“Perché c’è il Purgatorio? La necessità del Purgatorio è fondata sull’assoluta Purezza di Dio” Beato Fulton J. Sheen

È perfettamente vero il dire che la credenza nel Purgatorio è diminuita nella proporzione in cui la mentalità moderna andava dimenticando le due più importanti cose del mondo: la Purezza di Dio e la bruttezza del peccato. Ammesse entrambe queste due vitali credenze, la dottrina del Purgatorio non si può escludere.

Che cos’è il Purgatorio, se non una condizione di castigo temporale per coloro che lasciano questa vita in Grazia di Dio, ma non sono interamente liberi da colpe veniali e non hanno interamente pagato la soddisfazione dovuta alle loro trasgressioni? Il Purgatorio è quel modo d’essere in cui l’Amore di Dio tempera la Giustizia di Dio e secondariamente, un modo d’essere in cui l’amore dell’uomo tempera l’ingiustizia dell’uomo.

La necessità del Purgatorio è fondata sull’assoluta Purezza di Dio. La Giustizia richiede che nulla d’immondo, ma solo i puri di cuore possano stare davanti al Volto d’un Dio Immacolato. Se non vi è il Purgatorio, la Giustizia di Dio sarebbe troppo terribile, poiché chi oserebbe affermare di essere abbastanza puro e mondo da stare dinanzi all’Immacolato Agnello di Dio? Ci sono alcune purezze di Santi eccezionali ma queste sono gloriose eccezioni. 

Quanti milioni di persone muoiono con l’anima macchiata di peccato veniale, persone che hanno conosciuto il male e che attraverso una forte risoluzione se ne sono staccati portando con sé la debolezza del loro passato, come un peso opprimente! 

Il giorno in cui siamo stati battezzati, la Chiesa pose su di noi una candida veste con questa ingiunzione: “Ricevi questa candida veste, affinché tu possa portarla senza macchia dinanzi al Trono di Cristo Signore, e ricevere la Vita Eterna”. Quanti di noi, nella loro virtù, hanno mantenuta questa veste immacolata e monda da ogni peccato, così da poter entrare immediatamente dopo morte nell’esercito, vestito di bianco, di Cristo Re? Quante anime vi sono che sul letto di morte, simili a fiori di tarda stagione, sono assolte dai loro peccati, ma non dal debito a essi dovuto?

Tutte queste anime che muoiono possedute da un po’ di Amor di Dio sono anime belle; ma se non vi fosse il Purgatorio, per le loro leggere imperfezioni, dovrebbero essere rigettate senza pietà nell’inferno dalla Divina Giustizia. Togliete il Purgatorio, e Dio non potrebbe perdonare così facilmente, perché un atto di pentimento e contrizione sull’orlo della tomba potrà forse espiare trent’anni di peccato? Cancellate il Purgatorio, e l’Infinita Giustizia di Dio rigetterebbe dal Cielo coloro che hanno deciso di pagare i loro debiti, ma non li hanno pagati fino all’ultimo centesimo.

Così, io dico, il Purgatorio è il modo d’essere dove l’Amore di Dio tempera la Sua Giustizia; poiché nel Purgatorio Dio perdona e ha tempo di ritoccare queste anime con la Sua Croce, di scalpellarle con lo scalpello della sofferenza, affinché siano pronte alla costruzione del grande edificio spirituale della Gerusalemme Celeste; d’immergerle in quella purificazione, perché possano lavare la loro veste battesimale macchiata, per essere degne di entrare nell’immacolata Purità del Cielo, di rifarle risorgere, come l’antica fenice, dalle ceneri della propria sofferenza, affinché, simili ad aquile ferite, risanate dal magico tocco delle fiamme purificatrici di Dio, possano ascendere verso il Paradiso, alla Città della Purezza, dove Cristo è Re e Maria Regina, poiché, per quanto insignificanti possano sembrare i difetti, Dio non perdona senza lacrime e non vi sono lacrime in Paradiso.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Vi presento La Religione”)

-TOGLIETE IL PURGATORIO E NON AVRÀ PIÙ SENSO IL GIORNO DEI MORTI-

Nel Purgatorio, l’Amore di Dio tempera la Giustizia di Dio, ma insieme l’amore dell’uomo tempera l’ingiustizia dell’uomo, poiché rende capaci i cuori che sono stati lasciati, di rompere le barriere del tempo e della morte, di convertire parole non pronunciate in preghiere; incenso non bruciato, in sacrificio; fiori non offerti in elemosine; atti di bontà non compiuti, in aiuti per la Vita Eterna.

Levate il Purgatorio e quanto amaro sarà il nostro dolore per la nostra mancanza di bontà e quanto lancinante il tormento per la nostra dimenticanza!

Togliete il Purgatorio, e non avranno senso il Giorno della Rimembranza e il Giorno dei Morti, quando veneriamo la memoria dei nostri cari scomparsi. Levate il Purgatorio e quanto vane diventeranno le nostre corone, le nostre teste chinate, i nostri momenti di silenzio.

Ma se vi è un Purgatorio, allora immediatamente le teste chinate diventano ginocchia piegate, il momento di silenzio è momento di preghiera e la corona che appassisce, diventa una perenne offerta del sacrificio del Grande Eroe degli eroi, Cristo Nostro Signore e Salvatore.

La Chiesa ci assicura che, se non possiamo più fare nulla in questo mondo per i defunti, perché essi non vi appartengono più, possiamo ancora ritrovarli nelle mani della Divina Giustizia e dare a essi l’assicurazione del nostro amore e il prezzo della loro Redenzione.

L’anima di un parente, o di un amico, che si è presentato alla morte con un debito di penitenza verso Dio, può ancora estinguerlo per mezzo di noi, che siamo rimasti indietro, con la capacità di coniare l’oro delle nostre azioni quotidiane, nella moneta spirituale che compra la redenzione.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Vi presento La Religione”)

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1 Commento

  1. Renzo

     /  novembre 2, 2019

    Se non ci fosse il Purgatorio oggi sarebbe impossibile (o quasi) salvarsi!

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