“La morale del Cristianesimo non è, quindi, una mera cristallizzazione di norme psicologiche, emotive ed etiche; essa è bensì il possesso, nell’anima, di un fondamento di Vita Soprannaturale” Beato Fulton J. Sheen

In tutte le altre religioni naturali, l’uomo muove verso Dio ed è il primo di tutti i movimenti; nel Cristianesimo, Dio muove verso l’uomo, quindi l’uomo risponde a questo primo impulso.

L’uomo naturale o umano rimane naturale o umano, finché una Vita Divina al di fuori di lui non se ne impadronisca e lo elevi a una dignità che egli non può conseguire per suo merito e con le sue sole forze. È tutto qui il fine dell’Incarnazione di Cristo: “Io sono venuto perché abbiate la Vita”.

Perciò, attraverso la Sacra Scrittura, gli uomini si dividono in vivi e non vivi: “Voi vi chiamate vivi ma invece siete morti”. Il che significa che alcuni hanno una vita naturale: respirano e camminano, parlano e sentono al tatto ma, da un punto di vista Divino, sono privi di vita, perché mancano di quella Vita Soprannaturale secondo Dio, la Vita della Grazia, a paragone della quale qualsiasi altra vita è morte.

La morale del Cristianesimo non è, quindi, una mera cristallizzazione di norme psicologiche, emotive ed etiche; essa è bensì il possesso, nell’anima, di un fondamento di Vita Soprannaturale, di Vita Divina, che ha nome Carità, Amore Divino o Grazia.

(Beato Fulton J. Sheen, da “Pensieri per la vita di ogni giorno”)

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