Gesù: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, e verremo a lui e dimoreremo in lui. (Gv 14,23)” San Gregorio Magno: “la via del Signore si dirige al cuore, quando la vita si uniforma ai comandi di Dio”

“Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, e verremo a lui e dimoreremo in lui. (Gv 14,23)”

 

“La via del Signore si dirige al cuore quando si ascolta umilmente la predicazione della verità; la via del Signore si dirige al cuore, quando la vita si uniforma ai comandi di Dio. Per questo sta scritto: <<Se uno mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, e verremo a lui e dimoreremo in lui>> (Gv 14,23).

Chiunque monta in superbia, chiunque arde del fuoco di avarizia, chiunque si macchia con le lordure della lussuria, chiude la porta del cuore dinanzi alla verità, pone i serrami dei vizi all’entrata dell’anima, per impedire l’ingresso del Signore.”

(San Gregorio Magno, Papa e Dottore della chiesa, Omelie sui vangeli, VII , pag. 90)

 

“Lo Spirito Santo stesso è amore. Perciò Giovanni dice: “Dio è amore” (1Gv 4,8). Chi con tutto il cuore cerca Dio, ha già colui che ama. E nessuno potrebbe amare Dio, se non possedesse colui che ama. Ma, ecco, se a uno di voi si domandasse se egli ami Dio, egli fiduciosamente e con sicurezza risponderebbe di sì. Però a principio della lettura avete sentito che la Verità dice: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola” (Gv 14,23). La prova dell’amore è l’azione. Perciò Giovanni nella sua epistola dice: “Chi dice di amar Dio, ma non ne osserva i precetti, è bugiardo” (1Gv 4,20). Allora veramente amiamo Dio, quando restringiamo il nostro piacere a norma dei suoi comandamenti. Infatti chi corre ancora dietro a piaceri illeciti, non può dire d’amar Dio, alla cui volontà poi contraddice.

“E il Padre mio amerà lui, e verremo e metteremo casa presso di lui” (Gv 14,23). Pensate che festa, fratelli carissimi; avere in casa Dio! Certo, se venisse a casa vostra un ricco o un amico molto importante, voi vi affrettereste a pulir tutto, perché nulla ne turbi lo sguardo. Purifichi, dunque, le macchie delle opere, chi prepara a Dio la casa nella sua anima. Ma guardate meglio le parole: “Verremo e metteremo casa presso di lui”. In alcuni, cioè, Dio vi entra, ma non vi si ferma, perché questi, attraverso la compunzione, fanno posto a Dio, ma, al momento della tentazione, si dimenticano della loro compunzione, e tornano al peccato, come se non l’avessero mai detestato.

Invece colui cha ama veramente Dio, ne osserva i comandamenti, e Dio entra nel suo cuore e vi rimane, perché l’amor di Dio riempie talmente il suo cuore, che al tempo della tentazione, non si muove.

Questo, allora, ama davvero, poiché un piacere illecito non ne cambia la mente. Tanto più uno si allontana dall’amore celeste quanto più s’ingolfa nei piaceri terrestri. Perciò è detto ancora: “Chi non mi ama, non osserva i miei comandamenti (Gv 14,24)”. Rientrate in voi stessi, fratelli; esaminate se veramente amate Dio, ma non credete a voi stessi, se non avete la prova delle azioni. Guardate se con la lingua, col pensiero, con le azioni amate davvero il Creatore. L’amor di Dio non è mai ozioso. Se c’è, fa cose grandi; se non ci sono le opere, non c’è amore.

“E le parole che avete udito, non son mie, ma del Padre che mi ha mandato (Gv 14,24).” Sapete, fratelli, che chi parla è il Verbo del Padre, perché il Figlio è Verbo del Padre.

“Lo Spirito Santo Paraclito, che il Padre manderà nel mio nome, v’insegnerà tutto e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto (Gv 14,26)”. Sapete quasi tutti che la parola greca Paraclito, significa avvocato o consolatore. E lo chiama avvocato, perché interviene presso il Padre in favore dei nostri delitti. Di questo stesso Spirito poi giustamente si dice: “V’insegnerà ogni cosa”, perché se lo Spirito non è vicino al cuore di chi ascolta, il discorso di chi insegna, non ha effetto.”

(da San Gregorio Magno, Omelie sui Vangeli, 30,1)

 

“Ma io domando: che cosa offrirà, nel giorno del giudizio, colui che sarà rapito dal cospetto del Giudice, separato dalla compagnia degli eletti, privato della luce, tormentato nel fuoco eterno? Il Signore stesso ci suggerisce questo pensiero quando dice rapidamente: <<Così avverrà alla fine del mondo: gli angeli verranno e separeranno i cattivi di mezzo ai giusti, e li getteranno nella fornace del fuoco, dove sarà pianto e stridore di denti>> (Mt 13, ).

