità di Dio, sono assolutamente convinti del loro nulla.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Vale la pena di vivere”)

Il Paradiso è come una città su una collina, per cui non possiamo addentrarci in essa; dobbiamo arrampicarci. Coloro che sono troppo pigri per arrampicare possono perdere la sua cattura.

Nessuno pensi di poter essere totalmente indifferente a Dio in questa vita e sviluppare improvvisamente una capacità per Lui al momento della morte.

Da dove verrà la capacità del Paradiso se l’abbiamo trascurato sulla terra?

(Beato Fulton J. Sheen, da “I sette peccati capitali”)

Un uomo che conduceva una vita malvagia si vantava sempre del fatto che non doveva mai preoccuparsi per la salvezza della sua anima fino al momento della morte, quando il suo tempo sarebbe finito, perché tanto poteva salvarla con tre parole che disse in latino: “Miserere mei Deus” [Dio abbia pietà di me].

Aveva ragione a dire tre parole al momento della sua morte, ma non erano le parole che si aspettava di dire, perché la sua vita non era stata vissuta per pronunciarle con il suo cuore. Mentre il suo cavallo lo gettava giù dalla scogliera disse: “Capiat Omnia diabolus,” che significa, “Io sarò dannato.”

(Beato Fulton J. Sheen, da “On Being Human”)

Se c’è un argomento che offende il sentimentalismo moderno, questo è l’inferno. La nostra generazione chiede a gran voce un “decano morbido”, che non parli mai dell’inferno alle orecchie educate, e la nostra epoca vuole un Cristianesimo annaffiato per rendere il Vangelo di Cristo nient’altro che una gentile dottrina di buona volontà, un programma sociale di miglioramento economico, e uno schema mite di idealismo progressista.

(Beato Fulton J. Sheen)

Non deridere Dio e i Vangeli dicendo che non c’è Satana. Il male è troppo reale nel mondo per dirlo. Satana non guadagna mai così tante anime come quando, nella sua astuzia, diffonde la voce che è morto da tempo e che non esiste.

Non respingere il Vangelo, perché dice che Gesù Nostro Salvatore è stato tentato. Satana tenta sempre i puri, gli altri sono già suoi. Satana colloca più diavoli e demoni sulle mura di un monastero che nei covi di iniquità, perché questi ultimi non fanno nessuna resistenza.

Non dire che è assurdo che Satana appaia a Gesù Nostro Signore, perché Satana deve sempre avvicinarsi ai devoti e ai forti mentre gli altri soccombono da lontano.

(Beato Fulton J. Sheen)

Se Egli è quello che afferma di essere, cioè un Salvatore, un Redentore, abbiamo allora un Cristo virile, un condottiero degno di esser seguito in questi tempi terribili; Colui che agevolmente farà breccia nella morte, distruggendo il peccato, la tristezza e la disperazione; un Capo cui possiamo far totale sacrificio di noi stessi senza peraltro perdere la libertà, sebbene conquistandola, e che possiamo amare sino al giorno della nostra morte.

Oggi abbiamo bisogno di un Cristo che, composto con funi un flagello, scacci dai nostri nuovi templi coloro che lì attendono a comprare e a vendere; di un Cristo che biasimi gli alberi di fichi sterili; di un Cristo che parli di croci e di sacrifici e la cui voce somigli alla voce del mare in tempesta, e che, tuttavia, non ci permetta di piluccare e scegliere fra le Sue parole, scartandone le difficili e accettando soltanto quelle che compiacciono alla nostra fantasia.

Abbiamo bisogno di un Cristo che ristabilisca lo sdegno morale, che ci induca a odiare ardentemente il male e ad amare il bene al punto da poter bere la morte come l’acqua.

(Beato Fulton J. Sheen, da “La Vita di Cristo”)

La chiave per il miglioramento sociale si rinviene sempre nel miglioramento individuale: rifate l’uomo e rifarete il mondo!

La società può essere salvata soltanto se l’uomo è salvato dai suoi conflitti intollerabili, e l’uomo può esserne liberato soltanto se è salvata la sua anima.

