Beato John Henry Newman: “Sarebbe così assurdo chiamare vivente l’anima che non prega”

 

«PREGATE INCESSANTEMENTE»

Beato John Henry Newman

 

1.«Pregate incessantemente!» (1Tess 5, 17). Un uomo non può essere realmente religioso un’ora, e non esserlo l’ ora seguente: questo vorrebbe dire che può essere in buona salute un’ora e in cattiva l’ora seguente …; essere religioso, significa essere abituato a pregare, pregare sempre. La Scrittura vuol dire questo, quando parla di fare tutto per la gloria di Dio, cioè mettere davanti a noi la sua presenza e la sua volontà, e agire costantemente con riferimento a Lui, affinché quel che noi facciamo formi un solo atto, un solo movimento di obbedienza, un omaggio incessante a Colui che ci ha fatti e di cui siamo servitori.

2. … Noi siamo nati con delle anime morte, morte per quanto concerne l’obbedienza religiosa. Lasciati a noi stessi, noi cresceremmo nell’ odio di Dio; e per quanto ci sarà dato di esistere, noi tenderemmo sempre più a esprimere la morte spirituale, il fuoco interiore dei tormenti dell’ inferno, crescendo in malizia per una lunga eternità … Ma Dio ha donato a tutti, anche ai bambini piccoli, una felice promessa in Cristo, e le nostre prospettive sono cambiate: questa promessa non è solo quella di una felicità futura, ma tramite il suo Santo Spirito, egli stabilisce in noi, quaggiù e subito, un nuovo inizio, una vita spirituale nuova, una vita dell’ anima …

 

3. Come Dio vivifica le nostre anime, non lo sappiamo, come non sappiamo come vivifica il nostro corpo: la nostra «vita » spirituale, dice S. Paolo, «è nascosta con Cristo in Dio» (Col 3,3). Ma come la vita del nostro corpo si manifesta con la sua attività, la presenza in noi dello Spirito Santo si manifesta con un’ attività spirituale, e questa attività è lo spirito di preghiera continua. La preghiera è per la vita spirituale quel che il battito del polso e la respirazione sono per la vita del corpo: sarebbe così assurdo supporre che la vita potesse continuare, quando il corpo è freddo, immobile e insensibile, quanto chiamare vivente l’ anima che non prega.

 

4. … Il dono della grazia che riceviamo nel battesimo non è un puro privilegio esteriore, un puro perdono esteriore nel quale il cuore non sarebbe coinvolto, qualche cosa come un semplice marchio impresso nell’ anima, distinguendola, di fatto, da quelle che non sono rigenerate, come un colore particolare o un bollo, ma senza rapporto con i pensieri, lo spirito e il cuore di un cristiano … La nuova nascita dallo Spirito Santo mette l’ anima in movimento in modo celeste, e ci dona buoni pensieri e buoni desideri, ci illumina e ci purifica, ci porta a cercare Dio: in una parola, ci dona una vita spirituale, ci apre gli occhi dello spirito, in modo che incominciamo a vedere Dio in tutte le cose tramite la fede, e ci teniamo in relazione continua con Lui tramite la preghiera.

 

John Henry Newman (1801-1890), Sermoni parrocchiali, VII

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