Queste parole del signore, fratelli carissimi, sono piuttosto da temere che da spiegare. I tormenti riservati ai peccatori sono indicati chiaramente, affinché nessuno possa addurre la scusa che non lo sapeva, perché dei tormenti futuri era stato parlato oscuramente. Per di più il Signore domanda: <<Avete udito tutte queste cose? >>. E quelli rispondono: <<Si!>> (Mt 13).”

(San Gregorio Magno, Papa, Omelie sui vangeli, XI , pag. 121)

 

“Colui che ha già creduto in Cristo, ma va ancora dietro ai guadagni dell’avarizia, o si deturpa con le immondizie della lussuria, o si insuperbisce della sua dignità, o brucia nel fuoco dell’invidia, o desidera prosperità negli affari del mondo, rifiuta di seguire quel Gesù nel quale ha creduto. Va per una via sbagliata, colui che cerca gioie e piaceri, dopo che la sua guida gli ha indicato la via della penitenza.

Richiamiamo alla nostra mente i peccati commessi; pensiamo che il Giudice verrà a punirli severamente; prepariamo l’animo ai lamenti: la nostra vita si maceri per poco tempo nella penitenza, se non vuol sentire un’eterna amarezza dopo il castigo. Attraverso il pianto si giunge alla gioia; così ci promette la stessa Verità, che dice: <<Beati quelli che piangono, perché saranno consolati!>> (Mt 5,5). Per la via del piacere, invece, si arriva al pianto, come ci assicura il signore quando dice: <<Guai a voi che ora ridete, perché piangerete e vi lamenterete!>> (Lc 6,25). Se, dunque, vogliamo la gioia del premio quando saremo alla meta, accettiamo l’amarezza della penitenza finché siamo in cammino.”

(San Gregorio Magno, Papa, Omelie sui Vangeli, II, pag. 60)

 

“Se ciascuno di voi, in misura della propria capacità e dell’ispirazione che gli viene dall’alto, richiama il prossimo dal vizio, lo esorta a ben fare, lo istruisce sul regno eterno e sui castighi riservati ai peccatori, mentre annunzia la parola di salvezza, è veramente un angelo. Nessuno si scusi con il dire: io non ho l’arte di ammonire; non sono atto a esortare. Fa’ quello che puoi, se non vuoi che ti sia richiesto nei tormenti quel talento che avevi ricevuto e hai mal trafficato. Ricordi? Aveva ricevuto un solo talento quel tale che si preoccupò di nasconderlo e non di farlo fruttare.

( … ) Chi in cuor suo ha già udito la voce del divino amore, faccia risuonare alle orecchie del prossimo una parola di esortazione. Ci sarà forse chi non ha pane per fare l’elemosina ai bisognosi, ma è dono molto più prezioso quello che può dare chi ha la lingua. Val più nutrire di celeste dottrina l’anima destinata a vivere in eterno, che non saziare di pane terrestre il ventre di questo corpo destinato a morire. Non vogliate, dunque, o miei fratelli, negare al prossimo l’elemosina della parola!”

(San Gregorio Magno, Papa, Omelie sui vangeli, VI , pag. 85-86)

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2 commenti

  1. “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14,23).
    Fratello, noi abitiamo dove ci si lascia entrare, ma troviamo difficilmente dimora sulla Terra. Cerca di rendere libera, pulita e adorna la tua casa, per poterci così sempre ospitare. Questo ci suggerisce Gesù!
    Se comprendessimo l’importanza di quanto Gesù ha affermato e richiesto, non indugeremmo un minuto a “vestirci dell’uomo nuovo, quello secondo Iddio creato in vera giustizia e santità”(Ef 4,24).
    Quasi tutti dormiamo dinanzi ai veri valori della vita, proprio perché coinvolti nel turbinoso vortice dei desideri e dei vizi terreni. Mentre tante anime rischiano di perdersi, tu non puoi dormire!
    “Svegliati, tu che dormi, risorgi dai morti e Cristo t’illuminerà”(Ef5,13-14). Devi agire oggi, domani potrebbe essere tardi! Devi dimostrare la tua Fede con le dovute opere e rinunce, per partecipare attivamente al progetto divino di salvezza. ”Come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la Fede senza le opere è morta” (Gc 2,26). “Chi ti ha creato senza di te, non ti giustifica senza di te” (Sant’Agostino).
    Un guerriero della luce impara a dominare le tentazioni; poi, se cade, subito si rialza e procede nel suo cammino sempre più vigile, prudente, temperante e invincibile, fino a non cadere più! mimonatta.blogspot.com

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