(Beato Fulton J. Sheen, dalla prefazione di “Il Sentiero della Gioia”)

I Santi amano i peccatori, non perché abbiano in comune con essi il vizio, ma perché amano quella possibilità di virtù che ancora esiste nel peccatore. Gesù Nostro Signore, il Figlio di Dio, divenne il Figlio dell’Uomo perché amava l’uomo.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Tre per sposarsi”)

La tolleranza si applica soltanto alle persone, e non mai ai principi, l’intolleranza vale per i principi e mai per le persone. Noi dobbiamo essere tolleranti verso le persone perché esse sono umane; dobbiamo essere intolleranti verso i principi perché sono divini. Dobbiamo essere tolleranti verso gli erranti, perché può essere stata l’ignoranza a farli traviare. Ma dobbiamo essere intolleranti verso l’errore perché la Verità non è opera nostra, ma di Dio.
È bene ricordarlo: l’unico vero motivo per cui Cristo fu condannato a morte fu precisamente l’intolleranza con cui Egli proclamò la Sua Divinità.

(Beato Fulton J. Sheen)

Se ogni mattina noi portassimo le nostre piccole croci alla Santa Messa e le piantassimo a fianco della Grande Croce di Gesù sul Calvario, e al momento della Consacrazione dicessimo con Lui: “Questo è il Mio corpo, questo è il Mio sangue” noi scorderemmo i nostri mali nell’estasi del nostro Amore per Gesù Crocifisso.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Ancore sull’abisso – Radiomessaggio del 5 Febbraio 1950”)

Non c’è anima alla cui porta Dio non abbia bussato migliaia di volte.
La Sua Voce può anche identificarsi nella nausea che segue il peccato, nel disprezzo di noi stessi, nello scontento della vita, nella delusione e nella sofferenza.
Se in simili circostanze, piuttosto che lamentarsi, recriminare e ribellarsi, l’anima aprisse la sua porta alla Grazia di Dio, troverebbe la pace e la felicità che preludono al Paradiso.

(Beato Fulton J. Sheen, da “La Felicità del Cuore”)

“Colui che andò in Paradiso con una Croce intendeva che tu dovessi andarci peccando?”

Non possiamo amare il peccato durante la vita e iniziare ad amare la virtù alla morte. Le gioie del Paradiso sono la continuazione delle gioie di Cristo sulla terra. Non sviluppiamo una nuova serie di amori con il nostro ultimo respiro. Raccoglieremo nell’eternità solo ciò che abbiamo seminato sulla terra.

Quindi non lasciamo che i nostri presunti moderni, i quali accumulano peccato su peccato, pensino di poter insultare Dio finché la loro vita non si sia esaurita e quindi aspettarsi un contratto di vita eterna in una delle dimore del Padre.

Colui che andò in Paradiso con una Croce intendeva che tu dovessi andarci peccando?

(Beato Fulton J. Sheen, da “Le sette virtù”)

«Chi salverà la Chiesa? Non pensate ai sacerdoti, non pensate ai vescovi e ai religiosi. Sta a voi, laici. Sta a voi ricordare ai sacerdoti di essere sacerdoti, ai vescovi di essere vescovi e ai religiosi di essere religiosi».

(Beato Fulton J. Sheen, 28 Maggio 1972)

La grande tragedia della vita non è tanto ciò che gli uomini hanno sofferto, ma ciò che hanno perso. E quale tragedia maggiore c’è che perdere la pace del peccato perdonato? Non c’è un uomo vivente che, se lo desiderasse, non potrebbe godere del cibo e della bevanda spirituale che Dio serve a tutti coloro che lo chiedono.

(Beato Fulton J. Sheen)

Il comunismo è la tragedia della libertà. Un falso liberalismo, che consente a un uomo di scegliere qualsiasi cosa tranne il metro del giusto e dell’ingiusto, può produrre un caos che il comunismo provvede a organizzare.

Allora, nel linguaggio del fondatore del comunismo, abbiamo una nuova definizione della libertà: “Libertà significa necessità”. In altre parole, si è liberi fin quando si obbedisce al dittatore. Ciò che hanno fatto i comunisti è stato di prendere la Verità che appartiene a Dio e di identificarla con il loro regime.

Il mondo, lo sappia o non lo sappia, sta scegliendo attualmente tra la schiavitù a un sistema e l’Amore di Colui che ha detto: “Io Sono la Verità”, “La Verità vi renderà liberi”.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Pensieri per la vita di ogni giorno”)

In tutte le altre religioni naturali, l’uomo muove verso Dio ed è il primo di tutti i movimenti; nel Cristianesimo, Dio muove verso l’uomo, quindi l’uomo risponde a questo primo impulso.

L’uomo naturale o umano rimane naturale o umano, finché una Vita Divina al di fuori di lui non se ne impadronisca e lo elevi a una dignità che egli non può conseguire per suo merito e con le sue sole forze. È tutto qui il fine dell’Incarnazione di Cristo: “Io sono venuto perché abbiate la Vita”.

Perciò, attraverso la Sacra Scrittura, gli uomini si dividono in vivi e non vivi: “Voi vi chiamate vivi ma invece siete morti”. Il che significa che alcuni hanno una vita naturale: respirano e camminano, parlano e sentono al tatto ma, da un punto di vista Divino, sono privi di vita, perché mancano di quella Vita Soprannaturale secondo Dio, la Vita della Grazia, a paragone della quale qualsiasi altra vita è morte.

La morale del Cristianesimo non è, quindi, una mera cristallizzazione di norme psicologiche, emotive ed etiche; essa è bensì il possesso, nell’anima, di un fondamento di Vita Soprannaturale, di Vita Divina, che ha nome Carità, Amore Divino o Grazia.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Pensieri per la vita di ogni giorno”)

Sii cosciente che ogni tua parola, pensiero ed azione si svolgono dinanzi a un Uditorio Divino. Come non infrangeresti le norme della velocità, se stesse sopraggiungendo un poliziotto, così non infrangerai le Divine Leggi peccando, non per timore di Dio, ma piuttosto perché Lo ami.

(Beato Fulton J. Sheen)

Dico che per vivere in questi tempi problematici dobbiamo diventare santi. Santo è chi rende Cristo amabile. Questa è la definizione di un santo.

Voglio darvi solo questo insegnamento: non abbiamo bisogno di molto tempo per diventare santi, c’è solo bisogno di molto amore.

(Beato Fulton J. Sheen)

Il sesso quale è inteso nella maniera moderna è amore-Eros non ormeggiato alla responsabilità; è un desiderio senza obblighi. Perché è un desiderio illegittimo, quindi un desiderio senza Dio. Ecco perché l’erotismo e l’ateismo vanno sempre d’accordo.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Tre per sposarsi”)

La ricerca di ciò che è puramente temporale e secolare non può soddisfare questo desiderio, da parte dell’uomo, di un bene che è trascendente, al di fuori del tempo, e che soddisfa completamente le più sublimi aspirazioni della sua anima.

“L’obiettivo dell’uomo deve trascendere ciò che è possibile stringere in un pugno”.

Ciò cui egli tende, ne sia o no consapevole, è la Vita Perfetta, la Verità Totale e l’Amore Estatico: e tale è la definizione di Dio. Sicché, come dice Sant’Agostino: “I nostri cuori non avranno riposo finché non riposeranno in Te, o Signore”.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Pensieri per la vita di ogni giorno”).

Le conversioni non sono più difficili che in passato, ma l’approccio deve essere diverso. Oggi la gente cerca Dio, non per l’ordine che trova nell’universo, ma per il disordine che trova in se stessa. Oggi le persone arrivano a Dio attraverso un disgusto interiore.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Il Sacerdote non si appartiene”)

Il rifiuto di schierarsi su grandi questioni morali è di per sé una decisione. È una silenziosa arrendevolezza al male. La tragedia del nostro tempo è che coloro che ancora credono nell’onestà mancano di fuoco e convinzione, mentre coloro che credono nella disonestà sono pieni di convinzione appassionata.

(Beato Fulton J. Sheen)

Niente che manchi di Passione per la Verità, niente che non sia abbastanza infiammato da farci chiamare sognatori, folli e fanatici dai nostri nemici, potrà mai salvare il mondo. Il comunismo è un futile tentativo di compensare psicologicamente la perdita della Fede. L’uomo non può vivere senza un Grande Amore, senza l’Amore Infinito, senza la Passione del Divino Amore…Solo l’uomo può sacrificare la sua libertà. La sacrificherà all’opinione pubblica, a un dittatore o a Dio.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Comunismo e Coscienza dell’Occidente”)

-LA SANTA MORTE DI FULTON J. SHEEN-

Il 20 settembre del 1979, celebra la Santa Messa per il suo 60.mo di sacerdozio e nell’omelia pronuncia queste parole:

“Non è che io non ami la vita, ma ora voglio vedere il Signore. Ho passato tante ore davanti a Lui nel Santissimo Sacramento, ho parlato a Lui nella preghiera e di Lui con chiunque mi volesse ascoltare. Ora voglio vederlo faccia a faccia”.

Mons. Fulton Sheen morì, due mesi dopo, il 9 dicembre 1979, mentre era in preghiera dinanzi al Santissimo Sacramento nella sua cappella privata, a New York.

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